Il Rev. Dr. Luca Vona
Un evangelico nel Deserto

Ministro della Christian Universalist Association

lunedì 6 luglio 2020

Fermati 1 minuto. La vita che fluisce attraverso la fede

Lettura

Matteo 9,18-26

18 Mentre diceva loro queste cose, giunse uno dei capi che gli si prostrò innanzi e gli disse: «Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni, imponi la tua mano sopra di lei ed essa vivrà». 19 Alzatosi, Gesù lo seguiva con i suoi discepoli.
20 Ed ecco una donna, che soffriva d'emorragia da dodici anni, gli si accostò alle spalle e toccò il lembo del suo mantello. 21 Pensava infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò guarita». 22 Gesù, voltatosi, la vide e disse: «Coraggio, figliola, la tua fede ti ha guarita». E in quell'istante la donna guarì.
23 Arrivato poi Gesù nella casa del capo e veduti i flautisti e la gente in agitazione, disse: 24 «Ritiratevi, perché la fanciulla non è morta, ma dorme». Quelli si misero a deriderlo. 25 Ma dopo che fu cacciata via la gente egli entrò, le prese la mano e la fanciulla si alzò. 26 E se ne sparse la fama in tutta quella regione.

Commento

Nei due miracoli che ci racconta Matteo in questa pagina del suo Vangelo Gesù è presentato come il Signore della vita. Nel sangue, infatti, è la vita (Lv 17,14) e l'emorragia dell'anonima donna guarita da Gesù la privava non solo della propria forza vitale ma anche della vitalità delle relazioni sociali.

La sua malattia non solo è grave fisicamente ma la rende permanentemente impura dal punto di vista religioso (cfr. Lv 15,19-25; Ez 36,17). Ciò implicava l'emarginazione non solo dal culto cerimoniale della sinagoga e del tempio, ma anche da parte della sua stessa famiglia.

L'estremità del lembo del mantello di Gesù che viene toccata dalla donna consiste probabilmente nei filatteri della veste che avevano il compito di ricordare a chi la indossava il dovere di osservare i comandamenti di Dio.

La donna non tocca direttamente Gesù per il timore dettato dalla propria condizione di impurità. Ciò che ottiene è non solo la guarigione (v. 22) ma la salvezza per fede, la traduzione letterale delle parole di Gesù è infatti «la tua fede ti ha salvata» (v 22).

Gesù trova in casa della fanciulla defunta i flautisti e la folla in "agitazione", cioè che esegue i lamenti abituali in queste occasioni. Era consuetudine pagare delle persone per svolgere questa funzione.

Nell'affermare che la fanciulla sta dormendo Gesù non intede dire che la sua morte è apparente, ma profetizza che tornerà in vita. Pronuncerà un commento simile in occasione della morte di Lazzaro (Gv 11,11). Il sonno per indicare la morte è una metafora consueta nel Nuovo Testamento (1 Cor 11,30; 15,51; 1 Tess 5,10).

Il lamento per la morte della fanciulla si muta in derisione verso Gesù di fronte alle sue affermazioni. Vi è un contrasto tra i lamenti "a pagamento" della folla nella casa di Giàiro e la sincera compassione di Gesù, in virtù della quale egli ridona la vita alla fanciulla.

Matteo interpola il racconto della guarigione dell'emorroissa e della risurrezione della figlia di Giàiro dimostrando il suo potere divino nel realizzare ciò che è ritenuto impossibile: la guarigione di una malattia che dura da dodici anni e il ritorno dalla morte di una giovane donna.

In entrambi i miracoli la potenza della fede è decisiva, come attestano le parole di Giàiro «Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni, imponi la tua mano sopra di lei ed essa vivrà»; v. 18) e quelle dell'emorroissa («Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò guarita»; v. 21).

Di fronte a una fede fervente e mossa da umiltà Gesù "si sente costretto" a venire in nostro aiuto, a far fluire la vita attraverso i nostri corpi e le nostre anime. Partecipiamo così alla beatitudine che fu della madre di Dio: «beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore!» (Lc 1,45).

Preghiera

Rafforza la nostra fede, Signore, affinché nella salute e nella malattia possiamo gustare la tua salvezza; tu che sei fonte di vita eterna. Amen.

- Rev. Dr. Luca Vona