Il Rev. Dr. Luca Vona
Un evangelico nel Deserto

Ministro della Christian Universalist Association

venerdì 4 dicembre 2020

Fermati 1 minuto. Il "noi" che chiede misericordia

Lettura

Matteo 9,27-31

27 Mentre Gesù si allontanava di là, due ciechi lo seguivano urlando: «Figlio di Davide, abbi pietà di noi». 28 Entrato in casa, i ciechi gli si accostarono, e Gesù disse loro: «Credete voi che io possa fare questo?». Gli risposero: «Sì, o Signore!». 29 Allora toccò loro gli occhi e disse: «Sia fatto a voi secondo la vostra fede». 30 E si aprirono loro gli occhi. Quindi Gesù li ammonì dicendo: «Badate che nessuno lo sappia!». 31 Ma essi, appena usciti, ne sparsero la fama in tutta quella regione.

Commento

Due ciechi seguono Gesù, "urlando" - ci riferisce Matteo - e proclamano a gran voce la sua dignità messianica. La promessa fatta a Davide che il Messia sarebbe venuto dalla sua discendenza, si avvera in Gesù e se molti, durante il suo ministero profetico, non lo riconoscono, questi due uomini che sono privi del dono della vista vengono illuminati per discernere le cose di Dio. 

Vi è una solidarietà tra i due ciechi, i quali non pregano dicendo "abbi pietà di me" ma impiegano il plurale "abbi pietà di noi" (v. 27). In quel "noi" c'è dentro tutto il genere umano che cerca una via d'uscita dalla sofferenza. 

Forse per l'incredulità dimostrata dagli abitanti di Capernaum, Gesù attende che i due entrino in casa sua per guarirli. L'insistenza dei due ciechi, che lo seguono anche nel momento in cui egli si ritira, diviene occasione per Gesù di richiedere loro un atto di fede in ciò che il Figlio di Davide può compiere. E il miracolo si rende possibile proprio in proporzione della loro fede. 

Gesù raccomanda ai due uomini guariti di non diffondere la notizia; a causa dell'incredulità del popolo di quella regione oppure per prudenza in un momento del suo ministero ancora lontano dalla sua passione. Ma la luce che è stata donata agli uomini non può non risplendere nelle tenebre e così i ciechi guariti divengono apostoli di colui che è "luce per le genti" e "gloria di Israele" (Lc 2,32). La fede apre i nostri occhi alle meraviglie di Dio e ci spinge alla lode e alla testimonianza.

Anche noi siamo chiamati a pregare Cristo insistentemente, a seguirlo quando sembra ritirarsi dalle nostre vite e ci chiama a compiere un atto di fede. Le porte della sua casa, della sua misericordia, sono aperte per coloro che lo ricercano con sincerità di cuore.

Preghiera

Aprici le porte della tua misericordia, Signore, e donaci la luce che può illuminare ogni tenebra; affinché guidati dalla fede possiamo gustare le promesse messianiche. Amen.

- Rev. Dr. Luca Vona