Consigli per la lettura: Emanuele Fiume, Il Sinodo di Dordrecht (1618-1619), Claudiana (2015)

Nella Storia della chiesa un concilio protestante europeo è un fatto, se non unico, rarissimo. Ci possiamo rendere conto di quanto l’evento del sinodo riformato tenuto a Dordrecht, Olanda, dal 13 novembre 1618 al 29 maggio 1619 , sia stato generato da una testardaggine, tipicamente calvinista, che ha avuto la pretesa di costruire la Storia, e non di subirla, di cavalcarla o di interpretarla, considerando le seguenti particolarità. Il sinodo si riunì all’inizio del secentesco “secolo di ferro”, coincidente con l’inizio della devastante guerra dei trent’anni - che iniziò con tutte le caratteristiche della guerra di religione, per mutare forma in seguito - in una terra sotto il livello del mare che in poco meno di un secolo passò dalla sudditanza alla corona spagnola alla spavalda concorrenza mercantile all’Inghilterra sui mari del mondo. Il sinodo fu espressione di un’era teologica, quella dell’ortodossia, che la modernità è abituata a ridurre al minimo comune denominatore di una rigida astrazione di geometria teologica, Contro tutti i venti della Storia, della politica e della cultura il protestantesimo riformato europeo non si limitò a tentare di reprimere una corrente di dissenso che in quel momento aveva ancora un seguito assai modesto in Europa, ma si lanciò in una appassionata quanto accurata interpretazione della dottrina della predestinazione, che Calvino stesso aveva definito quale “santuario della sapienza divina ” priva di silenzi o di reticenze. Un cartello teologico indicante la grazia radicale, la grazia senza compromessi che stabiliva la libertà di Dio (che è libertà di essere Dio) e la libertà dei credenti (che è libertà di essere di Dio), in un livello, quello appunto dell’essere, che trascende la Storia, ma che pure la interseca efficacemente. In tutto il Seicento, il motore che muoverà il calvinismo europeo sarà la causa della libertà, la faticosa ricerca di una via alla modernità che non debba coincidere con il modello assolutista del re sole. Il sinodo di Dordrecht fu pure il “la” dottrinale del calvinismo europeo all’inizio di un secolo di battaglie culturali e militari, di agoni di penna e di spada. Con il tramonto dell’ortodossia storica, l’Europa calvinista saprà liberarsi perfino della stessa teologia di Dordrecht, ma il messaggio che fu di Dordrecht, il messaggio di grazia radicale che unisce la libertà di Dio e la libertà umana, l’eternità e la Storia, non fu altro che un efficace quanto drammatico tentativo storico di servire e di annunciare la radicalità del Vangelo di Dio. Quindi, continua a presentarsi a noi come degno di considerazione.

Emanuele Fiume ha studiato musica a Trieste e teologia a Roma, Heidelberg e Zurigo. Attualmente è pastore della chiesa valdese di Roma, e insegna Storia della Riforma presso la Facoltà pentecostale di Scienze religiose di Aversa.

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Messaggio di Natale del Consiglio Mondiale delle Chiese

In questo tempo dell'anno cristiano ricordiamo il grande amore di Dio per il mondo nel dono di Gesù Cristo. E leggiamo un'altra volta della fuga della sua famiglia in cerca di un luogo più sicuro della propria casa. Ricordiamo anche l'ultimo insegnamento del Maestro, come riportato da Matteo 25:40: 'In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me'.

Il significato del Natale e dell'Epifania è incompleto se ci dimentichiamo dei rifugiati.

Consiglio Mondiale delle Chiese, messaggio del Segretario generale Re. Dr. Olav Fyske

Fonte: http://www.oikoumene.org/en/resources/documents/general-secretary/messages-and-letters/christmas-message-2015
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- Missione Anglicana tradizionalista di lingua italiana 'Carlo I Stuart' - Una testimonianza evangelica in Roma