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Il Rev. Dr. Luca Vona
Un evangelico nel Deserto
Ministro della Christian Universalist Association
Ministro della Christian Universalist Association
lunedì 9 febbraio 2026
Marone e il potere terapeutico della preghiera
Fermati 1 minuto. Le frange del suo mantello
Lettura
Marco 6,53-56
53 Compiuta la traversata, approdarono e presero terra a Genèsaret. 54 Appena scesi dalla barca, la gente lo riconobbe, 55 e accorrendo da tutta quella regione cominciarono a portargli sui lettucci quelli che stavano male, dovunque udivano che si trovasse. 56 E dovunque giungeva, in villaggi o città o campagne, ponevano i malati nelle piazze e lo pregavano di potergli toccare almeno la frangia del mantello; e quanti lo toccavano guarivano.
Commento
Gesù approda con i suoi discepoli a Genèsaret e subito il popolo, cui è giunta la sua fama di guaritore universale, cerca di avvicinarlo. La gente infatti "lo riconobbe" (v. 54). Il primo passo per beneficiare della grazia del Signore è riconoscerlo come tale. Dobbiamo dunque avere fede nella capacità di Cristo di porre sotto i suoi piedi i mali che affliggono l'umanità, proprio come camminò sui flutti tempestosi del mare, dominando le forze della natura.
Le numerose guarigioni che Gesù ha compiuto durante la sua vita terrena erano innanzitutto funzionali al riconoscimento della sua figliolanza divina e del suo ruolo messianico. Il loro scopo era di testimoniare l'avvento del regno di Dio e l'ingresso nei tempi ultimi della storia.
Non sempre il Signore esaudisce le nostre richieste di guarigione, ma il vangelo proclama che ogni infermità e la morte stessa sono state sconfitte e non vi sarà posto per loro nei cieli nuovi e nella terra nuova in cui abiteremo con Cristo. Possiamo e dobbiamo, tuttavia, accorrere a lui per portargli le nostre necessità e per intercedere in favore dei nostri fratelli e delle nostre sorelle malati nel corpo e nello spirito.
Siamo chiamati a fare la nostra parte nella ricerca della guarigione, ricorrendo ai rimedi che la scienza mette a disposizione. Ma vi è qualcosa che la scienza da sola non può offrire: il calore della carità, medicina per l'anima, occasione di incontro con la grazia che conforta e apre uno scorcio di luce nella malattia.
Possiamo diventare, per chi soffre, come le frange del mantello di Gesù: strumento per toccare con mano quella potenza risanatrice che scaturisce dalla sua persona. Toccare Gesù significa sperimentare quel farmaco di immortalità che ci cura da tutto ciò che separa da Dio, sorgente della vita e fonte di ogni bene.
Preghiera
Risana, Signore, le ferite che ci affliggono nell'anima e nel corpo; affinché possiamo essere restituiti al tuo servizio, fortificati dalla grazia. Amen.
- Rev. Dr. Luca Vona
domenica 8 febbraio 2026
I tempi e i modi di un Dio mite e paziente
giovedì 5 febbraio 2026
Philipp Jakob Spener. Comunicare l'esperienza di Dio
Fermati 1 minuto. Viaggiare leggeri
Lettura
Marco 6,7-13
7 Allora chiamò i Dodici, ed incominciò a mandarli a due a due e diede loro potere sugli spiriti immondi. 8 E ordinò loro che, oltre al bastone, non prendessero nulla per il viaggio: né pane, né bisaccia, né denaro nella borsa; 9 ma, calzati solo i sandali, non indossassero due tuniche. 10 E diceva loro: «Entrati in una casa, rimanetevi fino a che ve ne andiate da quel luogo. 11 Se in qualche luogo non vi riceveranno e non vi ascolteranno, andandovene, scuotete la polvere di sotto ai vostri piedi, a testimonianza per loro». 12 E partiti, predicavano che la gente si convertisse, 13 scacciavano molti demòni, ungevano di olio molti infermi e li guarivano.
Commento
Dopo essere stati chiamati da Gesù e aver trascorso un tempo di preparazione vivendo a stretto contatto con lui, i discepoli sono ora mandati a predicare e compiere le azioni che hanno imparato da questo apprendistato estremamente pratico. Gesù infatti non ha impartito loro un insegnamento scolastico, ma li ha resi testimoni del suo agire e ora trasferisce a loro il suo potere (v. 7).
I dodici diventano un gruppo distinto, investito di un mandato profetico; non insegneranno infatti nelle sinagoghe come dottori della legge, ma nelle strade e per le case. Mentre nel Vangelo di Matteo i discepoli sono inviati ai figli di Israele, con il divieto di rivolgersi ai pagani e ai samaritani, in Marco tale divieto non compare, attestando una visione più universalista. Forse non è un caso che questo brano evangelico segua proprio la manifestazione di incredulità dei conterranei di Gesù a Nazaret.
Diversamente da Matteo è qui consentito un minimo equipaggiamento materiale. I Dodici vengono inviati a due a due per il mutuo aiuto e incoraggiamento, oltre che per far fronte al requisito legale per una testimonianza autentica. Il bastone era comunemente portato dai viaggiatori e serviva anche come difesa dai criminali o da animali feroci. I discepoli non dovranno portare con se né borsa, né denaro, né viveri, dipendendo completamente dalla provvidenza divina e testimoniando di essere uomini semplici, che non appartengono a questo mondo. Le tuniche erano la veste comune e normalmente ne venivano indossate due. Gesù chiede ai discepoli di viaggiare con l'abbigliamento minimo necessario.
Nessun vantaggio materiale è previsto per i discepoli per il loro ministero e come Abramo non conosceranno preventivamente il luogo in cui dimorerranno. Trovata una casa in cui essere ospitati i discepoli dovranno accontentarsi di quello che gli viene offerto, concentrandosi unicamente sul ministero di evangelizzazione.
Lo scuotimento della polvere dai sandali (v. 11) è un gesto simbolico, che veniva compiuto dai Giudei quando lasciavano un territorio pagano per non contaminare il suolo sacro di Israele. Esso significa quindi, per i Dodici, dichiarare quel luogo pagano, escluso dalla comunità del vero Israele, formata da chi accoglie l'annuncio di Gesù.
I discepoli non predicano una dottrina fatta di curiose speculazioni, non insegnano la sapienza di questo mondo, ma semplicemente richiamano alla conversione (v. 12).
La liberazione dai demòni rivela il potere di Cristo sul mondo sovrannaturale. La pratica di ungere gli ammalati pregando per la loro guarigione è attestata anche nella lettera di Giacomo (Gc 5,14-15) e associa un segno visibile all'azione della grazia.
Le disposizioni di Gesù ai suoi discepoli, costituiscono un monito per la chiesa a coltivare la semplicità e l'afflato missionario e chiamano gli apostoli di ogni tempo a viaggiare leggeri, liberi da tante zavorre che rischiano di rendere faticoso l'incedere sull'itinerario tracciato dallo Spirito.
Preghiera
Rendici, Signore, testimoni fedeli del tuo vangelo e preservaci dai pericoli lungo il cammino, affinché possiamo affrettarci verso la mèta che hai stabilito. Amen.
- Rev. Dr. Luca Vona