Storico accordo tra la Chiesa d'Inghilterra e la Chiesa di Scozia

La Chiesa d'Inghilterra e la chiesa di Scozia hanno sottoscritto uno storico accordo che riconosce la duratura collaborazione ecumenica delle due chiese e getta le fondamenta per future collaborazioni.
L'accordo è composto da 15 pagine divise in 4 capitoli che richiamano la relazione storica fra la Chiesa d'Inghilterra e la Chiesa di Scozia, il credo condiviso e le possibilità di far crescere la partnership già in atto.
Le due chiese hanno collaborato nella creazione di un fondo di sostegno per le famiglie povere con difficoltà di accesso al credito, riconoscono reciprocamente i propri ministri i culto e inviano un proprio rappresentante l'una al sinodo dell'altra.
Il rapporto auspica anche un coinvolgimento nelle relazioni ecumeniche con la Chiesa Episcopale Scozzese e la United Reformed Church.

Luca Vona

Gli antichi legami fra i valdesi e l’Inghilterra

Dalla Claudiana una nuova edizione del libro di Prescott Stephens

Finalmente la Claudiana ha ristampato questo libro che molti attendevano da tempo e che nel suo genere è unico, essendo concepito e scritto in inglese per un pubblico di cultura storica media, il che lo rende prezioso strumento di propaganda e conoscenza sul mercato mondiale. Serio e rigoroso e insieme divulgativo e accessibile, dovrebbe essere comunque letto da tutti, compresi coloro che credono di conoscere tutto lo scibile sulle vicende del «popolo Chiesa» e che invece potrebbero ampliare il loro orizzonte grazie al cambiamento di ottica imposto dal diverso punto di osservazione. È indubbio che senza l’intervento inglese nel corso dei secoli, Valli e Chiesa valdese non avrebbero certo i connotati odierni. Come sinteticamente illustrato nel retro del calendario Claudiana 2015 ci sono costanti nessi e legami anche prima della Riforma (vedi i Lollardi) ma tre sono le pietre miliari da cui non si può prescindere: l’intervento di Cromwell contro il genocidio delle Pasque Piemontesi (1655); l’aiuto e finanziamento del Glorioso Rimpatrio (1689) da parte di Guglielmo di Orange divenuto re d’Inghilterra con la Gloriosa Rivoluzione (1688), a cui seguì la fondazione nel 1698 della potente Spck (Society for Promoting Christian Knowledge) e, all’interno dell’attivismo del Risveglio ottocentesco, la determinante attività di Gilly e Beckwith tramite la Waldensian Church Mission (Wcm, 1825). Una cosa però è ricevere l’aiuto di uno stravagante Paese che da piccola nazione ai margini anche geografici dell’Europa si trasformò in potenza imperiale globale, altro è analizzare i fatti storico-politico-religiosi sotto questo punto di vista, specialmente dato il costante livello di ammirazione e simpatia per questo gruppo di montanari eretici mantenuto nel corso dei secoli a tutti i livelli, non solo da parte delle élite.

Wilberforce, l’inarrestabile attivista (conservatore) per l’abolizione della schiavitù, si battè anche per i valdesi e il giovane Gladstone durante il Gran Tour d’Italia, parte dell’istruzione dei rampolli altolocati del periodo, prima di visitare Venezia Firenze Roma... soggiornò nelle Valli; Beckwith come si sa, nell’anticamera del suo generale, il duca di Wellington, iniziò a leggere il best seller del canonico Gilly e ne fu folgorato. Molti altri però con nomi meno illustri hanno seguito quelle orme e hanno contribuito al sorgere e al finanziamento di opere in tutta Italia. In questo contesto si colloca la famiglia Stephens.

Prescot Stephens (1918-2012) è figlio del capitano della Royal Navy Richard, i cui legami familiari con la Wcm risalgono a metà ’800, e che portò i primi gruppi di inglesi a visitare la Valli, in certi tratti con l’aiuto dei muli e che girò anche il resto d’Italia aiutando ed evangelizzando. Esperienze su cui scrisse pure ampiamente. Prescot, che per la prima volta visitò con il padre le Valli a otto anni, ebbe contatti con vari gruppi valdesi durante la II Guerra mondiale nel periodo in cui era stanziato in Italia e nel dopoguerra divenne attivo nella Wcm, dove ha ricoperto quasi tutti i ruoli incluso quello di presidente, avendo umilmente declinato quello di Patron. Il figlio Mark ne è attualmente il tesoriere e la figlia Joy, missionaria, volata in giornata da Ginevra, ha con commozione assistito alla presentazione a Cambridge di questo prezioso volume, tenutasi a opera di Simone Maghenzani e Richard Newbury.

Rowan Williams ha commentato quanto sia importante e doveroso il ricordarsi di questi antichi legami; Diarmaid MacCulloch, illustre professore di Oxford, ha dichiarato che i protestanti britannici possono davvero andare orgogliosi dell’aiuto che hanno dato per la sopravvivenza di questa antica Chiesa e Euan Cameron (professore a Oxford e all’Union Theological Seminary, New York) nella sentita nuova prefazione ne raccomanda caldamente la lettura. La prima prefazione è quella altrettanto calorosa di Giorgio Bouchard.

* P. Stephens, The Waldensian Story: a study in Faith, Intolerance, Survival. Torino, Claudiana, 1998-2015, pp. XXI-375, euro 29,00.

- Erica Scroppo, Riforma, 29 dicembre 2015

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