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Il Rev. Dr. Luca Vona
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mercoledì 7 gennaio 2026

Raimondo di Penyafort. Cent'anni al servizio del vangelo

Raimondo di Penyafort (Santa Margarida i els Monjos, 1175 – Barcellona, 6 gennaio 1275) fu il terzo Maestro generale dei Domenicani, dopo Domenico di Guzman e Giordano di Sassonia. Le cariche, quando le accettava, gli pesavano sempre: sembravano interruzioni forzate di quella vita di preghiera e studio alla quale tornava invariabilmente.

Figlio di signori catalani, studiò a Barcellona e a Bologna, dove insegnò diritto e conobbe figure destinate a segnare la storia: Sinibaldo Fieschi, futuro papa Innocenzo IV, e Pier delle Vigne, consigliere di Federico II. Tornato a Barcellona come canonico della cattedrale, nel 1222 entrò nell'Ordine dei Predicatori, appena fondato da san Domenico.

Nel 1223 aiutò Pietro Nolasco a fondare l'Ordine dei Mercedari per il riscatto degli schiavi. Chiamato a Roma, Gregorio IX gli affidò un'impresa titanica: riordinare le decretali pontificie, secoli di atti dogmatici e disciplinari accumulati senza sistema. Raimondo vi riuscì magistralmente, creando nel 1234 una raccolta di straordinaria utilità. Come ricompensa, il Papa gli offrì l'arcivescovado di Tarragona, ma lui rifiutò: era frate e frate voleva restare.

Nel 1238 i confratelli lo elessero Maestro generale. Accettò controvoglia, dedicandosi a viaggi estenuanti attraverso l'Europa, sempre a piedi, finché le forze non lo abbandonarono e dovette dimettersi.

Settantenne, tornò alla sua vera vocazione. Convinto che un ordine missionario dovesse dotarsi di strumenti culturali adeguati, si dedicò alla formazione dei predicatori e alla preparazione di testi per il dialogo con le altre fedi. Spinse Tommaso d'Aquino a scrivere la Summa contra Gentiles e fondò scuole di ebraico e arabo per favorire l'incontro con ebrei e musulmani.

Morì centenario a Barcellona. Fu canonizzato nel 1601 da Clemente VIII.

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Ritratto di Raimondo de Penyafort, ex convento di San Niccolò, Sala del Capitolo, Treviso, 1352