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Il Rev. Dr. Luca Vona
Un evangelico nel Deserto
Ministro della Christian Universalist Association
Ministro della Christian Universalist Association
sabato 14 febbraio 2026
Cirillo e Metodio. Tutte le lingue lodino il Signore
Fermati 1 minuto. Una Chiesa missionaria e con un bagaglio leggero
Lettura
Luca 10,1-9
1 Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. 2 Diceva loro: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe. 3 Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi; 4 non portate borsa, né bisaccia, né sandali e non salutate nessuno lungo la strada. 5 In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa. 6 Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. 7 Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché l'operaio è degno della sua mercede. Non passate di casa in casa. 8 Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà messo dinanzi, 9 curate i malati che vi si trovano, e dite loro: Si è avvicinato a voi il regno di Dio.
Commento
L'invito di Gesù a pregare affinché Dio mandi operai nella sua messe (v. 2) sta a indicare che Dio solo è qualificato a conferire questo mandato, proprio come nella sua veste regale e messianica Gesù lo conferisce ai settantadue inviati. In alcuni manoscritti il numero dei discepoli è di settanta, forse a indicare i settanta anziani nominati da Mosè.
L'immagine degli agnelli in mezzo ai lupi si riferisce all'ostilità e ai pericoli che i discepoli troveranno durante la loro missione. Viaggiando in coppia potranno sostenersi l'un l'altro. Data l'urgenza del compito e l'impegno richiesto ai missionari, l'invito è di evitare di perdersi dietro i beni materiali e le formalità dei saluti "lungo la strada" (v. 4). Nella cultura del tempo il saluto di una persona prevedeva un elaborato cerimoniale, con molte formalità, come la condivisione di un pasto o una lunga sosta. Il discepolo deve evitare l'attaccamento alle cose e agli intrattenimenti terreni, dando sempre la priorità all'attività di missionaria.
Le parole di Gesù sono pervase di un senso escatologico, attestando la scarsità del tempo a disposizione. Coloro che portano l'annuncio di salvezza viaggiano con passo spedito. I discepoli dovranno entrare nelle case (v. 5) e non predicare nelle sinagoghe. Il messaggio che portano non è rinchiuso negli steccati della religiosità formalizzata e sedentaria del giudaismo farisaico. La Chiesa di Cristo, come attestano anche gli Atti degli apostoli (cfr. At 20,42; 5,20) muove i suoi primi passi come assemblea profetica e domestica. Il vangelo entra nella vita quotidiana e familiare di coloro che lo ricevono, i "figli della pace" (v. 6).
Il comando ai discepoli di mangiare quello che sarà loro messo davanti indica che è abrogata ogni distinzione tra cibi puri e impuri. Condividere il pasto è nel mondo antico un'espressione di intima amicizia. Cibandosi di quel che gli sarà offerto il vero discepolo "si fa tutto a tutti" proprio come testimonierà successivamente l'apostolo Paolo: "mi sono fatto greco con i greci, giudeo con i giudei, mi sono adattato a tutte le situazioni, per salvare ad ogni costo qualcuno" (1 Cor 9,19-22).
Senza il timore di scontrarsi con le forze contrarie del mondo, il messaggio evangelico è capace di adattarsi, "mettendosi a tavola" con l'uomo di ogni luogo e di ogni tempo.
Preghiera
Ti preghiamo Signore, di suscitare nella tua Chiesa operai volenterosi, per portare la benedizione del tuo messaggio di salvezza ad ogni uomo. Amen.
- Rev Dr. Luca Vona
giovedì 12 febbraio 2026
Fermati 1 minuto. Briciole preziose
lunedì 9 febbraio 2026
Marone e il potere terapeutico della preghiera
Fermati 1 minuto. Le frange del suo mantello
Lettura
Marco 6,53-56
53 Compiuta la traversata, approdarono e presero terra a Genèsaret. 54 Appena scesi dalla barca, la gente lo riconobbe, 55 e accorrendo da tutta quella regione cominciarono a portargli sui lettucci quelli che stavano male, dovunque udivano che si trovasse. 56 E dovunque giungeva, in villaggi o città o campagne, ponevano i malati nelle piazze e lo pregavano di potergli toccare almeno la frangia del mantello; e quanti lo toccavano guarivano.
Commento
Gesù approda con i suoi discepoli a Genèsaret e subito il popolo, cui è giunta la sua fama di guaritore universale, cerca di avvicinarlo. La gente infatti "lo riconobbe" (v. 54). Il primo passo per beneficiare della grazia del Signore è riconoscerlo come tale. Dobbiamo dunque avere fede nella capacità di Cristo di porre sotto i suoi piedi i mali che affliggono l'umanità, proprio come camminò sui flutti tempestosi del mare, dominando le forze della natura.
Le numerose guarigioni che Gesù ha compiuto durante la sua vita terrena erano innanzitutto funzionali al riconoscimento della sua figliolanza divina e del suo ruolo messianico. Il loro scopo era di testimoniare l'avvento del regno di Dio e l'ingresso nei tempi ultimi della storia.
Non sempre il Signore esaudisce le nostre richieste di guarigione, ma il vangelo proclama che ogni infermità e la morte stessa sono state sconfitte e non vi sarà posto per loro nei cieli nuovi e nella terra nuova in cui abiteremo con Cristo. Possiamo e dobbiamo, tuttavia, accorrere a lui per portargli le nostre necessità e per intercedere in favore dei nostri fratelli e delle nostre sorelle malati nel corpo e nello spirito.
Siamo chiamati a fare la nostra parte nella ricerca della guarigione, ricorrendo ai rimedi che la scienza mette a disposizione. Ma vi è qualcosa che la scienza da sola non può offrire: il calore della carità, medicina per l'anima, occasione di incontro con la grazia che conforta e apre uno scorcio di luce nella malattia.
Possiamo diventare, per chi soffre, come le frange del mantello di Gesù: strumento per toccare con mano quella potenza risanatrice che scaturisce dalla sua persona. Toccare Gesù significa sperimentare quel farmaco di immortalità che ci cura da tutto ciò che separa da Dio, sorgente della vita e fonte di ogni bene.
Preghiera
Risana, Signore, le ferite che ci affliggono nell'anima e nel corpo; affinché possiamo essere restituiti al tuo servizio, fortificati dalla grazia. Amen.
- Rev. Dr. Luca Vona