Il giorno dopo la conversione dell'apostolo Paolo, le chiese d'occidente ricordano Timoteo e Tito, suoi collaboratori nella missione alle genti e vescovi della chiesa primitiva. Timoteo, discepolo prediletto di Paolo, fu battezzato dall'Apostolo e ricevette da lui l'imposizione delle mani (cf. 2Tim 1,6), con la quale gli veniva trasmesso il dono spirituale che lo costituiva «dispensatore della parola di verità» (cf. 2Tim 2,15), cioè annunciatore del vangelo.
Egli fu infaticabile compagno di Paolo nell'evangelizzazione dell'Asia Minore, condivise la prima prigionia dell'Apostolo e divenne guida della comunità di Efeso, dove, secondo la tradizione, morì. Paolo lo esortò come figlio amatissimo ad essere modello per i credenti con l'insegnamento, la vita, la fede e la carità.
Tito, originario di Antiochia, fu condotto alla fede da Paolo, che lo chiama «mio vero figlio nella fede comune» (Ti 1,4), durante il suo primo viaggio missionario. Egli fece da intermediario tra Paolo e la comunità di Corinto e fu posto a guida della comunità di Creta (cf. Ti 1,5), dove, sempre secondo la tradizione, visse sino alla fine dei suoi giorni.
Tracce di lettura
Timoteo, figlio carissimo, ti ricordo di ravvivare il dono di Dio, che è in te, mediante l'imposizione delle mie mani. Dio infatti non ci ha dato uno spirito di timidezza, ma di forza, di carità e di prudenza. Non vergognarti dunque di dare testimonianza al Signore nostro, né di me, che sono in carcere per lui; ma, con la forza di Dio, soffri con me per il vangelo. Egli infatti ci ha salvati e ci ha chiamati con una vocazione santa, non già in base alle nostre opere, ma secondo il suo progetto e la sua grazia. Questa ci è stata data in Cristo Gesù fin dall'eternità, ma è stata rivelata ora, con la manifestazione del salvatore nostro Cristo Gesù. Egli ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita e l'incorruttibilità per mezzo del vangelo, per il quale io sono stato costituito messaggero, apostolo e maestro.
(Seconda lettera a Timoteo 1, 6-11)
- dal Martirologio ecumenico della Comunità monastica di Bose