Il Rev. Dr. Luca Vona
Un evangelico nel Deserto

Ministro della Christian Universalist Association

martedì 18 maggio 2021

Fermati 1 minuto. Riflesso della comunione divina

Lettura

Giovanni 17,1-11

1 Così parlò Gesù. Quindi, alzati gli occhi al cielo, disse: «Padre, è giunta l'ora, glorifica il Figlio tuo, perché il Figlio glorifichi te. 2 Poiché tu gli hai dato potere sopra ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. 3 Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. 4 Io ti ho glorificato sopra la terra, compiendo l'opera che mi hai dato da fare. 5 E ora, Padre, glorificami davanti a te, con quella gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse.
6 Ho fatto conoscere il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me ed essi hanno osservato la tua parola. 7 Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, 8 perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro; essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato. 9 Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che mi hai dato, perché sono tuoi. 10 Tutte le cose mie sono tue e tutte le cose tue sono mie, e io sono glorificato in loro. 11 Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, perché siano una cosa sola, come noi.

Commento

Culmine degli ultimi discorsi, questo capitolo è stato definito la "preghiera sacerdotale" di  Gesù, che prega per se stesso (vv. 1-5), per i discepoli (vv. 6-19), per la Chiesa (vv. 20-26). Esistono alcune analogie tra questa preghiera e il Padre nostro: la supplica rivolta a Dio come "Padre"; l'adempimento della volontà di Dio (v. 4); la richiesta di essere liberati dal male (v. 15).

I Vangeli riportano poco delle frequenti preghiere di Gesù con il Padre; vero e proprio "faccia a faccia" con lui, questa preghiera segna come il compimento del suo ministero terreno e l'inizio del ministero di intercessione in cielo.

L'ora che "è giunta" (v. 1) è quella della morte di Gesù, mediante la quale egli sarà glorificato, come segno supremo di amore. Il Padre, sarà a sua volta glorificato dal compimento del piano di redenzione del Figlio.

La vita eterna è definita come conoscenza personale di Dio e di Gesù come Messia (v. 3). Non si tratta di una conoscenza meramente intellettuale, ma di una esperienza trasformante che si reaizza nel dono dello Spirito Santo.

La morte e il ritorno di Gesù al Padre sono così certi che egli ne parla come se fossero già compiuti: "Io ti ho glorificato sopra la terra, compiendo l'opera che mi hai dato da fare" (v. 4). Se noi veniamo meno nel mantenere le buone risoluzioni nei confronti di Dio, la fedeltà di Gesù è incrollabile: "Manteniamo ferma la confessione della nostra speranza, senza vacillare; perché fedele è colui che ha fatto le promesse" (Eb 10,23).

I discepoli e i credenti sono un dono del padre al Figlio (v. 2), il quale li pone spiritualmente al di fuori del mondo. Questi rispondono conservando la propria fede ("essi hanno osservato la tua parola", v. 6; "le parole che hai dato a me io le ho date a loro; essi le hanno accolte... e hanno creduto che tu mi hai mandato"; v. 8). Sono così espressi il lato divino e quello umano della salvezza, la promessa di Dio e la fede dell'uomo.

Gesù professa la comunione della natura divina tra lui e il Padre con le parole "Tutte le cose mie sono tue e tutte le cose tue sono mie" (v. 10); per mezzo di lui possiamo accedere ai tesori della grazia.

Con la morte di Gesù la fede degli apostoli sarà messa duramente alla prova; per questo egli chiede al Padre di custodirli nel suo nome (v. 11), ovvero di mantenere tra di loro la verità che il Figlio ha rivelato riguardo al Padre. La comunione tra gli apostoli è un riflesso di quella tra il Padre e il Figlio ("perchè essi siano una cosa sola, come noi").

Nel vincolo della comunione fraterna siamo chiamati a diventare motivo di gloria per Dio. La fede si esprime nel com-patire con Cristo l'urgenza per la salvezza dell'umanità; e al contempo mette in azione tutte le nostre facoltà per rendere Dio e il suo regno presenti nella storia. Figli nel Figlio, fatti uno dalla carità, diventiamo un solo corpo vivificato dallo Spirito Santo, per rivelare il volto del Padre al mondo intero.

Preghiera

Signore Gesù Cristo, che intercedi senza sosta per la nostra salvezza, vivifica la tua Chiesa con il dono dello Spirito, affinché possa essere sacramento di unità tra gli uomini, rendendo presente la tua grazia con la predicazione della Parola e l'amministrazione dei tuoi sacramenti. Amen.

- Rev. Dr. Luca Vona