Il Rev. Dr. Luca Vona, Eremita
VIVERE NEL DESERTO NON SIGNIFICA DISERTARE

domenica 10 novembre 2019

Leone Magno (+461). In piedi sulle rovine dell'Impero

Il 10 Novembre, la Chiesa Cattolica, Gli Anglicani e i Luterani celebrano la memoria di Leone Magno.

Nell'anno 461 muore a Roma papa Leone I, chiamato dai posteri «Magno» per l'ampio respiro della sua azione pastorale e dei suoi pronunciamenti teologici. Originario di Roma, o forse dell'Etruria, Leone visse in un periodo di gravi conflitti e di forti instabilità politiche in Oriente come in Occidente. Eletto diacono della chiesa di Roma, egli fu spesso chiamato a ricomporre contese e divisioni di ogni sorta, e la sua opera di pace gli valse l'elezione a papa nel 440 da parte del clero e del popolo della città. Predicatore sapiente ed esigente, Leone seppe intervenire nelle controversie teologiche cercando sempre vie di riconciliazione e riconducendo al vangelo le fazioni contrapposte. Fu coinvolto negli animati dibattiti cristologici del V secolo, seguiti alla condanna degli insegnamenti di Nestorio, e i suoi pronunciamenti, scritti sotto forma di lettera al patriarca di Costantinopoli Flaviano, divennero la base della fede proclamata dai padri riuniti in concilio a Calcedonia nel 451. In essi Leone parlò con semplicità e franchezza evangeliche dell'umiltà di Gesù, vero Dio fattosi vero uomo a motivo della sua compassione per le sue creature. Negli scritti di Leone Magno emerge un costante annuncio gioioso della salvezza cristiana attraverso la partecipazione al mistero pasquale di Cristo. Nessun uomo, afferma Leone, deve sentirsi escluso dalla vocazione a entrare nella nuova umanità escatologica di cui Cristo è la primizia. Negli ultimi anni del suo pontificato egli difese Roma dagli Unni, trattando personalmente con il re Attila, e ottenne dai Vandali, entrati ormai nell'Urbe, che non incendiassero la città e non uccidessero i suoi abitanti.

LEONE MAGNO

Tracce di lettura

Ringraziamo, o amatissimi, Dio Padre mediante il suo Figlio nello Spirito santo, lui che, «per la grande carità con cui ci ha amati, ha avuto compassione di noi, e mentre eravamo morti a causa del peccato, ci ha fatti rinascere in Cristo», per essere in lui una nuova creatura e da lui nuovamente plasmati. «Spogliamoci perciò dell'uomo vecchio con le sue azioni», e una volta divenuti partecipi della nascita di Cristo, rinunciamo alle opere della carne.
Riconosci, o cristiano, la tua dignità, e, divenuto partecipe della natura divina, non voler ricadere nell'antica abiezione con una vita indegna. Ricordati del tuo capo e di quale corpo tu sei membro. Rammentati che tu, strappato dal potere delle tenebre, sei stato inserito nella luce e nel regno di Dio. Mediante il sacramento del battesimo sei divenuto tempio dello Spirito santo: non cacciar via da te con azioni perverse un ospite tanto grande.

(Leone Magno, Sermone I sul Natale del Signore 3,1-3)

- Dal martirologio ecumenico di Bose