Le Scritture nel culto pubblico e nella devozione privata

Nonostante John Wesley faccia una chiara distinzione tra preghiera e lettura della Bibbia, i suoi scritti attestano che considerava le due pratiche strettamente connesse. Egli suggerisce che il Metodista dovrebbe dedicare alla preghiera l'ora che precede e quella che segue la predica mattutina e che lo studio delle Scritture dovrebbe essere accompagnato dalla preghiera. Ciò è conforme sia alla spiritualità anglicana del Book of Common Prayer, sia con la pratica della Lectio divina, che risale al monachesimo medievale.

John Wesley distingue tra ascolto e lettura delle Scritture, intendendo con l'ascolto l'assimilazione della Parola durante il culto pubblico e con la lettura lo studio devozionale privato della Bibbia. Nelle Regole Generali, redatte con il fratello Charles, John Wesley utilizza anche il termine investigazione (searching) delle Scritture, per riferirsi allo studio privato, mentre collega l'ascolto pubblico delle letture bibliche al ministero della Parola (General Rules, Wesley 1873: VIII, 271). I Metodisti di epoca wesleyana potevano ascoltare le Scritture quotidianamente nelle chiese metodiste, che prevedevano una predica giornaliera, oppure nelle chiese anglicane, dove il service del Morning Prayer includeva la lettura della Bibbia secondo il lezionario del Book of Common Prayer. Wesley però raccomanda ai ministri la lettura continuativa di tutta la Bibbia in ordine, secondo la pratica tipicamente riformata dello studio sequenziale delle Scritture, in contrasto con l'utilizzo di un lezionario elaborato in stretta connessione con l'anno liturgico.

- Fonte: The Oxford Handbook of Methodist Studies, a cura di William J. Abraham,James E. 

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