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Le comunità italiane nella chiesa anglicana di Londra e New York tra Otto e Novecento

Segnaliamo qui di seguito una importante ricerca del Prof. Stefano Villani, dell'università del Maryland (già Associato dell'università di Pisa), sulla storia delle comunità italiane nella Church of England e nella Chiesa Episcopale.

Stefano Villani, “Le tre vite di Costantino Stauder (1841-1913), la chiesa episcopale italiana di New York e la comunità italiana di Londra tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento” in Altreitalie, 49 (luglio-dicembre 2014, pp. 48-79)

Tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento sia la Chiesa d’Inghilterra a Londra che quella Episcopale a New York si posero il problema di dare un’educazione religiosa al folto contingente di immigrati italiani delle due città e che, spesso, con l’emigrazione abbandonavano qualunque pratica religiosa. Questi tentativi si intrecciarono con le speranze, coltivate in quello stesso torno di tempo da alcuni settori di entrambe le Chiese, di proporre all’Italia il modello episcopale di stampo anglicano per una riforma religiosa del paese. In entrambi gli ambiti, sia quello missionario per gli immigrati, che quello propagandistico rivolto all’Italia, i risultati furono assai modesti. Una figura chiave nella storia di questi tentativi della Comunione anglicana è rappresentata da Costantino Stauder (1841-1913) che fu, con ogni probabilità, il primo ministro episcopale di nazionalità italiana e che, a New York, dette vita alla prima missione italiana episcopale, per essere poi brevemente coinvolto nell’attività anglicana nel quartiere italiano di Londra. Il suo eccentrico e contraddittorio percorso biografico lo vedrà missionario cattolico negli Stati Uniti, ministro episcopale a New York e infine bizzarro intellettuale a Londra. Le tre fasi delle sua vita consentono di ricostruire un aspetto inesplorato della storia dell’emigrazione italiana negli Stati Uniti e in Inghilterra. Acquista articolo

Altri saggi relativi alla storia della traduzione italiana del Book of Common Prayer sono scaricabili gratuitamente a questo link


Stefano Villani, già professore associato di Storia Moderna all’Università di Pisa, insegna attualmente Early Modern European History all’Università del Maryland, College Park. Si è a lungo occupato dei rapporti anglo-italiani nel '600 e attualmente sta ultimando una ricerca sulle traduzioni in italiano del Book of Common Prayer.  Intorno a questo tema e alle figure coinvolte nella traduzione o nella diffusione del testo in Italia ha dedicato alcuni  saggi, tra cui si possono menzionare: George Frederick Nott (1768-1841). Un ecclesiastico anglicano tra teologia, letteratura, arte, archeologia, bibliofilia e collezionismo, Roma, Accademia Nazionale dei Lincei, 2012; Un’identità mascherata nell’Inghilterra del Seicento: la vicenda dell’ebraista Alessandro Amidei, in “Quaderni Storici”, vol. XLIII (2008), pp. 455-470;  La prima edizione in italiano del Book of Common Prayer (1685) tra propaganda protestante e memoria sarpiana, in “Rivista di storia e letteratura religiosa”, vol. XLIV (2008) , pp. 24-45; Le tre vite di Costantino Stauder (1841-1913), la chiesa episcopale italiana di New York e la comunità italiana di Londra tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento in “Altreitalie”, 49 (luglio-dicembre 2014), pp. 48-79; Dal Galles alle Valli: Thomas Sims (1785-1864) e la riscoperta britannica dei valdesi, in “Bollettino della Società di Studi Valdesi”, 215, 2014, pp. 103-171.
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