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Buona lettura!

San Paolo dentro le Mura

La chiesa di San Paolo dentro le Mura (St. Paul Within the Walls) è la prima chiesa non cattolica costruita a Roma dopo l’Unità d’Italia.
St. Paul a Roma inizia le sue attività nel 1859 con il nome di Grace Church.
Poiché nello Stato pontificio servizi protestanti non erano permessi all'interno delle mura di Roma (se non nelle ambasciate e legazioni) una cappella è affittata al di fuori delle mura cittadine. Solo dopo il 1870 gli anglicani possono erigere una artistica chiesa "dentro le mura", e il passaggio resta consacrato nel nome.

Fu il Reverendo Robert J. Nevin che, dopo aver comprato il terreno ed ottenute dal Governo italiano le necessarie autorizzazioni, fece costruire l’edificio dall’architetto inglese George Edmond Street come luogo di culto della comunità episcopaliana americana che, fino a quel momento, soleva riunirsi nella sede della Legazione americana presso la corte pontificia.

La chiesa fu edificata dal 1873 al 1880 in stile romanico-gotico, caratterizzata esternamente da mattoni rossi che si alternano al travertino. Nella facciata si trova un rosone con simboli degli Evangelisti. L’interno si presenta a tre navate; vi spiccano in modo particolare le vetrate con storie della vita dell'apostolo Paolo, ed i mosaici dell’abside, realizzati su disegni dell'artista preraffaellita Edward Burne-Jones, che raffigurano scene tratte dall’Apocalisse dell’evangelista Giovanni.
Sempre nell’abside sono raffigurati, in mosaico, alcuni Padri della Chiesa; la cosa curiosa è che alcuni personaggi dell’Ottocento hanno prestato il volto per la loro realizzazione: così sant’Andrea ha il volto di Abramo Lincoln, san Giacomo quello di Giuseppe Garibaldi, san Patrizio quello del Generale Grant, protagonista della Guerra di Secessione americana.

Le sculture nel giardino sono state realizzate dall'artista contemporaneo Peter Rockwell.

L'attuale Rettore di San Paolo dentro le Mura è il Rev. Austin K. Rios

Sito ufficiale: http://www.stpaulsrome.it/

Sviluppo

Al di fuori della Gran Bretagna, la più influente Chiesa della Comunione Anglicana è quella degli Stati Uniti che, dopo la Rivoluzione americana, fu costretta a recidere i legami con la Chiesa d'Inghilterra sotto pena di tradimento, poiché al clero veniva richiesto di giurare fedeltà alla monarchia britannica. Negli Stati Unti la chiesa Anglicana si riorganizzò nel 1783 con il nome di "Chiesa episcopale" e divenne la prima Provincia Anglicana al di fuori delle Isole Britanniche".
Oggi è suddivisa in 9 province e governa numerose diocesi al di fuori degli Stati Uniti, tra cui la Convocazione delle Chiese Episcopali in Europa.

I membri della Chiesa episcopale ("episcopaliani") negli Stati Uniti sono circa due milioni e mezzo. La comunità episcopaliana ha un'importante presenza in settori chiave della cultura, dell'economia, della politica degli Stati Uniti e numerosi sono stati i presidenti degli Stati Uniti di fede episcopaliana (tra cui George Washington e Franklin Delano Roosvelt).

Il Vescovo Katharine Jefferts Schori, è la prima donna Presidente della Chiesa Episcopale (Il titolo Presiding Bishop, Vescovo Presidente, è preferito a quello di Primate nella Chiesa episcopale).

L'attuale Vescovo della Convocazione delle Chiese episcopali in Europa è il Rt. Rev. Pierre Whalon.

Oltre alle attività propriamente di culto e di educazione cristiana, le comunità episcopaliane italiane svolgono servizi sociali e di ospitalità, prevedendo giornate in cui volontari preparano pasti e procurano vestiti ai poveri e ai rifugiati.

Significativa è anche l'attività ecumenica.

Struttura

L'Anglicanesimo mantiene una posizione particolare (denominata Via media) fra le Chiese sorte al tempo della Riforma protestante e la Chiesa cattolica, poiché ha mantenuto la struttura ecclesiastica del cattolicesimo con la successione apostolica dei vescovi e una liturgia tradizionale.(spesso molto più tradizionale di quella attualmente in uso nelle chiese cattolico romane!). Il clero è composto dai tre ordini di vescovi, preti e diaconi, e il celibato ecclesiastico non è obbligatorio. In quasi tutte le province le donne possono essere ordinate diacono, in molte prete e in alcune anche vescovo. Gli ordini religiosi vennero soppressi da Enrico VIII, ma nel XIX secolo sono stati ristabiliti e hanno vissuto una fioritura tuttora in corso (così oggi possiamo trovare Francescani, Domenicani, Carmelitani, Benedettini... anglicani). Le Chiese che sono "in comunione" con la sede di Canterbury compongono la Comunione Anglicana. L'attuale Primate della Comunione anglicana è il Right. Rev. Justin Welby.

Ogni chiesa locale è amministrata dal suo Rettore (dall'insieme di preti e diaconi - denominato Clergy - se ce n'è più di uno) e da un consiglio di chiesa composto da laici, denominato Vestry, in comunione con il Vescovo della Diocesi.

La Chiesa anglicana è 'semper reformanda' perché si impegna ad ascoltare la voce dello Spirito per offrire una risposta alle istanze che provengono dalla società in continuo mutamento. Per questo ogni diocesi si riunisce annualmente in una Convention. Dal 1867 tutte le chiese anglicane si riuniscono ogni 10 anni nella Conferenza di Lambeth (dalla sede in cui hanno luogo, Lambeth Palace a Londra, sede dell'Arcivescovo di Canterbury). A queste si sono affiancati dal 1903 i Congressi mondiali anglicani.
Le decisioni sono prese in maniera collegiale, tra i vescovi, il clero e una rappresentanza di laici.

Dottrina

E' difficile una definizione astratta dei contenuti dottrinari dell'anglicanesimo: esigenza di continuità con il passato e temi della riforma protestante (nelle diverse accezioni di Lutero, Calvino, Zwingli, Bucero), cercano di armonizzarsi nella ricerca di una via media, con ampio spazio per il pluralismo teologico.

La Chiesa "anglicana" conserva tuttora numerose caratteristiche di tipo cattolico, ad esempio nella presenza di un episcopato in successione storica con gli apostoli e la liturgia intesa indissolubilmente come predicazione della Parola e celebrazione eucaristica.  L'istanza evangelica, che ha valorizzato lo studio e la diffusione della Bibbia, non ha mai oscurato la tendenza umanistica, che ha consentito lo sviluppo di correnti teologiche di impostazione liberale, valorizzando anche un forte impegno sociale.

Storicamente, le differenti espressioni dell'anglicanesimo si sono straficate in tre correnti ecclesiali: High Church (Chiesa alta), più improntata alla continuità  con la tradizione cattolica; Low Church (Chiesa bassa), di tendenza evangelica-protestante, con maggiore preoccupazione per il sociale, ; Broad Church (Chiesa larga), aperta soprattutto al liberalismo teologico. Tali partizioni hanno oggi perso di peso di fronte a situaizoni pastorali nuove (scristianizzazione, secolarizzazione).

Secondo la formulazione del teologo Richard Hooker, uno dei più importanti "padri" dell'anglicanesimo, l'autorità religiosa è presente nella Bibbia, nella Tradizione della chiesa e nella Ragione.

La valorizzazione di un pensiero plurale e la ricerca di una via media tra le diverse correnti interne ha consentito all'anglicanesimo di assumere un ruolo di primo piano nel movimento ecumenico e nel dialogo tra fede, scienza e cultura. La questione sociale vi ha trovato fin dal XVII secolo vivace attenzione e varietà di soluzioni.

La fedeltà alla tradizione e l'apertura alla modernità hanno favorito la ricerca biblica, patristica, liturgica, con importanti apporti anche nell'ambito della filosofia delle religioni.
La straordianria opera di diffusione del testo biblico è stata portata avanti soprttutto dalla Società Biblica Britannica e Forestiera (British and Foreign Bible Society), dal 1804.

Grande importanza ha il Libro della preghiera comune (Book of Common Prayer), adottato da tutte le Chiese anglicane, che hanno nella liturgia più che nelle confessioni di fede il loro denominatore comune. Per garantire l'uniformità religiosa in Inghilterra nel XVI secolo furono composti i 39 articoli di religione, che utilizzano talvolta espressioni teologiche vicine al calvinismo. Questi articoli non sono più considerati strettamente vincolanti.

Nel XIX secolo nell'ambito della Chiesa alta anglicana, il recupero delle idee di alcuni teologi del Sei e Settecento portò allo sviluppo di un movimento dottrinale e liturgico orientato alla tradizione cattolica. La corrente anglo-cattolica è definita Movimento di Oxford (dal suo centro di irraggiamento intellettuale) o "dei Trattariani" (da una serie di opuscoli detti Tracts for the time pubblicati a partire dal 1833).
L'anglo-cattolicesimo è ancora vivo nella compagine anglicana e tra i suoi esponenti storici più influenti vanno ricordati Edward Bouverie Pusey (1800-1882), Charles Lindley Wood Halifax (1839-1934), lo scrittore Thomas Stearns Eliot (1888–1965) e l'Arcivescovo di canterbury Arthur Michael Ramsey (1904–1988).
Un impulso fondamentale al dialogo tra anglicani e cattolici è offerto dall'Anglican Center di Roma, fondato nel 1966,su incoraggiamento dell'Arcivescovo di Michael Ramsey e di Paolo VI, per favorire lo spirito di ecumenismo auspicato dal Concilio Vaticano II.
Il direttore del Centro ricopre la carica di Ambasciatore della Chiesa Anglicana presso la Santa Sede Attualmente è il Most. Rev. Sir David Moxon, già Arcivescovo in Nuova Zelanda e Polinesia.
L'Anglican Center, che vanta la più grande biblioteca anglicana in Europa con oltre 12.000 volumi, ha sede a Palazzo Doria Pamphilj (Piazza del Collegio Romano 2).

Origini e sviluppo dell'Anglicanesimo

L'Anglicanesimo è una forma di Cristianesimo che ebbe origine nel XVI secolo con la separazione della Chiesa anglicana (o Chiesa d'Inghilterra) dalla Chiesa cattolica-romana, durante il regno di Enrico VIII.

L'origine risale a una diffusa convinzione, fra alte cariche episcopali inglesi, di una necessaria indipendenza delle sedi episcopali, così come avveniva nella chiesa delle origini. Già nell'alto medioevo la Chiesa d'Inghilterra godeva di un'ampia autonomia da Roma.

La causa scatenante va ricollegata al fatto che Enrico VIII non riuscì ad ottenere dal Vaticano lo scioglimento del suo matrimonio, che era stato richiesto perché non aveva avuto un figlio maschio cui lasciare il trono. Il re, approfittando del malcontento che serpeggiava nelle file del clero e del laicato cattolico inglese contro Roma, si rivolse all'arcivescovo Cranmer di Canterbury e riuscì ad ottenere il divorzio da Caterina d'Aragona. Subito dopo la scomunica fece approvare dal Parlamento (1533) una serie di leggi che rompevano i legami con Roma e sottomettevano interamente il clero inglese alla corona.

Naturalmente il divorzio fu solo un pretesto: la causa profonda va vista nel generale processo di rivendicazione della sovranità regia contro ogni interferenza, soprattutto se proveniente dall'esterno. Il sorgere dei rapporti capitalistici nell'Inghilterra del XVI sec. aveva reso urgente la costituzione di una monarchia assoluta, che accelerasse la disgregazione del regime feudale. Un importante mezzo di centralizzazione dei poteri fu appunto la riforma della chiesa, con la quale il re riuscì a secolarizzare circa un terzo di tutta la proprietà terriera inglese.

Da notare che in genere i papi non opponevano alcun veto ai principi e ai re che volevano separarsi dalle loro consorti. In questo caso però il rifiuto fu determinato dal timore di scontentare il parente più importante di Caterina d'Aragona, l'imperatore Carlo V, che rappresentava in quel momento un valido baluardo contro la diffusione del luteranesimo.

Lo scisma anglicano non incontrò in Inghilterra alcuna forte resistenza da parte ecclesiastica (fanno eccezione alcuni ordini religiosi, nonché il vescovo Fisher). La vittima più illustre fu il Gran cancelliere del re, Thomas More, che pur essendo disposto a firmare l'Atto per la successione della discendenza di Anna Bolena (la seconda moglie), rifiutava il modo in cui Enrico VIII si era proclamato "capo della chiesa" e gli opponeva la convocazione di un concilio nazionale.

Non vi fu resistenza semplicemente perché i torti di una sede pontificia esosa, corrotta e retriva quanto mai, apparivano ai sudditi inglesi sufficienti a legittimare la costituzione di una monarchia assolutistica e scismatica. Peraltro Enrico VIII aveva garantito al clero e a tutti i fedeli che nulla del tradizionale cattolicesimo sarebbe stato modificato, a livello sia dogmatico che sacramentale e rituale. In precedenza, lo stesso re aveva scritto, in collaborazione con Moro, alcuni pamphlet antiluterani.

Le influenze protestanti del continente europeo si fecero sentire immediatamente dopo. Le nuove dottrine, soprattutto calviniste, furono introdotte sotto Edoardo VI (1547-53), che Enrico VIII aveva avuto da un terzo matrimonio. Re Edoardo approvò il Libro della preghiera comune (Book of Common Prayer) che realizzato dall'arcivescovo Cranmer e da altri teologi influenzati dalla Riforma.

A questa situazione cercò di reagire la cattolica Maria Tudor (1553-58), figlia di Caterina d'Aragona, ma senza ottenere validi risultati, anche se gli anglicani condannati sotto il suo regno risultarono più numerosi dei cattolici messi a morte dagli anglicani durante tutto il secolo seguente. Di qui la forte contro-reazione della regina Elisabetta (1558-1603), figlia di Anna Bolena, che volle ristabilire il Libro della preghiera comune e appoggiare i 39 articoli di religione, che attestano un certo influsso del calvinismo.

Fu appunto Elisabetta I che assunse il titolo (tuttora esistente) di "supremo reggente". Con l'Atto di uniformità del 1559 venne ratificatal'indipendenza dal papa romano, venne mantenuta la continuità con la chiesa antica attraverso l'adesione alle confessioni di fede e alle decisioni dei primi quattro concili ecumenici, vennero accettati i principi fondamentali della Riforma (specie gli articoli sulla giustificazione per fede, sulla chiesa, sulle opere buone della Confessione luterana di Augusta del 1530), venne solennemente dichiarata la Bibbia come suprema norma di fede, affermando che non si può pretendere da alcuno di accettare come articolo di fede quello che non può essere approvato con la Bibbia.

I 39 articoli prevedevano una struttura ecclesiastica centrata sia sui vescovi, nominati dal re, che sulla successione apostolica; cerimonie, riti, liturgia e paramenti di tipo cattolico; la teologia di tipo calvinista moderato (ad es. la tradizione non è negata ma subordinata alla Bibbia, la "forza salvifica" della chiesa non è negata ma si considera più importante la fede personale).  

Nei secoli successivi, in diverse parti del mondo, ma prevalentemente nel Commonwealth inglese, sono sorte altre chiese nazionali che hanno aderito all'anglicanesimo. Queste chiese sono denominate "anglicane" o, in alcune nazioni come gli USA e la Scozia, "episcopali".

Diffusione


La Comunione anglicana riunisce oltre 40 chiese in comunione con la sede primaziale arcivescovile di Canterbury.

Gli anglicani sono oggi circa 90 milioni in oltre 165 paesi nel mondo.

Le Chiese anglicane in Italia sono una ventina, fra cui St. Mark's a Firenze (Via Maggio 18), The Holy Ghost a Genova (Piazza Marsala 3), All Saints a Milano (Via Solferino 17), Christ Church a Napoli (Via San Pasquale a Chiaia 15 b), Holy Cross a Palermo (Via Mariano Stabile 118 b), All Saints a Roma (Via del Babuino 153), St. George a Taormina (Via Pirandello 24), St. George a Venezia (Dorsoduro 253).
IL Vescovo Suffraganeo della Diocesi in Europa della Chiesa d'Inghilterra è il Rt. Rev. David Hamid.

Sotto la giurisdizione del vescovo incaricato dalla Convocazione delle Chiese episcopali americane in Europa (dette anche "episcopaliane"), che risiede a Parigi, operano in Italia due Chiese anglicane Episcopali, una a Roma - St. Paul Within the Walls - San Paolo dentro le mura (Via Nazionale 16 a - Via Napoli 58) - e una a Firenze, St. James - San Giacomo (Via Rucellai 9). Sono inoltre presenti la Chiesa della Resurrezione a Orvieto e la Comunità Gesù Buon Pastore a Milano. L'attuale Vescovo della Convocazione delle Chiese episcopali in Europa è il Rt. Rev. Pierre Whalon.
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- Missione Anglicana tradizionalista di lingua italiana 'Carlo I Stuart' - Una testimonianza evangelica in Roma