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sabato 9 novembre 2019

Margery Kempe (1373 circa-1438). Una vocazione scomoda

La Chiesa anglicana celebra oggi la memoria di Margery Kempe (1373 circa-1438), scrittrice ed eremita inglese, conosciuta per aver scritto il Libro di Margery Kempe, che è considerato la prima autobiografia in lingua inglese.
Margery nasce a Lynn, Norfolk, intorno al 1373 da famiglia borghese agiata. Il padre John Brunham è un notabile della importante città portuale nella quale ricopri varie cariche: cinque volte sindaco, membro del parlamento, consigliere della confraternita della Trinità e giudice di pace. All'età di venti anni Margery sposa John Kempe.
Quella di Margery è una delle poche voci femminili che riescono a farsi spazio nel silenzio cui era destinata la religiosità delle laiche in epoca medievale. La sua figura e le sue parole emergono accanto a quelle di Caterina da Siena, ma anche di Margherita Porete (mistica arsa sul rogo) e Giuliana di Norwich. La vita di Margery ricorda per certi versi quella degli "Stolti per Cristo" della tradizione del cristianesimo orientale, per altri aspetti quella degli odierni "eremiti metropolitani", ma la sua peculiarità è la presenza di una intensa vita mistica all'interno del contesto familiare, sebbene dopo i quarant'anni si dedicherà a numerose peregrinazioni, inizialmente accompagnata dal marito e da uno dei 14 figli.
La testimonianza di Margery Kempe rappresenta una vocazione scomoda perché manda in crisi le tradizionali distinzioni tra "laico" e "religioso", "matto" e "santo", ma anche tra il "carisma", la santità nelle sue forme più spiazzanti da un lato e l'istituzione ecclesiastica, l'"autorità" dall'altro. Margery non è una monaca, non ha l'autorità di predicare, riservata al clero, ma indossa il suo abito bianco e la sua cappa nera, si dedica a un'ascesi domestica e a lunghi pellegrinaggi, dettando senza sosta le sue esperienze ai propri amanuensi.

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Margery Kempe medita e cucina

Il Libro

(da "In margine alla traduzione del Libro di Margery Kempe", Gabriella del Lungo Camiciotti, Il libro di Margery Kempe. Autobiografia spirituale di una laica del Quattrocento, Àncora editrice, 2002)

Il Libro di Margery Kempe raccoglie i ricordi della sua vita e i resoconti delle sue estasi e visioni. Contrariamente a quanto accade ad altre opere di scrittori spirituali del tardo medioevo, il Libro di Margery è talmente ricco di episodi che illustrano le vicissitudini di una vocazione scomoda che è stato definito la prima autobiografia in inglese. L'oggetto principale del Libro non è, infatti, l'esposizione in termini astratti di dogmi teologici, bensì la presentazione dell'esperienza di santità di una benestante moglie borghese, madre di quattordici figli; è l'autorappresentazione di una donna che rivendica una voce e uno spazio pubblico nella società del suo tempo mediante la pratica di scrittura femminile visionaria, che è uno degli aspetti più caratteristici della religiosità tardomedievale.
Il Libro si apre con il resoconto della grave depressione che segue la nascita del suo primo figlio; Margery cade in uno stato di acuta disperazione causata dal senso di colpa per un peccato che non riesce a confessare; rinsavisce dopo una visione di Cristo, ma ricade ben presto nello stesso tipo di vita frivola che conduceva in precedenza; il suo attaccamento ai beni materiali è tale che per ben due volte si lancia in imprese commerciali in proprio - fabbricazione della birra e gestione di un mulino -; queste però falliscono in modo da far supporre l'intervento miracoloso. Dopo questi eventi Margery si dedica con crescente intensità a una vita ascetica e di preghiera. Contemporaneamente è disgustata sempre più dal debito matrimoniale e rimpiange la verginità perduta; i suoi tentativi di convincere il marito a vivere castamente avranno effetto solo dopo molti anni, quando Margery ha circa quaranta anni e ha partorito quattordici figli. Finalmente Margery può dedicarsi completamente a una vita di devozione, scandita da pellegrinaggi e opere pie, meditazioni e colloqui edificanti con altri spirituali, come la donna anacoreta Giuliana di Norwich, che andrà a visitare e con Cristo stesso. 
Buona parte del Libro è dedicato al resoconto dei suoi pellegrinaggi; il marito l'accompagna in quelli in Inghilterra, ma successivamente Margery affronta da sola il pellegrinaggio in terra santa e a Roma tra il 1413 e il 1415, quello a San Giacomo di Compostella nel 1417, e in tarda età, nel 1433-34, quello in Germania per riaccompagnare a casa la vedova del figlio. 
Viene accusata di lollardismo (movimento che denunciava la corruzione della Chiesa e diffondeva la Sacra Scrittura tra gli incolti) e la sua ortodossia viene sottoposta a processo e comprovata più di una volta nel Libro, tuttavia la sua mobilità, le sue azioni stravaganti -durante il pellegrinaggio a Roma da' via tutto il denaro che ha con sé, compreso quello che le era stato prestato, e veste di bianco, colore non adatto a una donna sposata- e il suo continuo parlare di Dio sono oggetto di sospetto e di riprovazione sia da parte della gente del popolo che delle autorità clericali e di frati. Non le mancano, tuttavia, i sostenitori, laici e chierici, come è comprovato dalla scrittura stessa del Libro da parte di uno dei suoi confessori.

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Margery Kempe vessata dai demoni

Le vicissitudini del manoscritto

Margery dovette affrontare diverse sfide nel tentativo di registrare le sue esperienze. Era analfabeta e quindi dovette dettare la propria opera. Tre diversi amanuensi sono stati coinvolti nel progetto.
La storia travagliata della redazione del manoscritto mostra l'ammirevole determinazione di Margery nel dare voce alla sua testimonianza e nel registrare le sue esperienze di fronte a così tanti ostacoli.
L'unico manoscritto integrale sopravvissuto è stato redatto da uno scriba chiamato "Salthouse" nel quindicesimo secolo. Il manoscritto potrebbe essere stato realizzato da un monaco dell'Ordine certosino e sembra essere stato letto con interesse: troviamo in esso, infatti, quattro serie di annotazioni.
Se il manoscritto non fosse stato scoperto casualmente nel 1934, avremmo uno scarso resoconto di questa donna e della sua vita sorprendente. In precedenza, infatti, l'unico testo noto del Libro di Kempe erano sette pagine di estratti dell'opera stampata da Wynkyn de Worde nel 1501.

Tracce di lettura

Allora il nostro soave Signore Gesù, in risposta alla sua creatura disse: "Figlia se tu sapessi quanto il tuo amore mi è dolce non faresti altro che amarmi con tutto il tuo cuore. Quindi credimi, figlia, il mio amore non è così dolce per te come il tuo per me. Figlia, tu non sai quanto ti amo, perché non è dato né saperlo né sentirlo in questo mondo, perché verresti meno e esploderesti, non potendo mai sopportare la gioia che ne sentiresti. Quindi Io lo misuro a mia volontà per il tuo bene e conforto. Ma, figlia, tu conoscerai bene in un altro mondo quanto lo ti ho amato sulla terra, perché là avrai ben motivo di ringraziarmi.

Than owr swete Lord Ihesus, answeryng hys creatur, seyd, "Dowtyr, 3yf thu knew how swet thy loue is vnto me, thu schuldist neuyr do other thyng but lovyn me wyth al thyn hert. And therfor beleue wel, dowtyr, that my lofe is not so swet to the as thy lofe is to me. Dowtyr, thu knowist not how meche I lofe the, for it may not be knowyn in this werld how meche it is, ne be felt as it is, for thu schuldist faylyn & brestyn & neuyr enduryn it for the joye that thu schuldist fele. & therfor I mesur i t as I wil to thi most ese & comfort. But, dowtyr, thu xalt wel knowyn in an-other worlde how meche I louyd the in erde, for ther thu schalt han gret cawse to thankyn me.



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L'incontro tra Margery Kempe e Giuliana di Norwich