Il Rev. Dr. Luca Vona, Eremita
VIVERE NEL DESERTO NON SIGNIFICA DISERTARE

lunedì 28 ottobre 2019

La moderna celebrazione di Halloween, figlia della Riforma e della secolarizzazione

Halloween significa semplicemente in lingua celtica "Vigilia di Tutti i Santi": All Hallow Eve. Deriva da una festa sacra celtica (Samain o Samhain, Samuin), che celebrava la fine dell'estate. 

Non vi è alcuna prova che durante di essa si svolgessero riti pagani, sebbene si sviluppò la convinzione, nel folklore inglese, scozzese e irlandese, che in questa notte gli incontri soprannaturali sarebbero stati più probabili: come una sorta di varco tra il mondo terreno e quello soprannaturale e preternaturale: defunti, demoni, angeli; ma anche gli abitanti del "modo di mezzo o "Fairyland": fate, elfi, ecc.). 

Nell'840, sotto papa Gregorio IV, la Chiesa cattolica istituì ufficialmente la festa di Ognissanti per il 1º novembre: probabilmente questa scelta era intesa a creare una continuità col passato, sovrapponendo la nuova festività cristiana a quella più antica. A conferma, Frazer osserva che, in precedenza, Ognissanti era già festeggiato in Inghilterra il 1º novembre. Questa tesi ha avuto amplissima diffusione.

Tuttavia lo storico Hutton l'ha messa in discussione, osservando come Ognissanti venisse celebrato da vari secoli prima di divenire festa di precetto, in date discordanti nei vari Paesi: la più diffusa era il 13 maggio, in Irlanda (paese di cultura celtica) era il 20 aprile, mentre il 1º novembre era una data diffusa in Inghilterra e Germania (paesi di cultura germanica).

Secondo l'Oxford Dictionary of English folklore: «Certamente Samhain era un tempo per raduni festivi e nei testi medievali irlandesi e in quelli più tardi del folclore irlandese, gallese e scozzese gli incontri soprannaturali avvengono in questo giorno, anche se non c'è evidenza che fosse connesso con la morte in epoca precristiana, o che si tenessero cerimonie religiose pagane». L'associazione centrale col tema della morte sembra affermarsi in un periodo successivo, e appare evidente nella più recente evoluzione anglosassone della festa con le sue maschere macabre.

Dopo che il protestantesimo ebbe interrotto la tradizione di Ognissanti, in ambito anglosassone si continuò a celebrare Halloween come festa laica. Viene dunque abbandonata l'idea del particolare legame che si verrebbe a creare tra i vivi e i defunti in questo giorno, o meglio in questa vigilia del giorno di tutti i Santi, il quale a sua volta, nel calendario cattolico precede la festività di tutti i fedeli defunti. Anche dalla cultura popolare di numerose regioni europee e italiane è attestata questa antica credenza. Di qui, ad esempio, l'abitudine di lasciare del pane e/o dell'acqua in casa durante la notte, per i defunti. 

Non è facile comprendere se tale realtà folklorica sia preesistita alla sovrapposizione della festività cristiana o abbia fatto seguito ad essa, proprio con la calendarizzazione della festività di Ognissanti È, dunque il protestantesimo, che ha portato alla laicizzazione della festa, la quale ha favorito, in epoca moderna e post moderna, una sua totale secolarizzazione e commercializzazione

La festività, ad ogni modo, non ha alcun carattere "demoniaco" o di "culto del male e del "macabro", finché rimane negli ambito del paganesimo, del folklore postcristiano o nell'ortodossia liturgica cattolica. Il, problema, è bene ripeterlo, è sorto nel momento in cui i protestanti hanno gettato alle ortiche non solo la dottrina romana del Purgatorio (e ci poteva stare, così come era intesa in senso legalistico - d'altra parte la rigettano anche gli ortodossi, che pure pregano per i defunti), ma la stessa comunione dei santi, intesa in maniera non puramente "orizzontale", ovvero tra i cristiani della chiesa militante, ma anche come comunione ultraterrena, ovvero una carità e un legame tra le anime dei vivi e quelle dei defunti, capace di superare le barriere della morte. Naturalmente in un contesto simile la festa si è ritrovata svuotata di significato, ma era talmente radicata tra i popoli anglosassoni che non la si riuscì a eliminare (nonostante la militanza negli ultimi anni di correnti evangelicali e cattolico conservatrici che si oppongono alla festa). 

Svuotata del proprio significato spirituale e teologico è naturale che Halloween sia diventato un mero evento commerciale; ed è proprio questo, ritengo, il suo lato più nefasto, non tanto i suoi presunti aspetti "occultistici". Infatti, nel mondo secolarizzato e sempre più scristianizzato, anche la altre più importanti feste del calendario liturgico, come il Natale e la Pasqua, sono stati svuotati di senso e trasformati in prodotti commerciali. La stessa festività dell'Assunzione, proclamata e celebrata dai cattolici, in un paese a maggioranza cattolica come il nostro (almeno nominalmente), è da decenni diventata la festa del "Ferragosto". 

Allora, concludendo, di quali demoni parliamo? Dei bambini in costume che fanno "dolcetto o scherzetto?" o del fatto che l'Occidente post-cristiano ha perso: 1) il senso del Sacro; 2) il senso di solidarietà e vicinanza tra i vivi e i defunti (in gran parte a causa degli eccessi dottrinali di certo protestantesimo); 3) ha trasformato in un mercimonio (questo sì diabolico) le feste religiose. 

Perché, francamente, non trovo meno satanico il Natale, così come lo si vede celebrato oggi dalla maggior parte dei "cristiani" (cattolici e protestanti) in Occidente di quanto lo possa essere Halloween. Stesso principio per la Pasqua e la "Pasquetta" (termine orribile con cui si designa il  meraviglioso mistero del "Lunedi dell'Angelo" ovvero il giorno in cui l'angelo alla tomba annunciò "Cristo è risorto") e, se vogliamo, per la domenica diventata mera celebrazione delle pappardelle e del campionato calcistico. 

Per questo sono a favore di Halloween: 1) è una festa di origine celtica; e io adoro la cultura celtica pre- e post-cristiana), ma questo è soggettivo; 2) è una festa che richiama, a una concezione non materialistica dell'esistenza, affermando una realtà che va oltre i nostri sensi; 3) recupera, almeno nel suo intento originario, il senso di solidarietà tra vivi e defunti. 

Allora, Halloween andrebbe ri-cristianizzata, e la stessa urgenza penso interessi anche le altre grandi festività religiose

Inutile poi opporsi ad Halloween in quanto cristianizzazione di una festa pagana, perché lo stesso processo ha interessato il Natale (che era la festa romana del Sol Invictus - e che comunque non compare come festa cristiana fino almeno al IV secolo), e ancora lo stesso vale per la celebrazione annuale della Pasqua cristiana, che inizialmente non esisteva, ma vi era solo una celebrazione domenicale della Pasqua. Cosa dire poi della assimilazione da parte di alcuni testi neotestamentari della filosofia ed etica greco-romana? E degli influssi romani sulla liturgia e l'ecclesiologia primitiva nella chiesa latina? La Riforma ha cercato di liberare il cristianesimo dai sui elementi "spuri", ma al di là della realizzabilità o meno di un simile progetto, è da essa che è nato Halloween come oggi lo intendiamo: una festa che non sa più cosa festeggia.

Per approfondire: https://gloria.tv/post/s1qDHcRmfQJN1WEypUQdFNXKJ


                      Rev. Dr. Luca Vona, Eremita