Il Libro della preghiera comune (Book of Common Prayer) è il testo fondante della liturgia anglicana. Nel corso della sua lunga storia, iniziata nel sedicesimo secolo, sono state pubblicate differenti revisioni. Viene qui proposta, per la prima volta in lingua italiana, la versione pubblicata nel 1928 dalla Chiesa Episcopale degli Stati Uniti d'America. Il presente volume riunisce l'Ufficio del mattino e della sera e l'Ordine per la Santa Comunione, con le collette e le letture per le domeniche dell'anno liturgico.
Pur professando la fedeltà del proprio movimento alla Chiesa d'Inghilterra, John Wesley lo pose di fatto al di fuori del suo controllo, ma piuttosto che elaborare una liturgia completamente nuova decise di realizzare una versione emendata del Book of Common Prayer anglicano: il Sunday Service of the Methodists in North America. In questo volume, corredato da una introduzione storica, viene presentato per la prima volta in lingua italiana il suo testo, comprendente l'Ufficio del mattino, l'Ufficio della sera e la liturgia domenicale per la Santa Comunione.
Unus Deus raccoglie un percorso di studi sull'unitarianismo biblico e sulla soteriologia universalista, letti attraverso le Scritture, i primi secoli cristiani e la storia dei movimenti che hanno difeso la fede in un solo Dio.
Il volume si apre con venti argomenti biblici a favore dell'unità divina e dell'umanità di Gesù. Prosegue con studi cristologici sui testi chiave del Nuovo Testamento e con un'indagine sul cristianesimo prima di Nicea, da Ignazio, Giustino e Ireneo alla Didachè e al Pastore di Erma. Offre poi ventidue commentari biblici versetto per versetto, la storia dei Fratelli Polacchi e del Catechismo Racoviano e diciannove profili di protagonisti: da Serveto ai Sozzini, da Biddle a Channing, fino a Hick e Pinnock.
Un libro per studiosi, studenti di teologia e lettori curiosi che vogliono confrontarsi direttamente con i testi, senza intermediari.
Come si accompagnano i morti quando cambia la fede?
Nell'Inghilterra del Cinquecento, nel giro di pochi decenni, il congedo dai defunti cambiò volto. Le veglie notturne, le messe di suffragio, i cortei con ceri e campane, le cappelle in cui piccoli gruppi di cantori intonavano ogni giorno polifonie per le anime del Purgatorio lasciarono il posto al sobrio Burial Service del Book of Common Prayer, dove a parlare sono soprattutto la Scrittura e la predicazione.
Media vita, media via racconta questa trasformazione attraverso due osservatori privilegiati: la liturgia funebre e la musica sacra. Dai manuali medievali dell'uso di Salisbury (Sarum) e di York ai Prayer Book del 1549 e del 1552, dalle cantorie di suffragio ai primi repertori polifonici in lingua inglese, il libro ricostruisce come la Riforma abbia ridisegnato il rapporto tra i vivi e i morti.
Ne emerge un quadro meno lineare di quanto si creda. Accanto a fratture profonde, come il rifiuto della dottrina del Purgatorio e la soppressione dei monasteri e delle cantorie, sopravvivono persistenze tenaci: testi, strutture rituali e modelli musicali medievali che riaffiorano, trasformati, nella nuova Chiesa d'Inghilterra. È la via media anglicana, osservata nel momento più delicato: quello dell'ultimo saluto.

