«caddero nella buona terra; portarono frutto, che venne su e crebbe, e giunsero a dare il trenta, il sessanta e il cento per uno» Mc 4,1-8

«Fate tutto il bene che potete con tutti i mezzi che potete, in tutti i modi che potete, in tutti i luoghi che potete, tutte le volte che potete, a tutti quelli che potete, sempre, finché potrete» - John Wesley


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Rivestitevi del Signore Gesù


COMMENTO ALLA LITURGIA DELLA PRIMA DOMENICA DI AVVENTO


Colletta

Dio Onnipotente, donaci la grazia di allontanare da noi le opere delle tenebre e rivestirci dell’armatura della luce, ora nel tempo di questa vita mortale, in cui il tuo figlio Gesù Cristo è venuto a visitarci in grande umiltà; affinché nell’ultimo giorno, quando ritornerà nella sua gloriosa maestà, per giudicare i vivi e i morti, possiamo risorgere alla vita immortale, per lui che vive e regna, con te e con lo Spirito santo, nei secoli dei secoli. Amen

Letture:

Rm 13,8-14; Mt 21,1-11


L'amore è un debito che abbiamo verso il prossimo perché tutti gli uomini sono creature di Dio, decadute, ma suscettibili di essere salvate.
È ora di svegliarvi dal sonno, esorta l'Apostolo. Il tempo di Avvento è il momento liturgico che ci richiama a un profondo risveglio spirituale. Perché l'attesa del Salvatore, e l'incarnazione del Verbo rappresentano uno spartiacque fondamentale nella storia dell'umanità: Cristo è il sole che sorge, nelle tenebre che avvolgono il mondo e la nostra storia individuale.
Questo nostro risveglio deve essere caratterizzato anche da un radicale cambio d'abiti: svestiti delle opere delle tenebre, dobbiamo indossare le armi della luce, il che significa che siamo chiamati a ingaggiare una battaglia, contro tutto ciò che è contrario al comandamento dell'amore, che come ricorda Paolo, sulla scorta della predicazione di Gesù, riassume tutto il Decalogo. Chi ama, non attenta nè all'onore, nè alla vita, nè alla reputazione, nè alla proprietà altrui, nè si mostra invidioso di quel che Dio ha dato al suo simile.
"Camminiamo onestamente come di giorno": il giorno diviene qui simbolo delle opere buone, ispirate e guidate dallo Spirito, nella fede; mentre la notte è simbolo del nascondimento, in cui si opera il male.
Il modello da seguire è la condotta di Cristo, come esemplificata dal Vangelo: "rivestitevi del Signore Gesù". Ancora una volta torna il tema dell'indossare un abito nuovo.
Ma a fugare le tenebre del peccato in maniera definitiva sarà la luce stessa di Cristo, che egli ci dona in misura della nostra Fede.
La prosepttiva del credente non è ignota e non sono nemmeno i terrori del Giudizio, bensì la scomparsa definitiva della sofferenza, della morte, della disperazione.
Non aspettiamoci però una venuta di Cristo nelle nostre vite espressa in maniera spettacolare: egli nasce in un umile luogo e presenta la propria regalità a dorso di un mulo. Tanta è la sua umiltà. Ma questo ci dimostra anche che la luce della Grazia si irradia e agisce lì dove siamo e con gli strumenti che abbiamo, nella nostra quotidianità.
Gli eventi della Passione dimostrano che pochi seppero comprendere a fondo questa verità. Tanti accolgono festosi l'ingresso di Gesù a Gerusalemme, proclamandolo Salvatore e Messia di Israele. Ma egli resterà quasi completamente solo nel momento del suo sacrificio più alto.
Vi è un intimo legame fra l'Avvento e il Natale da un lato e la Passione e la Resurrezione dall'altro. L'Avvento e la Passione prefegurano l'alba di un giorno nuovo, che inizia con l'Incarnazione del Verbo e si compie in pienezza nella gloriosa Resurrezione.
Che il Signore ci aiuti a prepararci alla sua venuta, affinché nell'ultimo giorno possiamo risorgere alla vita immortale. Amen.

Rev. Luca Vona


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