Il Rev. Dr. Luca Vona
Un evangelico nel Deserto

Ministro della Christian Universalist Association

lunedì 5 gennaio 2026

Teofane il Recluso. Il silenzio che parla al mondo

Teofane il Recluso, al secolo Georgij Vasilievič Govorov, nacque nel 1815 nel villaggio di Černavsk, nell'oblast' di Orël, in Russia. Figlio di un sacerdote ortodosso, fu educato nei seminari di Livny, Orël e Kiev, dove frequentò il celebre monastero delle grotte di Pečerska Lavra. Nel 1841, ancora studente, prese i voti monastici assumendo il nome di Teofane e fu ordinato ieromonaco.

Iniziò la sua carriera di insegnante presso la scuola teologica di Kiev, quindi al seminario di Velikij Novgorod e infine alla prestigiosa Accademia Teologica di San Pietroburgo, dove divenne rettore. Nel 1847 fu inviato in missione a Gerusalemme, esperienza che segnò profondamente la sua spiritualità. Tornato in Russia nel 1857, fu consacrato vescovo di Tambov nel 1859 e successivamente ricevette l'episcopato di Vladimir nel 1863.

Nonostante il successo nella carriera ecclesiastica, Teofane sentiva con crescente intensità la chiamata alla vita contemplativa. Nel 1866 diede le dimissioni da vescovo e si ritirò nell'eremo di Vyša. Dal 1872 scelse una reclusione ancora più rigorosa, dedicandosi esclusivamente alla preghiera, alla scrittura e alla direzione spirituale attraverso le lettere. Durante la preghiera e le liturgie manteneva gli occhi chiusi e una posizione immobile, per non distogliersi dalla comunione con Dio.

Scrittore instancabile, Teofane lasciò un'eredità letteraria di 466 opere, tra cui traduzioni della Filocalia e dei Padri della Chiesa, trattati ascetici, commenti biblici e migliaia di lettere spirituali. È considerato un maestro della "preghiera del cuore" e dell'esicasmo. Morì il 6 gennaio 1894, trovato riverso sul giaciglio in atteggiamento benedicente. Fu canonizzato dalla Chiesa ortodossa russa nel 1988.

Tracce di lettura

Il cuore è come una spugna, piena di diversi liquidi. Spremiamola, e il liquido uscirà. Stiamo attenti al cuore; le stimolanti impressioni e le situazioni della vita corrente che escono dal cuore sono buone o cattive: dipende da ciò che conserva quella parte del cuore alla quale prestiamo attenzione. Osservalo. Questo può condurre alla buona conoscenza di te stesso.

Come immaginarsi Dio? Nel cielo, dentro di noi o in un altro modo? In nessun modo. Bisogna acquisire l'abitudine di essere consapevoli che Dio è dovunque, conseguentemente anche dentro di te; vede tutto, allora anche i tuoi segreti; rimani in questa convinzione devotamente davanti al Dio invisibile, senza alcuna immaginazione. Ma prega affinché Dio stesso te lo insegni.

Chi si comporta come deve, è colui che si sforza e non si risparmia, è attento a se stesso e alimenta nel cuore sentimenti religiosi. Appena comincia a risparmiarsi dalle fatiche della vita devota viene come conseguenza un turbamento nei pensieri e una freddezza del cuore.

- Rev. Dr. Luca Vona