Il Rev. Dr. Luca Vona
Un evangelico nel Deserto

Ministro della Christian Universalist Association

martedì 22 dicembre 2020

All'ombra della misericordia. Commento al Magnificat

Lettura

Luca 1,46-55

Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».

Commento

Conosciuta fin dall'antichità come "cantico di Maria" e utilizzata probabilmente nella liturgia della chiesa primitiva, questa composizione ricalca il "cantico di Anna" (1 Sam 2,10), alla quale "il Signore aveva chiuso il grembo", ma che per la sua preghiera prolungata nel tempio ottenne la nascita di Samuele, consacrato al Signore.

Luca sceglie questo inno probabilmente perché lo ritiene in sintonia con altri motivi reperibili nel suo Vangelo: la gioia nel Signore, la scelta dei poveri, le sorti rovesciate della fortuna umana, il compimento delle promesse messianiche. 

La misericordia è un tema caratteristico del Vangelo di Luca: Dio, per mezzo del Figlio si mette al servizio dell'uomo. L'amore di Dio salva il peccatore chiedendogli soltanto di lasciarsi amare. Gli umili del cantico (v. 52) sono i poveri di beni e posizione sociale, che ripongono la propria fiducia nel Signore, coloro che Gesù proclama beati nel suo discorso sul monte (Mt 5,3). 

Anche Paolo afferma che "quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti" (1 Cor 1,27). Elisabetta ha proclamato benedetta Maria in occasione della visitazione; ma qui Maria, consapevole del favore straordinario che le è stato concesso, cioè di concepire verginalmente il salvatore dell'umanità, proclama che tutte le generazioni, i giudei e le genti, la chiameranno "beata".

Il cantico di Maria, "benedetta fra le donne" (Lc 1,42) per il concepimento verginale del Messia di Israele, esprime la riconoscenza verso Dio che scaturisce da una attenta e prolungata meditazione delle Scritture.

Il Magnficat presenta Maria nella sua umile creaturalità, ma al contempo anche come colei che ha dato la carne al Figlio di Dio, tempio di Dio e nuova arca dell'alleanza. Per questo Maria assume un ruolo preminente nel genere umano, "nuova Eva" che dando la vita al Salvatore, ci ha riscattati dal peccato, riparando, con la sua totale apertura alla grazia di Dio e alla sua volontà, la disobbedienza della progenitrice sedotta dal serpente. 

Maria esulta in Dio, riconoscendosi non solo madre del Salvatore (questo il significato del nome "Gesù": "Dio salva"), ma essa stessa salvata da Dio, nostra sorella nella fede, mediante la quale è stata toccata dalla grazia.

Dio è glorificato nel Magnificat per le sue promesse come se queste si fossero già compiute. Egli spiega la potenza del suo braccio non per soggiogare l'umanità ma per raggiungerla con il suo amore. Possiamo confidare nella salda presa di Dio che ci soccorre con la sua misericordia.

Preghiera

O Dio, noi esultiamo per la tua salvezza; come ombra la tua misericordia copre i nostri peccati e la tua mano viene in nostro aiuto. Sia glorificato il tuo Figlio, che viene a compiere le promesse antiche. Amen.

- Rev. Dr. Luca Vona