Il Rev. Dr. Luca Vona, Eremita
VIVERE NEL DESERTO NON SIGNIFICA DISERTARE

Predestinazione?

La cosa esilarante di coloro che predicano la dottrina antievangelica della doppia predestinazione (sganciata dal principio della prescienza di Dio, che lascia libero l'uomo di resistere alla grazia e perseverare in essa, ma può destinarlo anticipatamente, nella immutabilità della sua volontà eterna, al Regno futuro o all'Inferno) è che lo fanno esortando ad accettare con umiltà e senza dubitare la Sovranità di Dio e la sua assoluta libertà (che nella loro ottica significherebbe per Dio andare contro la propria stessa natura ed essenza - vedi 1Gv 4,8; Ez 18,23; Ez 33,11; Sal 62,12; Lc 19,10; solo per citare alcuni passi biblici). 

Loro però non hanno mai alcun dubbio di essere stati predestinati (in maniera del tutto arbitraria) alla salvezza mediante una espiazione da parte di Cristo sulla croce che considerano limitata, e vanno predicando con orgoglio l'appartenenza al "popolo degli eletti". Riducono Dio a un burattinaio, che quando si annoia getta qualche marionetta a casaccio nel fuoco. Insomma una figura triste e "disturbata". Siamo ben lontani dall'elezione di Israele come popolo sacerdotale tra le genti, salvate comunque dalla legge noachica, anziché da quella mosaica, entrambe preparazione e prefigurazione della Salvezza in Cristo. Siamo ben lontani dal Dio considerato come Logos (intelletto) e Amore dall'evangelista Giovanni. E siamo ben lontani dall'esortazione del Signore ad annunciare AD OGNI CREATURA (Mc 16,15) la buona novella della salvezza per grazia. Siamo anche ben lontani dalla salvezza PER SOLA FIDE del protestantesimo. Qui infatti non serve neanche più che l'uomo perseveri nella fede, donatagli dalla grazia preveniente, per accogliere la grazia (SOLA GRATIA) annunciata dalla Scrittura (SOLA SCRIPTURA), rendendo lode a Dio (SOLI DEO GLORIA) per la salvezza a noi guadagnata da Cristo (SOLUS CHRISTUS). 

Nella loro visione teologica l'uomo diventa un contenitore dove Dio infila la salvezza o la dannazione a forza, un automa, un pupazzo (non l'essere creato a immagine e somiglianza di Dio). E l'Altissimo diventa una sorta di bambino capriccioso. Questi predicatori di sventura (anziché della "buona novella"), che poi spesso sono tra i più tolleranti, o addirittura ferventi propagandisti, di certi "diritti" che non hanno nulla di evangelico, appaiono privi dei più basici strumenti teologici per distinguere e armonizzare onnipotenza, onniscienza, prescienza, predestinazione, libertà e arbitrarietà nel discorso intorno a Dio e alle Scritture. E con una esegesi biblica che non ha nulla a che vedere con l'annuncio della salvezza, deturpano la parte più essenziale del messaggio predicato da Cristo. 

Vi è qualcosa di diabolico in questa dottrina, perché conduce alcune persone al peccato di orgoglio e di presunzione di appartenere al popolo degli eletti, porta altri a considerarsi dannati fin dall'eternità per una decisione irragionevole da parte di Dio, e altri ancora a non considerarsi responsabili dei propri peccati, vuoi perché eletti alla salvezza fin dall'eternità ,vuoi perché destinati o abbandonati dal Dio nel peccato.

PS. Finora nessuno di questi personaggi mi ha voluto rispondere su dove attinga la certezza di trovarsi tra gli eletti e non tra i predestinati al fuoco eterno.

                  Rev. Dr. Luca Vona



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