Il Rev. Dr. Luca Vona, Eremita
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mercoledì 12 febbraio 2020

Reginaldo d'Orléans. Un'eloquenza infuocata

La Chiesa cattolica, e in particolare l'Ordine Domenicano celebrano oggi la memoria del Il beato Reginaldo d'Orléans. Di lui scrisse Giordano di Sassonia († 1237) domenicano e successore di San Domenico: “La sua eloquenza era infuocata e la sua parola, come fiaccola ardente, infiammava l’animo degli ascoltatori; ben pochi avevano il cuore così indurito da resistere al calore di quel fuoco. Pareva un secondo Elia”.
Reginaldo nacque probabilmente nella diocesi di Orléans, anche se non si conosce con esattezza il luogo di nascita, verso il 1180.
Fu professore di Diritto all’Università di Parigi e decano dei canonici di St-Aignan ad Orléans; nel 1218 si recò a Roma, per proseguire poi per la Terra Santa, al seguito del proprio vescovo mons. Manasse II di Seignelay.
A Roma conobbe il card. Ugolino (futuro papa Gregorio IX) e tramite di questi conobbe s. Domenico di Guzman, fondatore dell’Ordine dei Predicatori.
Il decano di St-Aignan era uomo d’intelligenza, aperto ai problemi religiosi del suo tempo e avvertiva con un certo rimorso il contrasto tra la sua vita agiata e raffinata, la sua attività amministrativa e l’appello accorato lanciato nel 1215 dal IV Concilio Lateranense, ad uno stile di vita più evangelico.
Il messaggio della povertà evangelica così integralmente realizzato nel nuovo Ordine Domenicano, fondato nello stesso 1215 a Tolosa, attrasse profondamente l’animo insoddisfatto del decano Reginaldo d’Orléans.
Durante la sua permanenza romana cadde ammalato abbastanza seriamente, s. Domenico nel fargli visita, lo invitò ad entrare nel suo Ordine per seguire la povertà di Cristo, poi accompagnata dalla sua guarigione, ebbe una miracolosa apparizione della Vergine, la quale gli mostrò l’abito completo del nuovo Ordine. Le sue resistenze caddero ed egli s’impegnò ad entrare fra i Predicatori al ritorno dalla Terra Santa.

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Reginaldo d'Orléans (+1237), affresco, Chiesa di Santa maria delle Grazie, Milano

Nel dicembre 1218, s. Domenico già lo inviò a Bologna come suo vicario, in questa città studentesca, Reginaldo si sentì a suo agio; trasferì la Comunità domenicana dalla Mascarella a S. Niccolò delle Vigne e con la sua irresistibile eloquenza, attrasse all’Ordine allievi e docenti universitari.
Un anno dopo, nel 1219 san Domenico lo inviò a St-Jacques di Parigi per rinvigorire quella comunità domenicana vacillante, anche qui affluirono all’Ordine studenti e professori dell’Università e intorno ai religiosi si formò un alone di cultura e spiritualità.
Ma poche settimane dopo il suo arrivo a Parigi, Reginaldo morì il 1° febbraio 1220; fu uno dei primi grandi dolori per il santo fondatore che ne fu affranto, lo consolò solo il sapere che Reginaldo era morto con il sorriso sulle labbra e dichiarando tutta la sua felicità per aver abbracciata la povertà degli Apostoli.
Fu sepolto a Parigi nel cimitero benedettino di Notre-Dame-des-Champs; gli fu tributato fin da subito il culto di beato, confermato poi da papa Pio IX l’8 luglio 1875.
La sua celebrazione è riportata dal Martirologio Romano al 1° febbraio, mentre l'Ordine Domenicano ne fa memoria il 12 di febbraio.

- Antonio Borrelli



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