Lettura
Luca 10,17-24
21 In quello stesso istante Gesù esultò nello Spirito Santo e disse: «Io ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, Padre, perché così a te è piaciuto. 22 Ogni cosa mi è stata affidata dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare».
23 E volgendosi ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. 24 Vi dico che molti profeti e re hanno desiderato vedere ciò che voi vedete, ma non lo videro, e udire ciò che voi udite, ma non l'udirono».
Commento
Vincere una battaglia spirituale riempie il cuore, ma nasconde un'insidia sottile: scambiare l'efficacia dei propri sforzi per la misura del proprio valore. Lungo il cammino verso Gerusalemme, i settantadue tornano entusiasti: persino i demoni si sono sottomessi nel nome di Gesù. Il Maestro, che nello Spirito vedeva già Satana cadere dal cielo come un fulmine, non smentisce il loro successo, ma ne riorienta subito il cuore: «Non rallegratevi perché i demoni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli» (v. 20).
Gesù sposta l'asse dalla prestazione all'appartenenza. Il successo ministeriale e i doni carismatici possono alimentare l'orgoglio, la stessa superbia che causò la rovina del maligno; la vera gioia nasce invece dall'essere figli scelti per la vita eterna. Sentirsi amati da Dio precede e fonda ogni servizio: i doni straordinari passano, la grazia dell'adozione resta.
Su questo orizzonte si apre l'unica esultanza di Gesù riportata dai Vangeli. Nello Spirito Santo, il Figlio loda il Padre per una pedagogia sovversiva: le verità del Regno restano nascoste ai sapienti autosufficienti e si aprono ai «piccoli» (nēpioi), agli umili capaci di accogliere la rivelazione. Dio affida la sua opera a strumenti imperfetti, perché la gloria sia soltanto sua, e conduce con sovranità il disegno di salvezza rivelato dal Figlio.
Nel dialogo riservato con i suoi, Gesù proclama infine beati gli occhi che vedono il compimento dell'alleanza, ciò che re e profeti avevano solo desiderato. Il testo ci invita a non misurare la fede su risultati e capacità, ma sulla gratitudine per un dono che ci supera.
Preghiera
Signore Gesù, non lasciare che misuriamo la fede sui risultati. Insegnaci a gioire perché i nostri nomi sono scritti nei cieli e rendici piccoli, capaci di accogliere il dono che ci supera. Amen.
- Rev. Dr. Luca Vona