«caddero nella buona terra; portarono frutto, che venne su e crebbe, e giunsero a dare il trenta, il sessanta e il cento per uno» Mc 4,1-8

«Fate tutto il bene che potete con tutti i mezzi che potete, in tutti i modi che potete, in tutti i luoghi che potete, tutte le volte che potete, a tutti quelli che potete, sempre, finché potrete» - John Wesley


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Susciterò a Davide un Germoglio


COMMENTO ALLA LITURGIA DELLA DOMENICA PRECEDENTE L’AVVENTO

Colletta

Suscita, ti supplichiamo Signore, la volontà dei tuoi fedeli, affinché essi portando avanti in pienezza i frutti delle opere buone, possano essere da te ricompensati in pienezza. Per Cristo nostro Signore. Amen

Letture:

Gr 23,5-8; Mt 9,18-26


"I giorni vengono" (Gr 23,5), non "i giorni verranno": si tratta di una realtà già in atto nel tempo in cui Geremia profetizza, e di una realtà che si compie, ma in un certo senso è ancora in divenire oggi. Con l'Avvento di Cristo, e con la sua morte e resurrezione, la salvessa giunge a compimento, estendendosi oltre i confini di Israele, ma i frutti di questo "Germoglio giusto", si dispiegheranno nella storia fino al suo ritorno glorioso.
Se ai tempi del profeta Geremia la salvezza indicava la liberazione di Israele dall'Egitto e la costruzione del Tempio di Salomone, nella prospettiva neotestamentaria questo eventoo della storia di Israele diviene prefigurazione della liberazione dal peccato e dalle sue conseguenze, aperta ora a tutti i popoli. Il tempio che Cristo viene a costruire è egli stesso: "Distruggete questo tempio, e in tre giorni lo farò risorgere!" (Gv 2,19) e  "l'ora viene che né su questo monte, né a Gerusalemme adorerete il Padre".
Il tempio che Gesù viene a costruire è la sua Chiesa, non come istituzione,  ma come Corpo mistico in cui lo Spirito vivifica ogni membra e restaura in noi l'uomo in comunione con Dio.
Ecco perchè questo re, discendenza di Davide, sarà chiamato "L'ETERNO NOSTRA GIUSTIZIA". Il tempio che ricostruisce è l'uomo, giustificandolo dal peccato e rendendolo capace di ricevere lo Spirito santificante.
L'unica condizione richiesta per accedere a questo è la fede. E il Vangelo ci offre grandi esempi di fede. Quello del capo della Sinagoga è davvero tra i più forti, perché quest'uomo crede l'incredibile: che Gesù possa esercitare la propria potenza anche sulla morte, risuscitando la figlia appena defunta: "vieni, metti la mano su di lei, ed ella vivrà" (Mt 9,18).
Mentre Gesù si reca a casa del capo della Sinagoga il Vangelo inserisce un racconto nel racconto, una specie di "cameo" che offre un'altro esempio di fede. Una donna, è affetta da dodici anni da una emorragia e pensa di potere ritrovaare la propria salute mediante Gesù. Non osa chiedergli nulla, ma tocca il uo mantello, simbolo di protezione e le cui frange rappresentavano anche i comandamenti della legge. Cristo è il Salvatore e il Santo nel quale la legge e portata a compimento e perfezione. La donna esprime con il proprio gesto una piena fiducia in questo. Ma non è l'atto di toccare il mantello in sé che la guarisce, ma la sua fede, come attestato dalle parole di Gesù: "Fatti animo, figliola; la tua fede ti ha salvata" (Mt 9,22).
Gesù giunge dunque a casa del capo della Sinagoga e qui trova, come era tradizione al tempo, diverse persone che intonano lamenti, accompagnati da strumenti musicali. Forse anche infastidito da una maniera scomposta e di solito a pagamento di celebrare il cordoglio del defunto, ordina a tutti di ritirarsi, dicendo che la fanciulla non è morta ma dorme. In tal modo si attira le derisioni dei presenti, che non comprendono che dal punto di vista di Dio, anche ciò che ci spaventa al di sopra di ogni altra cosa, la morte, appunto, è visto in modo diverso, non è che un sonno transitorio, una realtà a lui soggetta. Ed è così che Gesù "prese la fancillua per la mano ed ella si alzò" (Mt 9,26). La parola ebraica qui usata e tradotta con il verbo "alzarsi" è la stessa impiegata per indicare la resurrezione di Cristo. Che egli ci prenda per mano, soccorrendo la nostra impotenza, anche laddove la fede vacilla, e realizzando ciò che ci sembra impossibile e condicendoci nella terra promessa fin dai tempi antichi. Amen.

Rev. Luca Vona



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