Il Rev. Dr. Luca Vona
Un evangelico nel Deserto

Ministro della Christian Universalist Association

giovedì 6 luglio 2017

Ordinazione Sacerdotale del Rev. Luca Vona

AVVISO! DAL 30 GIUGNO 2018 LA MISSIONE ANGLICANA TRADIZIONALISTA 'CARLO I STUART' NON ESISTE PIU' ED E' STATA RIFONDATA COME CHIESA EVANGELICA 'CENTO PER UNO', PRESERVANDO LA TRADIZIONE ANGLICANA DEL PRAYER BOOK E ISPIRANDOSI IN MODO PARTICOLARE ALLA SPIRITUALITA' WESLEYANA E AL MOVIMENTO DELLA CONVERGENZA.

Sede e recapiti:

Chiesa Evangelica 'Cento per uno'
Via delle Betulle 63 Roma (zona Centocelle)
Rev. Dr. Luca Vona
Mob. (+39) 3385970859
info@centoperuno.it
www.centoperuno.it



Domenica 16 luglio, alle ore 18 00

presso il Tempio "Breccia di Roma"
in via di Santa Eufemia 9 (adiacente Piazza Venezia)

è stata celebrata l'Ordinazione Sacerdotale di Luca Vona



Il Rev. Luca Vona era stato ordinato diacono il 12 febbraio 2017 e nominato responsabile della Missione "Carlo I Stuart", per lo sviluppo di una comunità anglicana tradizionalista (continuing anglican) di lingua italiana.

Il rito di ordinazione sacerdotale è stato celebrato domenica 16 luglio alle ore 18 00 da S.E. Mons. Dr. Frederick Haas, Vescovo ordinario della Diocesi anglicana autonoma di Cristo Redentore con sede a Malta e Accademico onorario dell'Ordine Teutonico. 

Luca Vona è dottorando presso il Pontificio Istituto Liturgico (Pontificio Ateneo Sant'Anselmo), in cotutela con la Katholieke Universiteit Leuven (Belgio) e l'Università "La Sapienza" di Roma.

Punti di riferimento dottrinale, liturgico e pastorale della Missione sono il Book of Common Prayer del 1928 (tradotto in lingua italiana), i 39 articoli di religione (interpretati secondo l'anglicanesimo "High-Church") e la Affermazione di St. Louis (1977), che ha confermato la volontà delle chiese appartenenti al "movimento di continuazione" di mantenersi radicate nella tradizione delle Sacre Scritture, della Tradizione indivisa della Chiesa del primo millennio e dell'anglicanesimo "classico".

Al termine del rito di ordinazione è seguito un momento conviviale con la comunità.










Missione anglicana Carlo I Stuart
via di Santa Eufemia 9 Roma





martedì 18 aprile 2017

Le antiche fonti dell'eucologia pasquale anglicana

Per tutta l'ottava di Pasqua la liturgia anglicana tradizionale propone la recita quotidiana di una splendida colletta, la cui origine è da individuare nel Sacramentario Gelasiano. La colletta compare nel Book of Common Prayer del 1928 con un testo pressoché identico a quello proposto dal primo Prayer Book (1549), pubblicato durante il regno di Edoardo VI.


Dio Onnipotente, che attraverso
il tuo unico Figlio Gesù Cristo
hai vinto la morte e aperto per noi
le porte della vita eterna:
ti chiediamo umilmente
di suscitare buone aspirazioni nelle nostre menti, 
con la tua grazia preveniente,
affinché con il tuo costante aiuto 
possiamo portarle a compimento,
per Gesù Cristo nostro Signore,
che vive e regna con te nell'unità dello Spirito Santo 
per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Almighty God, who through 
thy only-begotten Son Jesus Christ 
hast overcome death, and opened unto 
us the gate of everlasting life; We 
humbly beseech thee that, as by thy 
special grace preventing us thou 
dost put into our minds good 
desires, so by thy continual help 
we may bring the same to good effect; 
throught the same Jesus Christ our Lord, 
who liveth and reigneth with thee 
and the Holy Ghost ever, one God, 
world withouth end. Amen (BCP 1928)


La colletta, come dicevamo, comprare fin dalla prima edizione del Prayer Book (1549) e ritorna in tutte le successive riedizioni. Qui di seguito, le versioni, pressoché identiche del testo, nelle edizioni del Book of Common Prayer del 1549 e del 1661.

Almightie God, which through
thy onely begotten sonne lesus Christ,
hast ouercome death, & opened vnto
vs the gate of euerlastyng life : we
humbly beseeche thee, that as by thy
speciall grace , preuentyng vs, thou
doest put in our mindes good
desires : so by thy continuall helpe,
we may bring thesame to good effect,
thorough lesus Christ our Lord :
who liueth and reigneth.&c. (BCP 1549)

Almighty God, who through
thine onely begotten son Iesus Christ
hast overcome death, and opened vnto
vs the gate of everlasting life : we
humbly beseech thee, that as by thy
speciall grace preventing vs, thou
dost put into our minds good
desires : So by thy continuall help
we may bring the same to good effect,
through lesus Christ our Lord,
who liveth, and reigneth with thee,
and the holy Ghost, ever one God,
world without end. Amen. (BCP 1661)

Ed ecco, la fonte dal Sacramentario Gelasiano:

DEUS qui hodierna die per vnigenitum
tuum eternitatis nobis aditum
deuicta morte reserasti : vota nostra
que preueniendo aspiras, etiam adiuuando
prosequere. Per eundem. (Gel. I 46)

Sembra esservi un richiamo anche a una colletta pasquale del Sacramentario Gregoriano:

[DEUS qui solennitate paschali
mundo remedia contulisti : populum
tuum quesumus domine celesti dono
prosequere : vt & perfectam libertatem
consequi mereantur, et ad vitam
proficiat sempiternam. Per. (Greg. 68)].

Un'altra interessante colletta del periodo pasquale è quella che compare nel Book of Common Prayer solo a partire dall'edizione del 1661, per la vigilia di Pasqua, e per la quale non siamo riusciti, ad oggi, a individuare fonti pre-riformate. Eppure il legame con la tradizione cattolica medievale sembra fortemente evocato dallo spirito ascetico che la pervade, sebbene sia parimenti accentuato il richiamo ai meriti di Gesù Cristo morto, sepolto e risorto per noi:

Concedici, Signore, che con il 
battesimo nella morte del tuo
santo Figlio, nostro Salvatore Gesù
Cristo, mortificando continuamente
i nostri affetti corrotti, possiamo essere
sepolti con lui, e oltrepassando 
la tomba e le porte della morte
possiamo giungere alla gioiosa resurrezione,
per i meriti di Lui che è morto, è stato sepolto, ed è risorto per noi
Gesù Cristo tuo Figlio, nostro Signore. Amen.

Grant Lord, that as we are
baptized into the death of thy
blessed Son, our Saviour Iesus
Christ : so by continual mortifieing
our corrupt affections, we may be
buried with him, and that through
the grave, and gate of death, we
may pass to our ioyfull resurrec
tion, for his merits, who died, and
was buried, and rose again for
vs, thy son Iesus Christ our Lord.
Amen. (BCP 1661)

- Rev. Dr Luca Vona

giovedì 26 gennaio 2017

Avvio della Missione Anglicana "Carlo I Stuart" a Roma

Cari amici, 




siamo lieti di invitarvi il giorno


domenica 12 febbraio, alle ore 10 00

presso la Chiesa del Cimitero Acattolico di Roma (via Caio Cestio 6)


per la celebrazione dell'ordinazione diaconale di Luca Vona 


e l'inaugurazione della Missione "Carlo I Stuart", per lo sviluppo di una comunità anglicana di orientamento "tradizionale" (continuing anglican) e di lingua italiana nella città di Roma.

Il rito di ordinazione sarà celebrato da Mons. Frederick Haas, Vescovo ordinario della Diocesi anglicana autonoma di Cristo Redentore con sede a Baden Baden (Germania) e Malta, Accademico onorario dell'Ordine Teutonico. 

Luca Vona, cui sarà affidata la cura della Missione italiana è dottorando presso il Pontificio Istituto Liturgico (Pontificio Ateneo Sant'Anselmo), in cotutela con la Katholieke Universiteit Leuven (Belgio) e l'Università "La Sapienza" di Roma.

Punti di riferimento dottrinale, liturgico e pastorale della Missione saranno: il Book of Common Prayer del 1928 (tradotto in lingua italiana), i 39 articoli di religione (interpretati secondo l'anglicanesimo "High-Church") e la Affirmation of St. Louis (1977), che ha confermato la volontà delle chiese appartenenti al "movimento di continuazione" di mantenersi radicate nella tradizione delle Sacre Scritture, della Tradizione indivisa della Chiesa del primo millennio e dell'anglicanesimo "classico".

L'occasione vi consentirà di visitare gli splendidi monumenti dello storico Cimitero ai piedi della Piramide Cestia, in cui riposano artisti come Keats e Shelley.

Vi aspettiamo!





sabato 14 gennaio 2017

L'intercessione per i defunti nel Book of Common Prayer del 1928

AND we also bless thy holy Name for all thy servants departed this life in thy faith and fear; beseeching thee to grant them continual growth in thy love and service, and to give us grace so to follow their good examples, that with them we may be partakers of thy heavenly kingdom. Grant this, O Father, for Jesus Christ's sake, our only Mediator and Advocate. Amen.

E noi benediciamo il tuo santo Nome anche per i tuoi servi, che hanno lasciato questa vita con fede e timore; ti chiediamo di concedergli di crescere continuamente nel tuo amore e nel tuo servizio, e di donarci la grazia di seguire i loro buoni esempi, affinché con loro possiamo partecipare al tuo regno celeste. Concedici questo, o Padre, per l'amore di Gesù Cristo, nostro unico Mediatore e Avvocato. Amen.

- Book of Common Prayer 1928, Order for the Holy Eucharist, Prayer of Intercession


Nel corso delle sue diverse edizioni il Book of Common Prayer (Libro della preghiera comune), testo liturgico di riferimento per la Chiesa Anglicana, presenta differenti sfumature nella preghiere per i defunti. La prima edizione, pubblicata nel 1549 agli esordi del regno di Edoardo VI è sicuramente la più "cattolica", mentre per contro, l'edizione che lo stesso sovrano - con forti convinzioni protestanti - promulgo nel 1552 è  quella che risente maggiormente della teologia riformata (in particolare del contributo dei teologi Pietro Martire Vermigli e Martin Bucer). 

Il Book of Common Prayer del 1928 riprende sostanzialmente quello del 1559, promulgato da Elisabetta I ed espressione matura dell'anglicanesimo inteso come"Via Media" capace di accogliere nel solco della tradizione "cattolica" le istanze di riforma promosse dal protestantesimo, stemperandole in una sintesi che è un capolavoro di "diplomazia" teologica.

La grande preghiera di intercessione della liturgia eucaristica evidenzia perfettamente la ricerca di una sintesi teologica tra magistero tradizionale e teologia riformata. Ma proprio l'edizione del 1928 del Book of Common Prayer presenta una specificità degna di nota. Nel testo citato si prega chiaramente per i defunti, in particolare per coloro che hanno lasciato questa vita con fede e timorePer costoro, il celebrante chiede a Dio, in nome anche dell'assemblea dei fedeli, di concedergli di crescere nel suo amore e nel suo servizio, parole che sembrano recuperare l'antica dottrina teologica dell'epektasis, che prevede la possibilità per le anime che hanno lasciato questo mondo, di crescere ancora nella carità. La preghiera si fonda, dunque, sulla convinzione che coloro che sono morti nella fede nel Risorto possano offrire il loro aiuto a chi ancora fa parte della Chiesa militante sulla terra, L'aspirazione è infatti che con loro possiamo partecipare al tuo regno celeste. Nelle parole conclusive della preghiera di Intercessione è d'altra parte altrettanto chiaramente espresso il riconoscimento di Gesù Cristo come unico Mediatore e Avvocato.

- Rev. Dr. Luca Vona


venerdì 25 novembre 2016

Esorcismo e possessione nell'esperienza pastorale di John Wesley

Nel suo sermone A Caution Against Bigotry John Wesley, fondatore del Metodismo, richiama le fondamenta bibliche e teologiche della pratica dell'esorcismo. In una delle sue lettere Wesley afferma: "Le testimonianze [relative al fondamento biblico degli esorcismi] sono innumerevoli e chiare". (Wesley, “Letter to Middleton”, 1759 in WRJW 10:41).
Lo studioso wesleyano Daniel Jennings riporta sedici casi di azione straordinaria del demonio testimoniati da Wesley nei suoi scritti. (Daniel R. Jennings, The Supernatural Occurrences of John Wesley (Oklahoma City: Sean Multimedia, 2005, 8-37).
Durante una delle sue prime esperienze con il demoniaco, accadute nell'inverno del 1739 a Bristol Wesley è impaurito e non se la sente di confrontarsi con la persona posseduta, così prega a distanza, ottenendone la liberazione. Ma due anni dopo, Wesley è chiamato a Kingswood ad assistere una persona affetta da una strana malattia, con segni di possessione demoniaca e si mostrerà più coraggioso, al punto di comandare al demone, nel nome di Gesù, di rivelargli se sta tormentando altre persone, ottenendo il nome di due che vivevano a poca distanza.
I segni della possessione riferiti da Wesley sono quelli tramandati da secoli dalla chiesa: grida blasfeme, alterazioni della voce (spesso riferisce di veri e propri "ruggiti"), una forza sovrumana capace di spezzare ceppi e catene, capacità di conoscere cose nascoste. Vengono riferiti anche bruschi abbassamenti della temperatura, localizzati in specifici punti dell'ambiente domestico.
Non mancano, nei diari di Wesley, i resoconti di altri fenomeni soprannaturali, occorsi ad alcuni credenti da lui assistiti, come l'apparizione delle anime dei defunti o l'apparizione di una sorta di "doppio" di alcune persone che sarebbero morte di lì a poco. (WJW3:14)
Ma nel caso della possessione demoniaca Wesley riferisce esperienze cui ha assistito in prima persona, esercitando il proprio ministero pastorale.
In An Answer to A Report, datato 12 Settembre 1782, Wesley afferma di essere pienamente convinto dell'autenticità dei numerosi fenomeni di ossessione e possessione cui ha assistito. (WRJW 11:503).
Gli strumenti di liberazione dal demonio riportati nei suoi numerosi resoconti sono l'invocazione del nome di Gesù, la preghiera, anche con l'aiuto di altri ministri, prolungata per diverse ore vicino alla persona tormentata, il canto di inni.

Due interessanti studi sull'argomento sono quello già menzionato di Jennings e l'articolo di Dojcin Zivandovic Wesley and Charisma: An Analysis of John Wesley's View of Spiritual Gifts. Entrambi affrontano anche altri aspetti del soprannaturale nell'opera di Wesley, come la presenza di fenomeni mistici e l'esercizio del ministero carismatico.


Link

Daniel R. Jennings, The Supernatural Occurences of John Wesley 

Dojcin Zivandovic, Wesley and Charisma: An Analysis of John Wesley's View of Spiritual Gifts