Il Rev. Dr. Luca Vona
Un evangelico nel Deserto

giovedì 27 gennaio 2022

Angela Merici. Fondatrice della Compagnia di Sant'Orsola

Nel 1540 si spegne, a Brescia, Angela Merici, fondatrice della Compagnia di sant’Orsola. Nata a Desenzano sul Garda intorno al 1474, Angela era rimasta orfana in giovane età. Sin da ragazza provò il desiderio di un’intensa vita di preghiera e di carità, ma non trovava una risposta alla sua ricerca nei monasteri dell’epoca. A vent’anni cominciò a radunare attorno a sé bambine e ragazze povere per dare loro una formazione umana e spirituale, istruirle nel lavoro e nell’assistenza ai malati. Intorno al 1530 si stabilì a Brescia, presso la chiesa di Sant’Afra e qui diede inizio a una Compagnia di donne che si proponeva di riattualizzare l’esperienza delle primitive comunità cristiane. Per quante la seguirono nella sua scelta di vita religiosa scrisse una regola e dei testi spirituali.
La forma di vita religiosa inaugurata da Angela Merici conobbe un grandissima diffusione.


Tracce di lettura

Sorelle, vi supplico che vogliate tener conto, e aver scolpite nella mente e nel cuore tutte le vostre figlie, a una a una; non solamente i loro nomi, ma anche la condizione, la natura, e ogni loro stato ed essere. Il che non vi sarà difficile, se le amerete con viva carità. Infatti, si osserva nelle madri secondo la carne che, se avessero mille figli e figlie, li avrebbero tutti totalmente presenti nell'animo, a uno a uno, perché così opera il vero amore. Anzi, pare che quanti più figli si hanno, tanto più l'amore e l'interessamento crescano a ogni figlio. Le madri spirituali possono e devono far questo in misura maggiore, in quanto l'amore spirituale è senza alcun paragone più potente dell'amore fisico. Sicché, mie cordialissime madri, se amerete queste vostre figlie con viva e viscerale carità, non sarà possibile che non le abbiate tutte particolarmente dipinte nella memoria e nel vostro animo.
(Angela Merici, Secondo legato)

- Dal Martirologio ecumenico della Comunità monastica di Bose

1 Minute Gospel. The dazzles of the world and the light of Christ

Reading

Mark 4:21-25

21 He said to them, “Do you bring in a lamp to put it under a bowl or a bed? Instead, don’t you put it on its stand? 22 For whatever is hidden is meant to be disclosed, and whatever is concealed is meant to be brought out into the open. 23 If anyone has ears to hear, let them hear.”
24 “Consider carefully what you hear,” he continued. “With the measure you use, it will be measured to you—and even more. 25 Whoever has will be given more; whoever does not have, even what they have will be taken from them.”

Meditation

Jesus never considered his teaching in an elitist way; it is instead the responsibility of the disciples to announce the gospel of the kingdom to the whole world. Even when the parables are explained in private, the aim is to allow their meaning to be revealed publicly.

"The unfolding of your words gives light; it gives understanding to the simple." says the psalmist (Ps 119,130); and in Jesus' words echoes what God says to his people in the book of Deuteronomy: "Now what I am commanding you today is not too difficult for you or beyond your reach. It is not up in heaven, so that you have to ask, “Who will ascend into heaven to get it and proclaim it to us so we may obey it?” Nor is it beyond the sea, so that you have to ask, “Who will cross the sea to get it and proclaim it to us so we may obey it?” 14 No, the word is very near you; it is in your mouth and in your heart so you may obey it." (Dt 30:11-14).

The gospel is also a word that can be understood and put into practice by every man. Understood because it is not intended for a circle of intellectuals, but rather it can only be accepted by a humble reason. Put into practice because it is an effective word, which the Spirit brings to fulfillment in those who welcome it with faith. Those who hear the word of truth and put it into practice will receive an even greater understanding of the things of God.

As depicted in the parable of the sower, God expects a generous return from the grace he has bestowed on us. If we are faithful servants he will be a faithful teacher and will give us an even greater measure of grace. God's gifts multiply as they are used. But whoever buries the talent received will also be taken away from him (Mt 25:14-30), because he has betrayed the trust given him by the Lord.

Christ is the sun of justice, but what are we? Lamps that draw on his light and burn as long as we are given to remain in this world. A world where so many futile words overlap and so many dazzles seduce us, but the incarnate Word is a reliable word, a lamp for our steps and a light on our path (Ps 119:105). Jesus asks us not to burn for ourselves, like a lamp under the bed, but to be a light that gives itself to the world (Mt 5:14).

Prayer

In your light, Lord, we see the light; grant us to overcome the seductions of the world and to give ourselves generously to our brothers and sisters. Amen.

- Rev. Dr. Luca Vona


Fermati 1 minuto. Gli abbagli del mondo e la luce di Cristo

Lettura

Marco 4,21-25

21 Diceva loro: «Si porta forse la lampada per metterla sotto il moggio o sotto il letto? O piuttosto per metterla sul lucerniere? 22 Non c'è nulla infatti di nascosto che non debba essere manifestato e nulla di segreto che non debba essere messo in luce. 23 Se uno ha orecchi per intendere, intenda!».
24 Diceva loro: «Fate attenzione a quello che udite: Con la stessa misura con la quale misurate, sarete misurati anche voi; anzi vi sarà dato di più. 25 Poiché a chi ha, sarà dato e a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».

Meditazione

Gesù non ha mai considerato il suo insegnamento in modo elitario; è invece responsabilità dei discepoli annunciare il vangelo del regno al mondo intero. Anche quando le parabole sono spiegate in privato, il fine è di consentire di svelarne il senso pubblicamente. 

"La tua parola nel rivelarsi illumina, dona saggezza ai semplici" afferma il salmista (Sal 118,130); e nelle parole di Gesù riecheggia ciò che Dio dice al suo popolo nel libro del Deuteronomio: "Questo comando che oggi ti ordino non è troppo alto per te, né troppo lontano da te. Non è nel cielo, perché tu dica: Chi salirà per noi in cielo, per prendercelo e farcelo udire e lo possiamo eseguire? Non è di là dal mare, perché tu dica: Chi attraverserà per noi il mare per prendercelo e farcelo udire e lo possiamo eseguire? Anzi, questa parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica" (Dt 30,11-14). 

Anche il vangelo è una parola che può essere compresa e messa in pratica da ogni uomo. Compresa perché non destinata a un circolo di intellettuali, ma anzi può essere accolta solo da una ragione umile. Messa in pratica perché parola efficace, che lo Spirito porta a compimento in chi la accoglie con fede. Coloro che ascoltano la parola di verità e la mettono in pratica riceveranno una comprensione ancora maggiore delle cose di Dio. 

Come rappresentato nella parabola del seminatore, Dio si aspetta un generoso ritorno dalla grazia che ci ha elargito. Se saremo servi fedeli egli sarà un maestro fedele e ci donerà una misura di grazia ancora più grande. I doni di Dio si moltiplicano nella misura in cui vengono impiegati. Ma chi seppellirà il talento ricevuto gli sarà tolto anche quello (Mt 25,14-30), perché ha tradito la fiducia accordatagli dal Signore. 

Cristo è il sole di giustizia, ma noi cosa siamo? Lampade che attingono alla sua luce e bruciano per quanto ci è dato di restare in questo mondo. Un mondo dove tante parole futili si accavallano e tanti abbagli ci seducono, ma il Verbo incarnato è parola affidabile, lampada per i nostri passi e luce sul nostro cammino (Sal 118,105). Gesù ci chiede di non bruciare per noi stessi, come una lampada sotto il letto, ma di essere luce che si dona al mondo (Mt 5,14).

Preghiera

Alla tua luce, Signore, vediamo la luce; concedici di vincere  le seduzioni del mondo e di donarci generosamente ai nostri fratelli e alle nostre sorelle. Amen.

- Rev. Dr. Luca Vona

mercoledì 26 gennaio 2022

1 Minute Gospel. A missionary church with a light baggage

Reading

Luke 10:1-9

10 After this the Lord appointed seventy-two[a] others and sent them two by two ahead of him to every town and place where he was about to go. 2 He told them, “The harvest is plentiful, but the workers are few. Ask the Lord of the harvest, therefore, to send out workers into his harvest field. 3 Go! I am sending you out like lambs among wolves. 4 Do not take a purse or bag or sandals; and do not greet anyone on the road.
5 “When you enter a house, first say, ‘Peace to this house.’ 6 If someone who promotes peace is there, your peace will rest on them; if not, it will return to you. 7 Stay there, eating and drinking whatever they give you, for the worker deserves his wages. Do not move around from house to house.
8 “When you enter a town and are welcomed, eat what is offered to you. 9 Heal the sick who are there and tell them, ‘The kingdom of God has come near to you.’

Meditation

Jesus' invitation to pray that God will send laborers into his harvest (v. 2) indicates that he alone is qualified to confer this mandate, just as Jesus in his royal and messianic role confer it to the seventy-two envoys. In some manuscripts the number of disciples is seventy, perhaps indicating the seventy elders appointed by Moses.

The image of the lambs among the wolves indicates the hostility and dangers that the disciples will find during their mission. Traveling as a couple they will be able to support each other. Given the urgency of the task and the commitment required of the missionaries, the invitation is to avoid getting lost behind the material goods and the formalities of greetings "on the road" (v. 4). In the culture of the time, a person's greeting involved an elaborate ceremonial, with many formalities, such as sharing a meal or a long stop. The disciple must avoid attachment to earthly things and entertainment, always giving priority to missionary activity.

Jesus' words are pervaded with an eschatological sense, attesting to the scarcity of time available. Those who bring the announcement of salvation travel at a brisk pace. The disciples will have to enter the houses (v. 5) and not preach in the synagogues. The message they bring is not enclosed in the fences of the formalized and sedentary religiosity of Pharisaic Judaism. The Church of Christ, as also attested by the Acts of the Apostles (Acts 20:42; 5:20) takes its first steps as a prophetic and domestic church. The gospel enters the daily and family life of those who receive it, the "children of peace" (v. 6).

The command to the disciples to eat what will be placed before them indicates that any distinction between pure and impure foods is abolished. Sharing a meal is an expression of intimate friendship in the ancient world. By eating what will be offered to him, the true disciple "become all things to all people" just as the apostle Paul will later testify: "I became a Greek with the Greeks, a Jew with the Jews, I adapted to all situations, to save someone at any cost "(1 Cor 9:22).

Without the fear of clashing with the opposing forces of the world, the Gospel message is capable of "sitting at the table" with the man of every place and every time.

Prayer

O Lord, raise up willing workers in your Church, to bring the blessing of your message of salvation to every man. Amen.

- Rev Dr. Luca Vona


Fermati 1 minuto. Una chiesa missionaria e con un bagaglio leggero

Lettura

Luca 10,1-9

1 Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. 2 Diceva loro: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe. 3 Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi; 4 non portate borsa, né bisaccia, né sandali e non salutate nessuno lungo la strada. 5 In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa. 6 Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. 7 Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché l'operaio è degno della sua mercede. Non passate di casa in casa. 8 Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà messo dinanzi, 9 curate i malati che vi si trovano, e dite loro: Si è avvicinato a voi il regno di Dio.

Meditazione

L'invito di Gesù a pregare affinché Dio mandi operai nella sua messe (v. 2) sta a indicare che lui solo è qualificato a conferire questo mandato, proprio come Gesù nella sua veste regale e messianica lo conferisce ai settantadue inviati. In alcuni manoscritti il numero dei discepoli è di settanta, forse a indicare i settanta anziani nominati da Mosè. 

L'immagine degli agnelli in mezzo ai lupi indica l'ostilità e i pericoli che i discepoli troveranno durante la loro missione. Viaggiando in coppia potranno sostenersi l'un l'altro. Data l'urgenza del compito e l'impegno richiesto ai missionari, l'invito è di evitare di perdersi dietro i beni materiali e le formalità dei saluti "lungo la strada" (v. 4). Nella cultura del tempo il saluto di una persona prevedeva un elaborato cerimoniale, con molte formalità, come la condivisione di un pasto o una lunga sosta. Il discepolo deve evitare l'attaccamento alle cose e agli intrattenimenti terreni, dando sempre la priorità all'attività di missionaria. 

Le parole di Gesù sono pervase di un senso escatologico, attestando la scarsità del tempo a disposizione. Coloro che portano l'annuncio di salvezza viaggiano con passo spedito. I discepoli dovranno entrare nelle case (v. 5) e non  predicare nelle sinagoghe. Il messaggio che portano non è rinchiuso negli steccati della religiosità formalizzata e sedentaria del giudaismo farisaico. La Chiesa di Cristo, come attestano anche gli Atti degli apostoli (es. At 20,42; 5,20) muove i suoi primi passi come chiesa profetica e domestica. Il vangelo entra nella vita quotidiana e familiare di coloro che lo ricevono, i "figli della pace" (v. 6). 

Il comando ai discepoli di mangiare quello che sarà loro messo davanti indica che è abrogata ogni distinzione tra cibi puri e impuri. Condividere il pasto è nel mondo antico una espressione di intima amicizia. Cibandosi di quel che gli sarà offerto il vero discepolo "si fa tutto a tutti" proprio come testimonierà successivamente l'apostolo Paolo: "mi sono fatto greco con i greci, giudeo con i giudei, mi sono adattato a tutte le situazioni, per salvare ad ogni costo qualcuno" (1 Cor 9,22). 

Senza il timore di scontrarsi con le forze contrarie del mondo, il messaggio evangelico è capace di adattarsi, "mettendosi a tavola" con l'uomo di ogni luogo e di ogni tempo.

Preghiera

Ti preghiamo Signore, di suscitare nella tua Chiesa operai volenterosi, per portare la benedizione del tuo messaggio di salvezza ad ogni uomo. Amen.

- Rev Dr. Luca Vona

martedì 25 gennaio 2022

1 Minute Gospel. The duty and the grace to proclaim the gospel

Reading

15 He said to them, “Go into all the world and preach the gospel to all creation. 16 Whoever believes and is baptized will be saved, but whoever does not believe will be condemned. 17 And these signs will accompany those who believe: In my name they will drive out demons; they will speak in new tongues; 18 they will pick up snakes with their hands; and when they drink deadly poison, it will not hurt them at all; they will place their hands on sick people, and they will get well.”

Meditation

Jesus, who previously asked the apostles to preach the gospel of salvation to the lost sheep of the house of Israel (Mt 10:5-6; 15:24), now extends this mission to the whole world (v. 15). Eleven apostles will not be able to fulfill such a great task alone, but together with the seventy-two disciples and others who will follow them from generation to generation, they will sow the seed of the gospel towards the four corners of the earth.

The "great commission" is similar in the Gospels of Matthew and Mark. Through baptism, we enter the Church, the community of the Risen Jesus, and the function of the Church is to evangelize every creature (v. 15).

Miracles, which at the beginning of Jesus' preaching were "signs" to arouse faith, now become an expression of the kingdom of God which is making its way through history. That outlined by Jesus is a reconciled humanity: the peaceful coexistence with poisonous snakes, the ability to free us from the influences of evil, the rediscovered mutual understanding without losing the richness of differences, are the signs of a new sky and of a new land (Ap 21,1), promised by the Risen One in the new covenant signed on the cross.

While cultivating dialogue between different faiths and cultures, in the solidarity aroused by the common human nature and in the recognition of diversity as a blessing, the urgency and responsibility of the evangelical announcement cannot be neglected: "woe to me if I do not preach the Gospel!" exclaims the apostle Paul (1 Cor 9,16), reached by the mercy of the Risen One.

Proclaiming Christ means participating in his priestly mission, to free man from what makes him a slave; it means not to allow to be damaged by the wickedness of this world but to know how to heal its wounds.

Prayer

Renew in us, Lord, the fervor for the proclamation of your Word; so that we can be dispensers of your saving and healing grace. Amen.

- Rev. Dr. Luca Vona