Il Rev. Dr. Luca Vona, Eremita
VIVERE NEL DESERTO NON SIGNIFICA DISERTARE

martedì 29 ottobre 2019

Ordinazione dei diaconi sposati: quale traiettoria per il futuro?

Non ho nessuna voglia di entrare in polemica, anzi, mi sono proposto di seguire quanto afferma Sant'Antonio Abate, Padre del Deserto, nella sua Regola, al punto 56: "Evita di combattere con la lingua".

Ho letto con vivo interesse le considerazioni del Prof. Fulvio Ferrario e del Prof. Andrea Grillo, sull'apertura del Sinodo dell'Amazzonia, nel suo documento finale, al sacerdozio per i diaconi permanenti sposati, in quella regione del Mondo, laddove ve ne fosse "occasionalmente" bisogno; e ho letto anche dell'ipotesi di lavoro per verificare la possibilità di un diaconato cattolico femminile.

Ora, se la teologia è sottomessa non solo alla Parola di Dio e- per i cattolici - alla Tradizione, ma è sottomessa anche alla logica, ne consegue che l'apertura all'ordinazione di diaconi permanenti sposati e, parallelamente, una eventualmente apertura al diaconato femminile, implica una possibile apertura al sacerdozio femminile.

Questa ipotesi la considero piuttosto contraddittoria, non solo con la Parola di Dio, ma anche con la stessa tradizione magisteriale della Chiesa cattolica. Se è vero che per i cattolici il Magistero e il Dogma, sono soggetti a una loro evoluzione - e questo risulta inaccettabile sia agli evangelici di orientamento biblicistico-letteralista, quanto agli Ortodossi, è sorprendente che il pontificato di Francesco possa arrivare a contraddire apertamente ciò che affermò solo pochi anni fa Giovanni Paolo II, nella Lettera Apostolica Ordinazio Sacerdotalis: "Pertanto, al fine di togliere ogni dubbio su di una questione di grande importanza, che attiene alla stessa divina costituzione della Chiesa, in virtù del mio ministero di confermare i fratelli, dichiaro che la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l'ordinazione sacerdotale e che questa sentenza deve essere tenuta in modo definitivo da tutti i fedeli della Chiesa".

Su questo insegnamento ha insistito anche Benedetto XVI, immediato predecessore di Papa Francesco, ricordando, nella Messa crismale del 5 aprile 2012, che Giovanni Paolo II «ha dichiarato in maniera irrevocabile» che la Chiesa al riguardo dell’ordinazione delle donne «non ha avuto alcuna autorizzazione da parte del Signore».

Una posizione riaffermata dall'attuale Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede (ex Sant'Uffizio), il gesuita Card. Luis F. Ladaria. Sempre il Card. Ladaria, scrive nel suo documento "A proposito di alcuni dubbi circa il carattere definitivo della dottrina della Ordinatio Sacerdotalis": "Nella Conferenza stampa, durante il volo di ritorno dal viaggio apostolico in Svezia, il 1 novembre 2016, Papa Francesco ha ribadito: «Sull’ordinazione di donne nella Chiesa Cattolica, l’ultima parola chiara è stata data da San Giovanni Paolo II, e questa rimane»".

Direi quindi che non è possibile lasciarsi andare a facili entusiasmi, pensando che le disposizioni sull'ordinazione di diaconi permanenti sposati al sacerdozio "in situazioni occasionali", al momento circoscritte all'Amazzonia, è molto improbabile che possano superare l'eccezionalità del caso prevista dalla disposizione del Sinodo Amazzonico. Ciò porterebbe, infatti al passo successivo dell'ordinazione al presbiterato dei diaconi donna (se questi fossero approvati dalla Chiesa Cattolica, come pare di intravedere all'orizzonte) e a un conseguente cortocircuito magisteriale.

Si verificherebbe, inoltre, una spaccatura grave relativamente alle relazioni ecumeniche con il mondo delle Chiese ortodosse, nonché con il mondo Evangelico (quello che spesso il Protestantesimo storico chiama "Evangelicale"). Peggio ancora, potrebbero essere favorite tendenze scismatiche all'interno della stessa Chiesa Cattolica.

Il ragionamento del Prof. Fulvio Ferrario non fa una piega: se una norma è valida per i diaconi amazzonici non si vede per quale logica non dovrebbe essere valida per i diaconi di tutto il mondo. E anche ciò che afferma il Prof. Grillo , in merito a uno sviluppo del Magistero cattolico è confermato dall'evidenza storica, dove troviamo a distanza di secoli decisioni in aperto contrasto fra loro, ad esempio il divieto della formula indicativa nell'assoluzione, poi diventata, invece obbligatoria.

Qui vengono toccate, però, questioni che vanno alla radice stessa della tradizione dell'era subapostolica e delle stesse Scritture. le conseguenze di una apertura universale all'ordinazione di diaconi sposati, accompagnata dall'autorizzazione a ordinare diaconi donna (presenti nella tradizione apostolica, ma con ruoli totalmente differenti da quelli degli attuali diaconi) sarebbero certamente di notevole impatto sulle chiese, con conseguenze imprevedibili per i rapporti ecumenici.

Rev. Dr. Luca Vona, Eremita



Per approfondire il ruolo delle diaconesse nella chiesa antica:

Articolo sul web http://www.libertaepersona.org/wordpress/2016/05/il-vero-ruolo-delle-diaconesse-nella-chiesa-primitiva/

Libro del Prof. Enrico Cattaneo: I ministeri nella chiesa antica. Testi patristici dei primi tre secoli




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