Il Rev. Dr. Luca Vona, Eremita
VIVERE NEL DESERTO NON SIGNIFICA DISERTARE

martedì 24 marzo 2020

Walter Hilton e La Scala di Perfezione. Contemplativi nella quotidianità

Walter Hilton nacque intorno al 1340. Secondo diversi indizi studiò legge all'Università di Cambridge. Nel 1371 era funzionario della Diocesi di Lincoln e divenne canonico di Abergwili. Intorno al 1370 abbracciò la vita eremitica, ma nella decade successiva abbandonò la vita solitaria per entrare nell'Ordine Agostiniano. Trascorse il resto della sua vita come canonico di Thurganton, dove morì il 24 marzo 1396. Le opere più importanti di Hilton sono La scala di Perfezione e La vita mista. Pur essendo versato nella lingua latina, Hilton scelse di pubblicare le sue opere in volgare per raggiungere un pubblico più vasto. Le sue opere erano infatti indirizzate primariamente a uomini e donne laici. Hilton li incoraggia ad adottare una routine di preghiera e contemplazione, per giungere a una maggiore conoscenza di Dio e di sé, senza abbandonare i propri doveri quotidiani. In tal senso, l'opera La vita mista fu scritta per un amico laico che considerava di abbandonare il mondo; Hilton lo incoraggia a rimanere nel suo stato, abbracciando, appunto, una vita mista, sia attiva che contemplativa.

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Walter Hilton (1340-1396)
La Scala di Perfezione si compone di due parti, la prima rivolta a un' amica eremita e la seconda parte a un più ampio uditorio. Nel definire i diversi stati della perfezione Hilton mostra una profonda conoscenza delle Scritture e della Teologia ma cerca di trarre i suoi esempi dalla vita quotidiana.
Insieme a Richard Rolle e Giuliana di Norwich, Hilton appartiene alla grande tradizione della mistica inglese tardo-medievale, che ricevette un influsso importante anche dalla mistica renano-fiamminga.
Nello stesso anno in cui Hilton entrava tra gli Agostiniani il suo amico Adam Horsley, incoraggiato da Hilton stesso, entrava tra i certosini. L'Ordine certosino, da sempre dedito alla collezione e alla copia di opere spirituali, contribuì alla diffusione delle opere di Hilton, producendo diverse copie anche al di fuori dell'Inghilterra e consentendogli di sopravvivere ai roghi della Riforma.
Hilton e le sue opere sono stati riscoperti dalla Chiesa Anglicana nel diciannovesimo secolo e il 24 marzo è ricordato nel calendario dei santi della Chiesa d'Inghilterra, mentre il 28 settembre in quello della Chiesa Episcopale, insieme a Richard Rolle e Margery Kempe.