Il Rev. Dr. Luca Vona
Un evangelico nel Deserto

Ministro della Christian Universalist Association

domenica 19 luglio 2020

Il "sacro macello" dei protestanti della Valtellina

Siediti che ti racconto...

...qualcosa di una strage dimenticata, che iniziava in una notte come questa esattamente 400 anni fa, un vero e proprio bagno di sangue passato alla storia con il nome di "Sacro macello della Valtellina".

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A Tirano manca poco alla mezzanotte del sabato 18 luglio 1620, ma per le strade c’è un insolito movimento, gruppetti di persone si muovono alla spicciolata e da sotto i mantelli spuntano spade, bastoni e coltelli.

Agli ordini di Giacomo Robustelli, un tizio che al collo porta appesa una grossa croce di ferro ed è conosciuto da tutti come un fervente Cattolico, hanno bloccato tutti gli ingressi del borgo e si sono dati appuntamento dietro il santuario della Madonna di Tirano.

Ma non sono lì per pregare.
Sono lì per uccidere.

Fra Cinquecento e Seicento la Valtellina è stata una della zone dove la tensione fra Cattolici e Protestanti era davvero pesante ed è ora sotto il controllo della Repubblica delle Tre Leghe, di fede riformata.

Dopo anni di persecuzioni, arresti ed esecuzioni più o meno sommarie commesse da entrambe le parti, la fazione Cattolica, filo spagnola, ha deciso che è arrivato il momento di regolare i conti, senza pietà e senza distinzioni fra uomini, donne, bambini e persino parenti e sta per dare inizio alla mattanza.

Poco dopo la mezzanotte le campane del santuario suonano a martello.
È il segnale.
Divisi in squadre i Cattolici assaltano le case e nella notte scannano oltre sessanta persone, compreso il podestà.

Il mattino seguente una parte della milizia Cattolica, si dirige a Teglio con l'intenzione di sorprendere i Protestanti all'uscita del culto.
Avvertiti del pericolo, quelli si rinchiudono nella chiesa e nel campanile, ma non servirà: tenuti sotto il tiro degli archibugi moriranno fra le fiamme appiccate alla torre campanaria e alla porta della chiesa stessa

Terza tappa Sondrio: qui i congiurati si accorderanno con i Cattolici del posto facendo credere di voler difendere il borgo dall'arrivo delle milizie, ma al momento opportuno si schiereranno con le truppe del Robustelli e passeranno a fil di spada i Protestanti, inseguendo i superstiti nella vicina val Malenco, a Berbenno, Caspano e Traona.

Solo un gruppo di 70 persone con le armi in pugno riuscirà a rifugiarsi in Engadina, mentre tutti gli altri, compresi i nobili, non avranno scampo.

Alla fine si conteranno 600 vittime, qualche anno più tardi il culto riformato verrà espressamente vietato e la Valtellina tornerà Cattolica.

Fonti

Francesco Ballarini, Gli felici progressi de catholici nella Valtellina per estirpatione dell’Heresie, cominciando dall’Anno del Signore 1618 sin all’anno 1623, Como, 1623

Gianvittorio Signorotto, Aspirazioni locali e politiche continentali. La questione religiosa nella Valtellina del '600, in "Bollettino della Società di Studi Valdesi", n. 117

- Ambra di Luce, Chiesa Valdese di San Secondo