Il Rev. Dr. Luca Vona
Un evangelico nel Deserto

Ministro della Christian Universalist Association

venerdì 16 gennaio 2026

Onorato di Lérins, padre del monachesimo gallico

Gli antichi martirologi ricordano nella data odierna Onorato, fondatore del monastero di Lérins e vescovo di Arles, una delle figure più influenti del monachesimo occidentale del V secolo. Onorato, nato intorno al 350-360, proveniente da una nobile famiglia consolare della Gallia settentrionale, fu attratto in giovane età dalla vita monastica, abbandonando i privilegi che la sua condizione sociale gli offriva, nonostante l'opposizione paterna. Con il fratello minore Venanzio e l'anziano Caprasio, suo maestro spirituale, intraprese un viaggio in Oriente per conoscere la tradizione monastica di quelle regioni, visitando probabilmente l'Egitto, culla del monachesimo, e la Palestina, dove fiorivano le comunità degli anacoreti del deserto.

Dopo l'improvvisa morte del fratello Venanzio durante il pellegrinaggio, evento che lo segnò profondamente, fece ritorno in Gallia e, intorno al 400-410, si stabilì a Lérins, una piccola isola disabitata e selvaggia vicina alla costa provenzale, al largo di Cannes. In quel luogo isolato e impervio, infestato da serpenti secondo le testimonianze antiche, Onorato fondò insieme a Caprasio un monastero che divenne rapidamente uno dei più importanti centri monastici dell'Occidente cristiano. La comunità monastica da lui fondata conobbe un rapido sviluppo, attirando numerosi discepoli da tutta la Gallia e divenendo un faro di spiritualità e formazione ecclesiastica. Il monastero di Lérins si distinse per la sua regola equilibrata, che combinava armoniosamente vita contemplativa, preghiera liturgica, lavoro manuale e studio delle Scritture, formando generazioni di vescovi, teologi e santi che avrebbero influenzato profondamente la Chiesa delle Gallie. Tra i suoi discepoli si annoverano figure come Ilario di Arles, Eucherio di Lione, Vincenzo di Lérins e Cesario di Arles.

Tra la fine del 427 e l'inizio del 428, su insistente richiesta del clero e del popolo, Onorato fu chiamato, non senza resistenze da parte sua per umiltà, a guidare la prestigiosa diocesi di Arles, una delle più importanti sedi episcopali della Gallia. Come vescovo si distinse per l'instancabile carità verso i poveri, la predicazione efficace, la sapiente amministrazione diocesana e la difesa dell'ortodossia. Morì santamente due anni più tardi, nel gennaio del 430, all'età di circa settant'anni, lasciando un'eredità spirituale duratura che avrebbe segnato il monachesimo occidentale per i secoli a venire. Ilario di Arles, suo discepolo e successore, ne pronunciò un celebre elogio funebre che ci tramanda la memoria delle sue virtù.

Tracce di lettura

Fratelli, il breve periodo durante il quale vi è stata concessa la presenza di Onorato vi consente con un certo agio di misurare l'esagerazione o invece la pochezza delle mie parole a suo riguardo.

Mi siete testimoni, fratelli carissimi, della vigilante sollecitudine, dell'ardore per l'ascesi, della bontà capace di spingersi fino alle lacrime, della serenità, segno di un animo fermo e costante, che promanava dal suo volto.

Voi avete anche udito che le sue parole erano in accordo con la sua vita; l'eleganza dei suoi discorsi era conforme alla purezza del suo cuore.

E avete poi visto la sua immensa carità, così grande che lo stesso Eucherio, anch'egli uomo santo, ha potuto dire con ragione che, secondo lui, se si fosse potuto dare un volto alla carità, è il volto di Onorato che, più di ogni altro, si sarebbe dovuto dipingere per renderla visibile.

Chi dunque ha mai pensato di averlo visto a sufficienza? Chi ha saputo unire come lui dolcezza e severità? Chi ha saputo mescolare a tal punto disciplina e pacatezza? Chi, corretto da lui, non ha provato gioia a ricevere tale correzione? Quando mai qualcuno ha potuto rilevare nella sua gioia una mancanza di ritegno? E quando, infine, la sua tristezza non è risultata salutare per chi gli stava accanto? (Ilario d'Arles, Vita di Onorato 26)