Il Rev. Dr. Luca Vona
Un evangelico nel Deserto

Ministro della Christian Universalist Association

giovedì 9 giugno 2016

La circoncisione del cuore

Proponete una sola felicità alle vostre anime, un'unione con Lui che le fece, l'avere comunione col Padre e col Figlio, l'essere congiunti col Signore in un solo Spirito. Un solo scopo dovete avere fino alla fine del tempo, il godimento di Dio nel tempo e nell'eternità. Desiderate altre cose solo in quanto tendano a questo: amate la creatura in quanto conduce al Creatore. Ma in ogni passo che facciate, sia questo il punto glorioso, che segni il vostro fine. Sia subordinato a ciò ogni affetto, pensiero, parola ed azione. Qualunque cosa desideriate o temiate, qualunque cosa cerchiate o evitiate, qualunque cosa pensiate, diciate o facciate, sia, per la vostra felicità in Dio, il solo fine e la sola sorgente del vostro essere. [...] Ecco la somma della legge perfetta, la circoncisione del cuore. Ritorni lo Spirito a Dio che lo diede, con l'intero seguito dei suoi affetti.
[...] Nell'agosto [1738] ebbi un lungo colloquio con Arvid Gradin, in Germania. Dopo che mi ebbe dato un resoconto della sua esperienza, desideravo che mi desse, per iscritto, una definizione della "piena certezza della fede", che mi diede nelle parole seguenti: Requies in sanguine Christi; firma fiducia in Deum, et persuasio de gratia divina; tranquillitas mentis summa, atque serenitas et pax; cum absentia omnis desiderii carnalis, et cessatione peccatorum etiam internorum ("Il riposo nel sangue di Cristo; una ferma fiducia in Dio, e persuasione della grazia divina; la massima tranquillità, serenità e pace della mente, con l'assenza di ogni desiderio carnale, e con la cessazione dei peccati, anche interiori").
Questa fu la prima spiegazione che ho sentito mai da alcun vivente, di ciò che avevo imparato prima per mio conto dagli oracoli di Dio, e per il quale avevo pregato (con la piccola compagnia dei miei amici) e aspettato per parecchi anni.

- John Wesley, La perfezione cristiana, ed. Claudiana, pp. 33-35


lunedì 23 maggio 2016

Cristo, modello e regola di vita

Nell'anno 1726 m'imbattei nell'Imitazione di Cristo del Kempis. La natura e l'ampiezza della religione interna, la religione del cuore, mi apparve allora come una luce più forte che mai per l'avvenire. Vidi che il dare a Dio anche tutta la mia vita (supposto che sia possibile fare ciò e non di andare più lontano) mi gioverebbe nulla se non gli dessi il mio cuore. (...) Nell'anno 1729 cominciai non solamente a leggere ma a studiare la Bibbia, come l'unico, il solo criterio della verità e l'unico modello della pura religione. Quindi vidi in una luce sempre più chiara la necessità indispensabile di avere "la mente in Cristo", e di camminare come Cristo camminava (...). E questa era la luce, nella quale a quel tempo consideravo generalmente la religione, come una costante imitazione di Cristo, un'interna ed esterna conformità al nostro Maestro. Né d'altro avevo più paura che di piegare questa regola alla mia propria esperienza o a quella degli altri, o di permettermi la minima disconformità dal nostro grande Esempio.

- John Wesley, La perfezione cristiana, ed. Claudiana, pp. 31-32






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venerdì 13 maggio 2016

L'Ordine di San Luca (metodista, interdenominazionale)



L'Ordine di San Luca (OSL) è un ordine religioso della United Methodist Church, dedito alla pratica e allo studio della vita liturgica e sacramentale.

Come ordine religioso cristiano è una comunità diffusa di donne e uomini, laici e ministri consacrati, di numerose differenti denominazioni, alla ricerca di una profonda spiritualità, vissuta attraverso la liturgia e i sacramenti della Chiesa.

L'appartenenza all'Ordine è aperta a persone di ogni denominazione cristiana, intenzionate a vivere la vita sacramentale in accordo con la Regola di Vita e Servizio, in comunione e accoglienza del propri fratelli e sorelle nell'Ordine.

L'Ordine si riunisce annualmente a metà ottobre per diversi giorni di preghiera, condivisione e lo svolgimento di attività amministrative.

L'Ordine si definisce Wesleyano e Lucano nella spiritualità, Metodista per le sue origini, sacramentale nella pratica ed ecumenico nella sua impostazione (accoglie membri di diverse denominazioni cristiane).


STORIA

L'Ordine di San Luca è stato fondato nel 1946 nella Chiesa metodista statunitense e possiede lo statuto di Organizzazione affiliata della United Methodist Church.
L'Ordine è stato formato sotto la leadership del Reverendo R.P. Marshall, già redattore del Christian Advocate. E' stato dedicato alla causa del rinnovamento liturgico e ha contribuito a un forte risveglio liturgico nella Chiesa metodista e nel protestantesimo del secondo dopoguerra. Si è ispirato, in parte, dall'esistenza del Methodist Sacramental Fellowship, che ha un obiettivo simile nella Methodist Church of Great Britain.

Una comprensione matura del rinnovamento liturgico nell'epoca dell'ecumenismo è divenuta la visione-guida dei membri dell'Ordine, in linea con una sempre più diffusa sensibilità ecclesiale, in diverse denominazioni cristiane.

L'Ordine si propone di abbattere le barriere dei pregiudizi storiografici, del settarismo teologico e dell'illetaralismo liturgico nella Chiesa.

Rientra nel ministero dell'Ordine anche la pubblicazione di 3 periodici per lo studio e l'approfondimento delle materie liturgiche: Doxology (pubblicazione annuale rivolta al mondo accademico e a chi è coinvolto nel ministero pastorale nelle sue diverse forme), Sacramental Life (Trimestrale di  liturgia pastorale) e The Font (bollettino bimestrale con informazioni sulla vita dell'Ordine).

L'attuale abate dell'Ordine è Sr. Elizabeth (Sue) Moore, OSL



Sito ufficiale https://saint-luke.net/

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Dalla Regola di Vita e di Servizio

L'Ordine di San Luca è una comunità dispersa di uomini e donne, laici e ministri ordinati, single o in una relazione, ecumenico nel suo scopo sebbene radicato nella tradizione e nella pratica della United Methodist Church, accomunato da una regola di vita e di servizio e dedito allo studio delle scienze liturgiche, alla loro divulgazione e alla pratica sacramentale.

La vita sacramentale comprende il contatto continuo con le fonti della spiritualità, radicata nella Grazia di Dio e in modo speciale nella liturgia della Chiesa.

La preghiera dell'Ufficio Quotidiano e una vita capace di incarnare la propria preghiera è l'atto comune, condiviso non solo con i fratelli e le sorelle dell'Ordine, ma con i Cristiani di tutto il mondo e di tutti i tempi.

I membri dell'Ordine sono chiamati a riunirsi annualmente in occasione della festa di San Luca, per vivere in comune la liturgia e la preghiera, condividere le proprie gioie e preoccupazioni, imparare l'uno dall'altro e riflettere sui voti emessi.

In accordo con l'impegno a magnificare la vita sacramentale, ogni volta che i membri dell'Ordine si ritrovano, sono fondamentali la celebrazione dell'Eucaristia e il rinnovo delle promesse battesimali.


martedì 3 maggio 2016

Le preghiere per i defunti nel pensiero di John Wesley

Il pensiero di John Wesley, fondatore della Chiesa Metodista, sulla preghiera per i defunti è riportato da Walter James Walker nei Chapters on the Early Register of Halifax Parish Church (Whitley & Booth, p. 20): 

"L'opinione del Rev. John Wesley merita di essere menzionata: 'Io credo che sia un dovere da osservare la preghiera per i fedeli defunti'" ("The opinion of the rev. John Wesley may be worth citing: 'I believe it to be a duty to observe, to pray for the Faithful Departed'"). 

Wesley ha tramandato alcuni formulari per la preghiera per i defunti: 1) [Signore] assicuraci che noi, insieme a coloro che sono già morti nella tua fede e nel tuo timore, possiamo essere partecipi di una gioiosa resurrezione (O grant that we, with those who are already dead in Thy faith and fear, may together partake of a joyful resurrection); 2) Per la tua infinita misericordia, concedici di prendre parte con coloro che sono morti in te, di gioire insieme davanti a te (By Thy infinite mercies, vouchsafe to bring us, with those that are dead in Thee, to rejoice together before Thee). Queste formule sono state utilizzate da generazioni di metodisti, anche per la preghiera del mattino e della sera.

Niente di strano se leggiamo le parole di Lutero nella Confessione di Fede del 1528: Per quanto concerne i defunti, dal momento che le Scritture non ci offrono informazioni al riguardo, considero che non sia sbagliato pregare con libera devozione con queste o simili parole: Mio Dio, se quest'anima è in grado di accedere alla tua misericordia, mostragli la tua grazia. E quando questa preghiera è recitata una o due volte è sufficiente. Melantone, successore di Lutero, scriveva nella sua Apologia della Confessione di Asburgo (XXIV, 94): Riguardo agli oppositori che citano i Padri a proposito delle offerte (di preghiera) per i defunti, sappiamo che gli antichi pregavano per i defunti, per cui non lo proibiamo.

sabato 2 gennaio 2016

Messaggio di Natale del Consiglio Mondiale delle Chiese

In questo tempo dell'anno cristiano ricordiamo il grande amore di Dio per il mondo nel dono di Gesù Cristo. E leggiamo un'altra volta della fuga della sua famiglia in cerca di un luogo più sicuro della propria casa. Ricordiamo anche l'ultimo insegnamento del Maestro, come riportato da Matteo 25:40: 'In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me'.

Il significato del Natale e dell'Epifania è incompleto se ci dimentichiamo dei rifugiati.

Consiglio Mondiale delle Chiese, messaggio del Segretario generale Re. Dr. Olav Fyske

Fonte: http://www.oikoumene.org/en/resources/documents/general-secretary/messages-and-letters/christmas-message-2015

martedì 29 dicembre 2015

Gli antichi legami fra i valdesi e l’Inghilterra

Dalla Claudiana una nuova edizione del libro di Prescott Stephens

Finalmente la Claudiana ha ristampato questo libro che molti attendevano da tempo e che nel suo genere è unico, essendo concepito e scritto in inglese per un pubblico di cultura storica media, il che lo rende prezioso strumento di propaganda e conoscenza sul mercato mondiale. Serio e rigoroso e insieme divulgativo e accessibile, dovrebbe essere comunque letto da tutti, compresi coloro che credono di conoscere tutto lo scibile sulle vicende del «popolo Chiesa» e che invece potrebbero ampliare il loro orizzonte grazie al cambiamento di ottica imposto dal diverso punto di osservazione. È indubbio che senza l’intervento inglese nel corso dei secoli, Valli e Chiesa valdese non avrebbero certo i connotati odierni. Come sinteticamente illustrato nel retro del calendario Claudiana 2015 ci sono costanti nessi e legami anche prima della Riforma (vedi i Lollardi) ma tre sono le pietre miliari da cui non si può prescindere: l’intervento di Cromwell contro il genocidio delle Pasque Piemontesi (1655); l’aiuto e finanziamento del Glorioso Rimpatrio (1689) da parte di Guglielmo di Orange divenuto re d’Inghilterra con la Gloriosa Rivoluzione (1688), a cui seguì la fondazione nel 1698 della potente Spck (Society for Promoting Christian Knowledge) e, all’interno dell’attivismo del Risveglio ottocentesco, la determinante attività di Gilly e Beckwith tramite la Waldensian Church Mission (Wcm, 1825). Una cosa però è ricevere l’aiuto di uno stravagante Paese che da piccola nazione ai margini anche geografici dell’Europa si trasformò in potenza imperiale globale, altro è analizzare i fatti storico-politico-religiosi sotto questo punto di vista, specialmente dato il costante livello di ammirazione e simpatia per questo gruppo di montanari eretici mantenuto nel corso dei secoli a tutti i livelli, non solo da parte delle élite.

Wilberforce, l’inarrestabile attivista (conservatore) per l’abolizione della schiavitù, si battè anche per i valdesi e il giovane Gladstone durante il Gran Tour d’Italia, parte dell’istruzione dei rampolli altolocati del periodo, prima di visitare Venezia Firenze Roma... soggiornò nelle Valli; Beckwith come si sa, nell’anticamera del suo generale, il duca di Wellington, iniziò a leggere il best seller del canonico Gilly e ne fu folgorato. Molti altri però con nomi meno illustri hanno seguito quelle orme e hanno contribuito al sorgere e al finanziamento di opere in tutta Italia. In questo contesto si colloca la famiglia Stephens.

Prescot Stephens (1918-2012) è figlio del capitano della Royal Navy Richard, i cui legami familiari con la Wcm risalgono a metà ’800, e che portò i primi gruppi di inglesi a visitare la Valli, in certi tratti con l’aiuto dei muli e che girò anche il resto d’Italia aiutando ed evangelizzando. Esperienze su cui scrisse pure ampiamente. Prescot, che per la prima volta visitò con il padre le Valli a otto anni, ebbe contatti con vari gruppi valdesi durante la II Guerra mondiale nel periodo in cui era stanziato in Italia e nel dopoguerra divenne attivo nella Wcm, dove ha ricoperto quasi tutti i ruoli incluso quello di presidente, avendo umilmente declinato quello di Patron. Il figlio Mark ne è attualmente il tesoriere e la figlia Joy, missionaria, volata in giornata da Ginevra, ha con commozione assistito alla presentazione a Cambridge di questo prezioso volume, tenutasi a opera di Simone Maghenzani e Richard Newbury.

Rowan Williams ha commentato quanto sia importante e doveroso il ricordarsi di questi antichi legami; Diarmaid MacCulloch, illustre professore di Oxford, ha dichiarato che i protestanti britannici possono davvero andare orgogliosi dell’aiuto che hanno dato per la sopravvivenza di questa antica Chiesa e Euan Cameron (professore a Oxford e all’Union Theological Seminary, New York) nella sentita nuova prefazione ne raccomanda caldamente la lettura. La prima prefazione è quella altrettanto calorosa di Giorgio Bouchard.

* P. Stephens, The Waldensian Story: a study in Faith, Intolerance, Survival. Torino, Claudiana, 1998-2015, pp. XXI-375, euro 29,00.

- Erica Scroppo, Riforma, 29 dicembre 2015