Il Rev. Dr. Luca Vona, Eremita
VIVERE NEL DESERTO NON SIGNIFICA DISERTARE

giovedì 26 dicembre 2019

Santo Stefano. 245milioni di martiri cristiani nel 2019

Primo martire cristiano


La chiesa, con grande sapienza, ha posto la memoria di Stefano nel giorno immediatamente successivo al Natale di Cristo Signore, sottolineando così lo stretto legame esistente tra incarnazione e martirio.

Annibale Carracci: Martirio di Santo Stefano (Louvre)
Martirio di Santo Stefano, Annibale Carracci, Louvre, Parigi
La liturgia celebra nell'effusione del sangue di Stefano il paradosso cristiano del Figlio di Dio che nasce e muore per dare al mondo la vita. I cristiani sono così guidati a discernere nel bambino deposto in una mangiatoia la pietra di paragone e insieme la pietra di inciampo di cui parla la Scrittura, e a ricordare che chiunque voglia amare Cristo, mettendosi alla sua sequela, va liberamente incontro al dono di sé fino alla morte. 
Stefano apparteneva alla prima comunità cristiana di Gerusalemme. Era un capo ellenista, cioè uno di quegli ebrei di lingua greca provenienti dalla diaspora che saranno i primi a essere allontanati dalla città santa e a diffondere di conseguenza il vangelo. Accusato, come molti suoi compagni, di avere un atteggiamento sovversivo nei confronti della Torah e del Tempio, Stefano lasciò che di fronte ai suoi accusatori fosse lo Spirito santo a parlare in lui. L'interpretazione sapiente che egli offrì delle Scritture ebraiche dinanzi al sinedrio venne autenticata dalla sua disponibilità a morire perché fosse resa testimonianza all'affermazione che Gesù è risorto, che è il Figlio dell'uomo seduto alla destra di Dio. 
Conformato dallo Spirito al suo Signore, Stefano muore invocando il perdono per i suoi uccisori, mostrando così che il vero martire non è martire contro nessuno, ma dà la vita perché tutti possano aderire al messaggio di vita contenuto nel vangelo. La testimonianza resa da Stefano non sarà certo estranea alla conversione di Saulo, presente alla sua lapidazione: il sangue dei martiri inizia con Stefano a essere il seme dei cristiani.

- Dal Martirologio ecumenico della Comunità di Bose

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Oggi il martirio è una realtà lontana nel tempo e nello spazio per i cristiani occidentali. Al massimo è qualcosa da osservare a distanza, in qualche breve passaggio del telegiornale. Eppure in tanti versano ancora il proprio sangue per il Nome di Cristo, cui hanno aderito e che non vogliono rinnegare, neanche a costo della vita. L'uomo occidentale, spesso totalmente secolarizzato e scristianizzato, si straccia le vesti per i migranti morti in mare (quando basterebbe una gestione responsabile e realistica dei flussi migratori) ma non sembra mostrare lo stesso fervore per i milioni di cristiani perseguitati e uccisi semplicemente per la loro fede e che non hanno alcuna intenzione di abbandonare il proprio Paese. Anche gli stessi cristiani, in occidente, sono spesso non solo indifferenti, ma alzano il sopracciglio sentendo parlare di uomini, donne e spesso anche adolescenti, pronti a dare la vita per un principio religioso.

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Queste le cifre comunicate dall'Osservatorio Mondiale World Watch List:

1 cristiano su 9 è perseguitato per la propria fede e il numero di persone che sono state uccise in odio alla fede cristiana è salito dai 215milioni del 2018 ai 245milioni del 2019.

        Rev. Dr. Luca Vona, Eremita




Video Caelos Apertos - Canto per il Communio della Messa di Santo Stefano