Il Rev. Dr. Luca Vona, Eremita
VIVERE NEL DESERTO NON SIGNIFICA DISERTARE

lunedì 11 novembre 2019

Martino di Tours. "Rivestitevi del Signore Gesù Cristo"

La Chiesa Cattolica d'occidente, gli Anglicani, i Luterani, i Maroniti e i Veterocattolici i Copti e gli Ortodossi celebrano oggi la memoria di Martino di Tours, Monaco e Pastore.

Martino nacque nel 317 in Pannonia, l'odierna Ungheria, ed era figlio di un soldato romano. Tutto ciò che si conosce di lui è dovuto al suo biografo, Sulpicio Severo, che lo fece amare in tutto l'occidente. Costretto dal padre ad arruolarsi nell'esercito imperiale, nei venticinque anni di servizio prestato all'imperatore, Martino ebbe modo di incontrare e di accogliere la fede cristiana. La leggenda vuole che la svolta decisiva della sua vita avvenisse alle porte di Amiens, quando il giovane soldato, ancora catecumeno, donò a un povero la metà del proprio mantello, dopo averlo tagliato in due con la spada. La notte successiva, Martino vide in sogno che il Cristo stesso era rivestito del mantello che egli aveva offerto a quel mendicante. Lasciato l'esercito, Martino si diede alla vita monastica, fondando a Ligugé, assieme a Ilario, il primo monastero della Gallia. Eletto vescovo di Tours, egli restò fedele alla sua vocazione monastica, e fondò a Marmoutiers un cenobio che rimase fino alla fine la sua dimora. Per questo suo genere di vita, fondato sulla comunione fraterna, la condivisione dei beni, la preghiera comune e la predicazione, Sulpicio lo definì «Uomo veramente simile agli apostoli». Martino si prodigò fino all'ultimo dei suoi giorni per annunciare il vangelo nelle campagne, creando le prime parrocchie rurali. Morì a Candes, nei pressi di Tours, l'8 novembre del 397, e fu il primo santo che non aveva subito il martirio a essere ricordato nella chiesa indivisa.

Tempera all’uovo su tavola (particolare dell’icona dei Pastori d’oriente e d’occidente
Martino di Tours (317-397)

Tracce di lettura

Un giorno il diavolo, dopo essersi fatto precedere da una luce abbagliante, avvolto in essa per trarre più facilmente in inganno Martino grazie alla luminosità dello splendore che aveva assunto, vestito con abiti regali, coronato di un diadema di gemme e d'oro, con calzari ricamati in oro, il volto disteso e l'espressione lieta, si presentò a Martino che pregava nella sua cella. Non appena lo vide, Martino rimase di sasso: tutti e due osservarono a lungo un silenzio assoluto. Poi il diavolo per primo disse: «Riconosci, Martino, colui che vedi. Io sono il Cristo. In procinto di ritornare sulla terra, ho deciso dl manifestarmi dapprima a te». Martino rispose: «Per quanto mi riguarda, io non crederò che Cristo sia venuto se non in quella veste e con quell'aspetto in cui subì la passione, se non porterà i segni della croce».
(Sulpicio Severo, Vita di Martino 24,4-7)

Preghiera

Signore,
Dio di tenerezza e d'amore,
Martino, nel povero,
ti ha rivestito del suo mantello
e tu, nel battesimo,
lo hai rivestito dell'uomo nuovo,
fino a costituirlo
pastore del tuo popolo:
concedici in questa sua memoria
di ravvivare
la nostra compassione per gli ultimi
e di rinnovare la nostra conversione
verso di te, o Padre.
Per Cristo nostro Signore.

- Dal Martirologio ecumenico della Comunità Monastica di Bose