Il Rev. Dr. Luca Vona
Un evangelico nel Deserto

Ministro della Christian Universalist Association

mercoledì 11 agosto 2021

Chiara d'Assisi e la difesa della povertà evangelica

La Chiesa Cattolica, gli anglicani, i luterani e i veterocattolici celebrano oggi la memoria di Chiara d'Assisi. 
Nel 1253 muore ad Assisi Chiara, monaca nel monastero di San Damiano. Consegnando a Dio la propria vita, lo benedice e lo ringrazia di averla creata. Nata nel 1193 e cresciuta nella nobile famiglia assisana dei Favarone, Chiara si sentì chiamata a operare una radicale conversione grazie all'incontro con quel vangelo vivente che era Francesco di Assisi. La notte tra la domenica delle Palme e il lunedì santo del 1212, essa decise di abbandonare tutto e di recarsi alla Porziuncola per consegnarsi interamente al Signore davanti ai primi frati minori. Iniziava così per Chiara un itinerario di sequela, nella povertà e nell'abbassamento, di Colui che da ricco si è fatto povero per gli uomini. Raggiunta dalla sorella Caterina, Chiara si stabilì a San Damiano su consiglio di Francesco, ricevendo da lui «una forma di vita e l'ammonizione a perseverare nella santa povertà». Chiara dovette lottare a lungo, contro le autorità della chiesa e contro gli stessi frati minori, per rimanere fedele alla forma vitae ricevuta e per poter conservare la povertà radicale sia individuale che comunitaria a cui si era votata. Esempio di radicalismo evangelico, fautrice di una chiesa di poveri, Chiara servì fino alla fine le compagne come «minore tra le minori», favorendone la comunione e rispettando la coscienza di ognuna di esse; era infatti consapevole, anche quando fu imposta la clausura alla comunità di San Damiano, che il vero chiostro in cui bisogna dimorare è quello del cuore, dove può maturare l'obbedienza al vangelo nella libertà e per amore. La Regola, la prima scritta da una donna per le proprie compagne, sarà approvata il 9 agosto 1253, due giorni prima della morte di Chiara.


Tracce di lettura

Sorella carissima, rafforzati nel santo servizio, già intrapreso con desiderio ardente, verso il povero crocifisso. Lui sostenne per noi tutto il supplizio della croce strappandoci dal potere del signore delle tenebre e riconciliandoci con Dio Padre. O beata povertà, che procura ricchezze eterne a chi l'ama e l'abbraccia! O santa povertà, in quanto il regno dei cieli è senza dubbio riservato da Dio a chi desidera averla, insieme a gloria eterna e vita beata! O pia povertà, che il Signore Gesù Cristo, lui che regnò e regna su terra e cielo, lui che pronunciò una parola e tutto fu fatto, si degnò di abbracciare al di sopra di ogni altra cosa!
(Chiara d'Assisi, Prima lettera ad Agnese 14-16).

- Dal Martirologio ecumenico della Comunità monastica di Bose

Chiara di Assisi (1193-1253)