Il Rev. Dr. Luca Vona
Un evangelico nel Deserto

Ministro della Christian Universalist Association

venerdì 9 gennaio 2026

Fermati 1 minuto. Riconoscere Gesù nella tempesta

Lettura

Marco 6,45-52

45 Ordinò poi ai discepoli di salire sulla barca e precederlo sull'altra riva, verso Betsàida, mentre egli avrebbe licenziato la folla. 46 Appena li ebbe congedati, salì sul monte a pregare. 47 Venuta la sera, la barca era in mezzo al mare ed egli solo a terra. 48 Vedendoli però tutti affaticati nel remare, poiché avevano il vento contrario, già verso l'ultima parte della notte andò verso di loro camminando sul mare, e voleva oltrepassarli. 49 Essi, vedendolo camminare sul mare, pensarono: «È un fantasma», e cominciarono a gridare, 50 perché tutti lo avevano visto ed erano rimasti turbati. Ma egli subito rivolse loro la parola e disse: «Coraggio, sono io, non temete!». 51 Quindi salì con loro sulla barca e il vento cessò. Ed erano enormemente stupiti in se stessi, 52 perché non avevano capito il fatto dei pani, essendo il loro cuore indurito.

Commento

Subito dopo aver moltiplicato i pani, Gesù "costringe" i discepoli a salire sulla barca e ad attraversare il lago. È un verbo forte, che lascia intuire una certa resistenza da parte loro, forse ancora presi dall'entusiasmo della folla appena sfamata. Ma Gesù ha bisogno di solitudine: congeda la gente e sale sul monte a pregare. Marco ci mostra così che anche nel pieno del suo ministero pubblico, Gesù sente la necessità di ritrovarsi da solo col Padre, di attingere a quella fonte interiore da cui scaturisce tutta la sua azione.

Intanto i discepoli si trovano in mezzo al lago, affaticati nel remare contro il vento contrario. È un'immagine che ben rappresenta la fatica del cammino della Chiesa nella storia. Ed ecco che vedono Gesù camminare sulle acque verso di loro. Ma invece di provare sollievo, gridano terrorizzati: pensano sia un fantasma. Lo hanno visto compiere segni straordinari, eppure quando si manifesta nella sua potenza divina, dominando le forze del caos rappresentate dal mare in tempesta, non lo riconoscono.

La risposta di Gesù è rivelatrice: "Coraggio, sono io, non abbiate paura". Quel "sono io" in greco suona come "ego eimi", l'espressione che richiama il nome stesso di Dio rivelato a Mosè. Gesù si sta manifestando come il Signore.

Marco però chiude con un'annotazione dura: i discepoli erano sconvolti perché non avevano capito nulla della moltiplicazione dei pani, il loro cuore era indurito. Ci interpella questa cecità di chi pure sta accanto a Gesù ogni giorno.

- Rev. Dr. Luca Vona