Cambio di Programma a Seguito di Gravi Accadimenti


Cari Amici,
a quanto pare la nostra piccola missione, avviata pochi mesi or sono, suscita molta più attenzione di quanto avremmo potuto immaginare. Ho infatti appreso questa sera, da una telefonata ricevuta da parte del Superiore della Comunità di Sant'Ignazio, che qualche ignoto - ma a quanto pare sufficientemente "influente" - anglicano appartenente a qualcuna delle Chiese romane afferenti alla Anglican Communion, ha mosso delle rimostranze relativamente al nostro programma di riunirci per pregare per i fedeli Defunti, come ospiti dell'Oratorio cattolico del Caravita. I Padri Gesuiti, dai quali è gestito la chiesa del Caravita, hanno preferito, per evitare problemi nelle relazioni ecumeniche tra il Vicariato di Roma e la Comunione Anglicana, revocare il permesso che precedentemente il loro Superiore ci aveva affettuosamente concesso. Per chi non fosse molto "addentro" le questioni anglicane ricordiamo che la nostra Missione e la Provincia Anglicana cui afferisce, non ha - e non desidera avere - alcun rapporto - e di conseguenza non è soggetta ad alcun legame disciplinare - con la Anglican Communion. Come chiaramente specificato sul nostro sito www.societasanglicana.it e sul sito del Cesnur (http://www.cesnur.com/la-comunione-anglicana/) la nostra Chiesa appartiene al Movimento anglicano di continuazione (Continuing Anglican), anche detto Anglicanesimo Tradizionalista, che riunisce migliaia di comunità in tutto il mondo, pienamente anglicane per tradizione, usi liturgici e teologia, le quali a partire dal 1977 si sono distaccate dalla Anglican Communion a seguito di importanti innovazioni  a livello liturgico, teologico e pastorale, da noi considerate vere e proprie "deviazioni" (se ci concedete il termine) rispetto all'Evangelo e all'Ortodossia. Ciò che rende quanto accaduto ancor più paradossale è che la nostra Chiesa è indiscutibilmente molto più vicina per dogmatica, liturgia e pastorale alla Chiesa Cattolica Romana di quanto lo sia la attuale Anglican Communion. 
Detto ciò, fin dalla nascita della nostra piccola Missione, abbiamo comunicato ai rettori delle due storiche chiese anglicane in Roma, afferenti alla Anglican Communion, la nostra disponibilità a intrattenere rapporti cordiali e fraterni, pur nel rispetto delle reciproche diversità. Mai ci saremmo sognati e mai ci sogneremmo, di creare polemiche circa i loro rapporti con la Chiesa Cattolica Romana e sulle iniziative da esse intraprese in collaborazione con essa. Apprendiamo dunque con estremo rammarico e un certo sconcerto questo intervento "a gamba tesa" (per usare un espressione calcistica) in merito a quanto era stato da noi concordato e programmato con il Superiore dei Gesuiti di Sant'Ignazio. Suscita tristezza constatare che per alcuni cristiani, con i quali condividiamo non solo il Credo Apostolico, quello Niceno Costantinopolitano e quello Atanasiano, ma anche molti aspetti della dogmatica cristiana del primo millennio, suscita tristezza, ripeto, constatare che a tali fratelli abbia creato turbamento la possibilità che ci era stata concessa di celebrare una Santa Messa con rito anglicano, secondo il Prayer Book del 1549. Verrebbe da dubitare sulla sincerità e utilità delle cosiddette relazioni ecumeniche tra le chiese, anche in un contesto locale (per quanto "universale" per sua natura) come la città di Roma. Questo increscioso accadimento, infatti, dimostra il prevalere di un atteggiamento "competitivo" e polemico (che certo non ci appartiene), nonché, in definitiva, degli interessi "politici" da parte del Vicariato, di mantenere buoni rapporti con gli interlocutori "più forti", sacrificando le relazioni fraterne tra chiese cristiane in nome della "diplomazia".
Poiché già in passato taluno ha contestato l'"anglicanità" della nostra chiesa e, in tal modo, di migliaia di comunità appartenenti al movimento anglicano tradizionalista, rimandiamo nuovamente alla scheda redatta per il sito del Cesnur, che riporta in ogni caso le stesse informazioni presenti sul nostro sito e riscontrabili, per chi legge l'inglese, su Wikipedia, alla voce "Continuing Anglican" (https://en.wikipedia.org/wiki/Continuing_Anglican_movement).
Certi che ogni cosa concorre per il bene di coloro che amano Dio, vogliamo accogliere questa piccola "prova" cui siamo stati soggetti, come una occasione per rafforzare la nostra Fede, memori del motto della nostra Missione Carlo I Stuart:

CRESCIT SUB PONDERE VIRTUS

"La virtù si accresce sotto l'oppressione"

E nel ribadire la nostra volontà di intrattenere relazioni cordiali e fraterne con le comunità di Roma "diversamente anglicane" affermiamo: Noi ci siamo, che vi piaccia o no. Noi ci siamo e non ce ne andremo. Noi protestiamo il nostro essere pienamente cristiani e fedeli alla tradizione anglicana. Noi protestiamo la nostra piena ortodossia nella fede e nella liturgia, l'apostolicità dei nostri insegnamenti, l'evangelicità della nostra testimonianza nel mondo.

Detto questo,

vi informiamo che la Celebrazione della Messa per i fedeli Defunti, secondo il rito del Book of Common Prayer del 1549, si terrà ugualmente, il 2 novembre, presso la Chiesa Evangelica "Breccia di Roma" in via di Santa Eufemia 9 (zona Piazza Venezia), dove di consueto celebriamo la nostra liturgia. L'orario è spostato alle 18 30, il che rende anche più agevole l'accesso in auto all'area, i cui varchi ZTL saranno disattivati a partire dall ore 18 00. Solitamente si trova parcheggio in piazza Santi Apostoli. Considerato l'orario, saremo lieti di offrire un piccolo rinfresco al termine della liturgia.

Dunque,

Giovedi 2 Novembre 2017

Ore 18 30

Chiesa Evangelica "Breccia di Roma"

via di Santa Eufemia 9 (zona Piazza Venezia)

Celebrazione della Santa Messa per i fedeli Defunti secondo il Libro della preghiera comune (Book of Common Prayer) del 1549

Servizio bilingue italiano / inglese

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- Missione Anglicana tradizionalista di lingua italiana 'Carlo I Stuart' - Una testimonianza evangelica in Roma