Il Rev. Dr. Luca Vona
Un evangelico nel Deserto

Ministro della Christian Universalist Association

giovedì 7 maggio 2020

Sant'Antonio "delle grotte". Iniziatore del monachesimo russo

La Chiesa cattolica d'occidente celebra oggi la memoria di Sant' Antonio "Pecierskij" ("delle grotte"), eremita (ricordato dalla Chiesa ortodossa Russa e dalla Chiesa cattolica slava il 10 luglio).
Antonio, l'iniziatore del monachismo russo, nacque nel 983 a Lubec nei pressi di Tchernigov e giovanissimo si sentì attratto dalla vita eremitica che cominciò a praticare in patria. 

Antonio di Pečerska - Wikipedia
Sant'Antonio Pecierskij (983-1073)
Recatosi in pellegrinaggio al Monte Athos, rimase colpito dalla vita di quei monaci ed entrò, verso il 1028, nel monastero di Esphigmenon mutando il nome secolare, Antipa, in Antonio. Dopo alcuni anni, seguendo il consiglio del suo superiore, Teotisto, Antonio tornò in patria per suscitare un fermento monastico nel suo popolo, e si stabilì in una grotta che scavò da sé sul monte Berestov, sulle rive del Dnjepr, presso Kiev. 
Secondo alcuni agiografi, Antonio, turbato dalla guerra, fece ritorno al Monte Athos e vi rimase per qualche tempo, ma poi riprese la via di Kiev e della sua grotta. Scoperta dal popolo, la cella di Antonio divenne meta di numerosi pellegrini che si recavano a chiedere consiglio e aiuto all'eremita. 
Alcuni giovani chiesero e ottennero il permesso di rimanere con Antonio, e tra essi i primi furono Nicon, già sacerdote, Teodoro e Barlaam. Ben presto, però, Antonio, desideroso di maggior solitudine, designò Barlaam come egumeno e si ritirò in luogo più appartato. 
Il principe Isiaslav cedette il Berestov ai monaci, e questi iniziarono la costruzione della "Laura delle grotte" (Pecerskaja Lavra), chiamando numerosi artisti da Costantinopoli per decorare la chiesa. Secondo la Cronaca di Nestore, Antonio, a differenza degli altri abati del suo tempo, raccomandava di accogliere tutti, ricchi e poveri, così che il suo monastero poteva dirsi edificato dalle preghiere piuttosto che dalle ricchezze dei principi e dei nobili. 
Antonio verso il 1055, sospettato da Isiaslav di parteggiare per il suo rivale Vseslav, fu costretto a rifugiarsi nel principato di Tchernigov, dove fondò un altro monastero. Molto probabilmente tornò a Kiev e morì nella sua cella il 10 lugio. 1073. 
La "Laura delle grotte" fu devastata dai Tartari in due riprese, nel 1299 e nel 1316, e in ogni tempo rivendicò la sua autorità su tutti gli altri monasteri russi. Il successore di Barlaam, Teodosio, fondò un ospizio per pellegrini, che nel sec. XIX poteva ospitare fino a ventimila persone contemporaneamente. 
Nel 1651 nella laura fu impiantata una tipografia. Nello stesso secolo i monaci indossavano un abito simile a quello dei Benedettini e seguivano anche molte usanze particolari mediate dall'Occidente. Nel 1945 ha avuto inizio l'opera di ricostruzione della laura gravemente danneggiata dalla seconda guerra mondiale.

mercoledì 6 maggio 2020

Fermati 1 minuto. La fede è la porta aperta al dono di Dio

Or senza fede è impossibile piacergli; poiché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che ricompensa tutti quelli che lo cercano. Ebrei 11,6

Gesù, fissando lo sguardo su di loro, disse: «Agli uomini questo è impossibile; ma a Dio ogni cosa è possibile». Matteo 19,26

Perché dobbiamo avere fede per ottenere l'intera santificazione? Nella lettera gli Ebrei troviamo la risposta di Dio. Ci viene detto che la fede è la porta aperta attraverso cui passano tutti i doni della grazia.
Paolo afferma "per grazia siamo salvati, mediante la fede" (Ef 2,8). Ciò è vero anche per l'intera santificazione. Pietro dichiara che Dio che conosce i cuori ed effonde in essi lo Spirito Santo (At 2,8).
La potenza della fede ci fa intravedere i doni promessi, ci fa sorridere di fronte a ciò che pare impossibile e ci dona la speranza della sua realizzazione.

eremiti metropolitani | FERMENTI CATTOLICI VIVI

Federico il Saggio e la riforma della Sassonia

La Chiesa luterana celebra oggi la memoria di Federico il Saggio, sostenitore della Riforma in Sassonia.
Nato a Torgau, succedette al padre come Principe-elettore nel 1486; nel 1502, fondò l'Università di Wittenberg dove insegnarono Martin Lutero e Filippo Melantone.
Federico cercò di proporre le tesi di Lutero dopo la Dieta di Worms del 1521, e successivamente assicurò l'esenzione dall'Editto di Worms per la Sassonia. Egli protesse infatti Martin Lutero dal papa, ospitandolo nel suo castello di Wartburg dopo le decisioni della Dieta di Worms di mettere le tesi luterane al bando dall'Impero.
Federico sentì parlare probabilmente di Lutero per la prima volta nel 1512 quando Johann von Staupitz, il Vicario Generale degli Agostiniani, gli chiese aiuto per permettere all'allora anonimo frate sassone di compiere i propri studi a Wittenberg. Lutero aveva ottenuto il dottorato in Teologia ed era assai perito del testo sacro. Divenne perciò docente di Teologia al posto di Staupitz.
Lutero divenne ben presto uno degli insegnanti più celebrati, come si deduce dalla sua lettera indirizzata a Staupitz dell'8 aprile 1518. A seguito della bolla papale Exsurge Domine del 1520, Lutero venne tacciato di eresia per le proprie tesi e bruciò la bolla come pubblico affronto. Senza ricredersi, Federico appoggiò la sua causa per l'amore della giustizia, in quanto riteneva in cuor suo che Lutero fosse solo vittima di pregiudizi ed incomprensioni da parte della Santa Sede.
Nonostante Lutero fosse stato dichiarato nemico pubblico tanto dall'autorità religiosa quanto da quella civile, Federico fece in modo che non venisse loro consegnato; inoltre patrocinò la sua traduzione in lingua volgare della Bibbia.
Federico morì nel 1525 a Lochau, presso Annaburg, senza aver preso moglie e venne sepolto nella Schlosskirche a Wittenberg, con una tomba progettata da Peter Vischer il Giovane.

Federico il Saggio (1486-1525)

martedì 5 maggio 2020

Fermati 1 minuto. La santificazione è per fede

(...) affinché si convertano dalle tenebre alla luce e dal potere di Satana a Dio, e ricevano, per la fede in me, il perdono dei peccati e la loro parte di eredità tra i santificati. At 26,18

Quando abbiamo completato la nostra consacrazione a Dio, abbiamo quasi finito con ciò che l'uomo può fare per ottenere la benedizione dell'intera santificazione. Quasi ma non del tutto. Quando la consacrazione è completa tutto dipende da Dio e per fede  riceviamo il dono promesso.
In un certo senso la fede è l'unica condizione per ottenere lo Spirito Santo. Il desiderio e la consacrazione sono necessari ma costituiscono le fondamenta per la nostra fede; possono essere presenti anche quando manca la fede.
A volte occorre pregare, supplicare e ricercare per giorni, settimane, mesi, anni per giungere alla fede. Altre volte è un processo istantaneo e che si realizza senza sforzo.
Apriamo i nostri cuori allo Spirito Santo e confidiamo nella promessa della santificazione della nostra anima.

eremiti metropolitani | FERMENTI CATTOLICI VIVI

lunedì 4 maggio 2020

Fermati 1 minuto. Consacrazione e santificazione

Quindi invocate voi il nome del vostro dio, e io invocherò il nome del SIGNORE; il dio che risponderà mediante il fuoco, lui è Dio». Tutto il popolo rispose dicendo: «Ben detto!» 1 Re 18,24

Elia costruì un altare sul Monte Carmelo, uccise il suo toro e lo pose sull'altare, dopodiché verso l'acqua sull'altare e sul toro sacrificato.
I sacerdoti di Baal fecero lo stesso, ad eccezione del versare l'acqua. Eppure passarono l'intera giornata mostrando grande devozione, innalzando preghiere e persino incidendosi le carni.
Elia invocò semplicemente il Signore e un fuoco discese dal cielo a consumare l'offerta, l'altare e l'acqua.
Cosa fece, dunque Elia, in più rispetto ai sacerdoti di Baal?  Entrambi consacrano l'offerta ma Elia ebbe fede nella santificazione.
Dio vuole santificare l'uomo. Il presupposto è consacrarci a lui, ma serve un ulteriore salto nella fede per ottenere la santificazione.

eremiti metropolitani | FERMENTI CATTOLICI VIVI

I martiri inglesi dell'epoca della Riforma (XIV-XVII sec.)

La Chiesa d'Inghilterra fu insanguinata tra il XIV e il XVII secolo da una lunga serie di conflitti intestini. Sia le lotte di natura ecclesiale, sia quelle motivate dall'inestricabile connubio tra potere politico e religione, furono una grave contraddizione all'insegnamento di Gesù su come si debba esercitare l'autorità nelle comunità cristiane.
La violenza esplose soprattutto nel corso del XVI secolo: la fazione ecclesiale che di volta in volta deteneva il potere non risparmiò a chiunque la pensasse diversamente ogni sorta di angheria e persecuzione. Con il sangue pagarono Thomas More, John Fisher, Thomas Cranmer, Edmund Campion e moltissimi altri che non conobbero l'onore degli altari, ma che furono vittime della convinzione che l'intera verità fosse appannaggio di un solo gruppo sociale o ecclesiale.
Per questa ragione, nel mutato clima tra le chiese e per non dimenticare a quali contraddizioni all'Evangelo può portare il connubio tra l'intolleranza verso il diverso e la confusione fra autorità religiosa e potere politico, gli anglicani ricordano oggi tutti i martiri, di ogni confessione cristiana, che in tale periodo subirono il martirio in odio a quella fede che ciascuno riteneva nella propria coscienza pienamente conforme agli insegnamenti di Cristo.

- Dal Martirologio ecumenico della Comunità monastica di Bose

Why are so many Catholics embarrassed by the English martyrs ...