Esorcismo e possessione nell'esperienza pastorale di John Wesley

Nel suo sermone A Caution Against Bigotry John Wesley, fondatore del Metodismo, richiama le fondamenta bibliche e teologiche della pratica dell'esorcismo. In una delle sue lettere Wesley afferma: "Le testimonianze [relative al fondamento biblico degli esorcismi] sono innumerevoli e chiare". (Wesley, “Letter to Middleton”, 1759 in WRJW 10:41).
Lo studioso wesleyano Daniel Jennings riporta sedici casi di azione straordinaria del demonio testimoniati da Wesley nei suoi scritti. (Daniel R. Jennings, The Supernatural Occurrences of John Wesley (Oklahoma City: Sean Multimedia, 2005, 8-37).
Durante una delle sue prime esperienze con il demoniaco, accadute nell'inverno del 1739 a Bristol Wesley è impaurito e non se la sente di confrontarsi con la persona posseduta, così prega a distanza, ottenendone la liberazione. Ma due anni dopo, Wesley è chiamato a Kingswood ad assistere una persona affetta da una strana malattia, con segni di possessione demoniaca e si mostrerà più coraggioso, al punto di comandare al demone, nel nome di Gesù, di rivelargli se sta tormentando altre persone, ottenendo il nome di due che vivevano a poca distanza.
I segni della possessione riferiti da Wesley sono quelli tramandati da secoli dalla chiesa: grida blasfeme, alterazioni della voce (spesso riferisce di veri e propri "ruggiti"), una forza sovrumana capace di spezzare ceppi e catene, capacità di conoscere cose nascoste. Vengono riferiti anche bruschi abbassamenti della temperatura, localizzati in specifici punti dell'ambiente domestico.
Non mancano, nei diari di Wesley, i resoconti di altri fenomeni soprannaturali, occorsi ad alcuni credenti da lui assistiti, come l'apparizione delle anime dei defunti o l'apparizione di una sorta di "doppio" di alcune persone che sarebbero morte di lì a poco. (WJW3:14)
Ma nel caso della possessione demoniaca Wesley riferisce esperienze cui ha assistito in prima persona, esercitando il proprio ministero pastorale.
In An Answer to A Report, datato 12 Settembre 1782, Wesley afferma di essere pienamente convinto dell'autenticità dei numerosi fenomeni di ossessione e possessione cui ha assistito. (WRJW 11:503).
Gli strumenti di liberazione dal demonio riportati nei suoi numerosi resoconti sono l'invocazione del nome di Gesù, la preghiera, anche con l'aiuto di altri ministri, prolungata per diverse ore vicino alla persona tormentata, il canto di inni.

Due interessanti studi sull'argomento sono quello già menzionato di Jennings e l'articolo di Dojcin Zivandovic Wesley and Charisma: An Analysis of John Wesley's View of Spiritual Gifts. Entrambi affrontano anche altri aspetti del soprannaturale nell'opera di Wesley, come la presenza di fenomeni mistici e l'esercizio del ministero carismatico.


Link

Daniel R. Jennings, The Supernatural Occurences of John Wesley 

Dojcin Zivandovic, Wesley and Charisma: An Analysis of John Wesley's View of Spiritual Gifts 

Rowan Williams e la "Preghiera di Gesù"

Rowan Williams, già Arcivescovo di Canterbury e Primate della Comunione Anglicana è un fervente praticante e sostenitore della preghiera esicasta, detta anche "Preghiera di gesù" e appartenente alla tradizione delle Chiese Orientali. Riportiamo qui di seguito un brano tratto da una intervista apparsa sul periodico New Statesman, di cui trovate in nota il link.

Il rituale per me più significativo, a parte la routine del culto pubblico e dell'Ufficio del mattino e della sera, non appartiene alla tradizione anglicana.
I lettori di Franny and Zooey di Salinger (o del "Pellegrino russo", nota del traduttore) ricorderanno quella disciplina meditativa che appartiene alla tradizione greca e russa, la ripetizione della "Preghiera di Gesù": Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore (tratte da Lc 18 e Mt 16).
Praticamente chiunque scriva qualcosa sull'Ortodossia Orientale descrive questa preghiera e la disciplina fisica che può essere utilizzata per supportarla: essere consapevoli del proprio respiro, sedersi in un certo modo, focalizzare l'attenzione sul proprio petto, "facendo discendere la mente nel cuore".
L'interesse nell'unire le parole con le posture del corpo e il respiro è caratteristico anche delle pratiche di preghiera non-cristiane e durante gli ultimi decenni, la crescente esposizione alle dottrine buddhiste mi ha portato a conoscere pratiche non distanti dalla "Preghiera di Gesù", capaci di favorire quella presenza fisica e mentale che la preghiera richiede. La meditazione camminata, con un ritmo lento, coordinando ogni passo con il respiro, è una pratica che ho trovato estremamente importante per prepararmi a una lunga meditazione silenziosa.
Così il rituale ordinario con cui comincio la mia giornata è di svegliarmi presto per una breve passeggiata meditativa o, alcune volte, per poche prostrazioni lente, prima di fare 30-40 minuti di ginnastica ripetendo la "Preghiera di Gesù", lasciando qualche momento tra una ripetizione e l'altra per ascoltare il battito del cuore. La preghiera non ha nulla a che fare con le invocazioni magiche o l'autosuggestione, ma è semplicemente uno strumento per distaccare la mente dalle immagini e dai pensieri distraenti. Questo accade in maniera spontanea, mentre semplicemente ripeti le parole della preghiera (Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore) e porti gentilmente l'attenzione su di esse. Teologicamente potremmo definirlo un momento in cui sei consapevole del tuo corpo come di un luogo in cui la vita "avviene" e dove, prima ancora, Dio "avviene": una vita che vive dentro di te.
Così la giornata comincia con il ricordo fisico e mentale che la tua esistenza individuale è il respiro di una vita che non ti appartiene.Nei momenti di tensione e ansietà durante la giornata, inspirando ed espirando consapevolmente poche volte, meditare sulle parole di questa preghiera, ti consente di connetterti con una vita che non è la tua, immergendo e disperdendo in essa ogni ansia.
Il praticante maturo (non io) sperimenterà una costante chiarezza nella visione del proprio Sé e del mondo e, negli stadi più avanzati, la consapevolezza di una luce interiore e di una azione che accade oltre la propria volontà, una preghiera che prega da sola, come connessione tra un Dio interiore (che prega dentro di te, ndt) e al contempo trascendente.
La "Preghiera di Gesù" è semplicemente un modo di attualizzare (nel quotidiano) ciò che accade in una scala più ampia nella sacramentalità liturgica.
E' un peccato che molti cristiani occidentali oggi percepiscano questa pratica come estranea. Ma credo che nessuno di noi possa scoprire il significato profondo della religione senza esporsi a nuovi modi di essere nel proprio corpo.

- Tratto da New Statesman, 8 luglio 2014

Per ulteriori approfondimenti sulla "Preghiera di Gesù" (Esicasmo) consigliamo il sito, ricchissimo di risorse, http://digilander.libero.it/esicasmo/ESICASM/INDICE.htm

L'intervista integrale, in inglese, può essere letta al seguente link: http://www.newstatesman.com/culture/2014/07/after-god-how-fill-faith-shaped-hole-modern-life
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