Le antiche fonti dell'eucologia pasquale anglicana


Per tutta l'ottava di Pasqua la liturgia anglicana tradizionale propone la recita quotidiana di una splendida colletta, la cui origine è da individuare nel Sacramentario Gelasiano. La colletta compare nel Book of Common Prayer del 1928 con un testo pressoché identico a quello proposto dal primo Prayer Book (1549), pubblicato durante il regno di Edoardo VI.


Dio Onnipotente, che attraverso
il tuo unico Figlio Gesù Cristo
hai vinto la morte e aperto per noi
le porte della vita eterna:
ti chiediamo umilmente
di suscitare buone aspirazioni nelle nostre menti, 
con la tua grazia preveniente,
affinché con il tuo costante aiuto 
possiamo portarle a compimento,
per Gesù Cristo nostro Signore,
che vive e regna con te nell'unità dello Spirito Santo 
per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Almighty God, who through 
thy only-begotten Son Jesus Christ 
hast overcome death, and opened unto 
us the gate of everlasting life; We 
humbly beseech thee that, as by thy 
special grace preventing us thou 
dost put into our minds good 
desires, so by thy continual help 
we may bring the same to good effect; 
throught the same Jesus Christ our Lord, 
who liveth and reigneth with thee 
and the Holy Ghost ever, one God, 
world withouth end. Amen (BCP 1928)


La colletta, come dicevamo, comprare fin dalla prima edizione del Prayer Book (1549) e ritorna in tutte le successive riedizioni. Qui di seguito, le versioni, pressoché identiche del testo, nelle edizioni del Book of Common Prayer del 1549 e del 1661.

Almightie God, which through
thy onely begotten sonne lesus Christ,
hast ouercome death, & opened vnto
vs the gate of euerlastyng life : we
humbly beseeche thee, that as by thy
speciall grace , preuentyng vs, thou
doest put in our mindes good
desires : so by thy continuall helpe,
we may bring thesame to good effect,
thorough lesus Christ our Lord :
who liueth and reigneth.&c. (BCP 1549)

Almighty God, who through
thine onely begotten son Iesus Christ
hast overcome death, and opened vnto
vs the gate of everlasting life : we
humbly beseech thee, that as by thy
speciall grace preventing vs, thou
dost put into our minds good
desires : So by thy continuall help
we may bring the same to good effect,
through lesus Christ our Lord,
who liveth, and reigneth with thee,
and the holy Ghost, ever one God,
world without end. Amen. (BCP 1661)

Ed ecco, la fonte dal Sacramentario Gelasiano:

DEUS qui hodierna die per vnigenitum
tuum eternitatis nobis aditum
deuicta morte reserasti : vota nostra
que preueniendo aspiras, etiam adiuuando
prosequere. Per eundem. (Gel. I 46)

Sembra esservi un richiamo anche a una colletta pasquale del Sacramentario Gregoriano:

[DEUS qui solennitate paschali
mundo remedia contulisti : populum
tuum quesumus domine celesti dono
prosequere : vt & perfectam libertatem
consequi mereantur, et ad vitam
proficiat sempiternam. Per. (Greg. 68)].

Un'altra interessante colletta del periodo pasquale è quella che compare nel Book of Common Prayer solo a partire dall'edizione del 1661, per la vigilia di Pasqua, e per la quale non siamo riusciti, ad oggi, a individuare fonti pre-riformate. Eppure il legame con la tradizione cattolica medievale sembra fortemente evocato dallo spirito ascetico che la pervade, sebbene sia parimenti accentuato il richiamo ai meriti di Gesù Cristo morto, sepolto e risorto per noi:

Concedici, Signore, che con il 
battesimo nella morte del tuo
santo Figlio, nostro Salvatore Gesù
Cristo, mortificando continuamente
i nostri affetti corrotti, possiamo essere
sepolti con lui, e oltrepassando 
la tomba e le porte della morte
possiamo giungere alla gioiosa resurrezione,
per i meriti di Lui che è morto, è stato sepolto, ed è risorto per noi
Gesù Cristo tuo Figlio, nostro Signore. Amen.

Grant Lord, that as we are
baptized into the death of thy
blessed Son, our Saviour Iesus
Christ : so by continual mortifieing
our corrupt affections, we may be
buried with him, and that through
the grave, and gate of death, we
may pass to our ioyfull resurrec
tion, for his merits, who died, and
was buried, and rose again for
vs, thy son Iesus Christ our Lord.
Amen. (BCP 1661)


Perché l'anglicanesimo?

Quando si parla di anglicanesimo viene spontaneo pensare immediatamente all'Inghilterra, come d'altra parte l'etimologia stessa della parola suggerisce. Ma la chiesa anglicana è nella sua intima essenza costitutiva una chiesa che raccoglie diversi elementi della cristianità occidentale. Il Vangelo è infatti stato portato ai popoli britannici nel VI secolo dal monaco missionario Agostino, primo arcivescovo di Canterbury, partito dal monastero romano del Celio su mandato di papa Gregorio Magno. Nel corso di pochi secoli fiorirono numerosi monasteri e si sviluppò una liturgia romana declinata in diverse varianti locali, con influssi gallicani (dalle Gallie) e mozarabici (dalla penisola iberica). Nel sedicesimo secolo l'Inghilterra divenne luogo di rifugio per molti protestanti perseguitati in Europa, e tra questi l'italiano Pietro Martire Vermigli e il tedesco Martin Bucer ebbero un ruolo fondamentale nella riforma liturgica e teologica della Chiesa d'Inghilterra. Successivamente l'anglicanesimo si diffuse nel mondo di pari passo con l'espansione del Commonwealth britannico, dando vita a numerose chiese nazionali, il cui fondamento teologico, dottrinale, liturgico e pastorale era costituito dal Libro della preghiera comune (Book of Common Prayer) anglicano, tradotto nel corso dei secoli in numerose lingue locali.
L'anglicanesimo è dunque, per la propria identità composita e il costitutivo afflato missionario, una confessione cristiana per gli uomini e le donne di ogni luogo e di ogni tempo, capace di rispettare e accogliere, con spirito evangelico, ogni etnia e cultura.
Anglicani dunque "si nasce", Ma lo si può anche diventare, approfondendo o scoprendo per la prima volta la fede cristiana.
Abbiamo voluto elencare brevemente qui di seguito 6 buone ragioni per riconoscersi cristiani e anglicani.


LA CENTRALITA' DELLA BIBBIA

"Lo Spirito Santo procede con il maggior fasto sul suo carro, ovvero nelle Scritture". - Thomas Manton (1620-1677)

IL FONDAMENTO DELLA TRADIZIONE

"Una Bibbia in due testamenti, tre formule di fede (Simbolo apostolico, Niceno-costantinopolitano e Atanasiano), quattro Concili generali (Nicea I, Costantinopoli I, Efeso, Calcedonia), la riflessione teologica dei Padri dei primi cinque secoli". - Lancelot Andrewes (1555-1626)

UNA FEDE RAGIONEVOLE

Sebbene ferita dal peccato, la ragione è un mezzo essenziale per comprendere ciò che Dio ci ha rivelato. Il grande teologo anglicano del diciassettesimo secolo Richard Hooker identifica i 3 pilastri dell'anglicanesimo nelle Sacre scritture, nella Tradizione della Chiesa e nella Ragione.

"Lo Spirito Santo non è un uccello predatore mandato da Dio ad affliggere i nostri occhi". - Nathaniel Culverwel (1619-1651)



LA LITURGIA AL CENTRO DELLA VITA CRISTIANA

L'anglicanesimo è fondato sul Libro della Preghiera comune (Book of Common Prayer), che racchiude, la liturgia eucaristica, i rituali di ogni altro sacramento, il salterio, il lezionario con le letture bibliche per l'intero anno liturgico. Il Libro della preghiera comune rappresenta una sintesi armoniosa tra la più feconda tradizione cattolica e le istanze di riforma promosse dal protestantesimo. Per secoli è stato il culmine e la fonte della spiritualità e della riflessione teologica anglicana. proprio per l'importanza che riveste nella vita di ogni credente la liturgia anglicana è proposta in una lingua che deve sempre essere comprensibile al popolo che celebra. Nel sedicesimo secolo il Libro della preghiera comune fu redatto in inglese, oggi è disponibile in centinaia di lingue, anche in italiano, e in questa lingua celebra la nostra chiesa.

UNA CHIESA SACRAMENTALE

La Chiesa anglicana amministra tutti i grandi sacramenti della tradizione apostolica, riconoscendo la massima importanza al battesimo e all'eucaristia, fedele alla testimonianza dell Scritture. Il libro della preghiera comune contiene anche il rituale per la Confermazione, il matrimonio, l'unzione degli infermi, le esequie e per l'ordinazione di vescovi, presbiteri e diaconi.

Cristo ha detto "Questo è il mio corpo". Non ha detto "Questo è il mio corpo, in questo modo". La controversia eucaristica ha a che fare con una questione di metodo. Nelle Scritture non troviamo traccia di alcuna spiegazione sul come le sostanze del pane e del vino diventino nella celebrazione eucaristica il corpo e sangue di Cristo. Gli anglicani credono senza esitazione nella presenza reale di Cristo nell'eucaristia, ma non entrano nel merito del "come" essa si realizzi. Considerano pertanto la "transustanziazione" e altri tentativi di spiegare il mistero eucaristico come teorie scolastiche e non come articoli di fede. - Lancelot Andrewes (1555-1626)

UNA CHIESA CATTOLICA E PROTESTANTE

Per le specifiche circostanze storiche in cui è sorto, l'anglicanesimo possiede una identità che armonizza la Tradizione cattolica della fede con l'aspirazione protestante a un cristianesimo evangelico, dove il credente è in rapporto diretto con Cristo, unico Mediatore, e può avvicinarsi con libertà intellettuale alle Sacre Scritture.

Se desideri saperne di più sulla chiesa anglicana e sulla Missione anglicana Carlo I Stuart puoi contattare il Rev. Luca Vona all'indirizzo email vona.savoia@gmail.com oppure vienici a trovare ogni domenica alle 15 30 presso il Tempio Breccia di Roma, in via di Santa Eufemia 9 Roma, per il culto, seguito da un momento conviviale.







Inaugurazione della Missione anglicana italiana 'Carlo I Stuart'

Il 12 febbraio 2017, il Vescovo Mons. Dr. Frederick Haas, Ordinario della Diocesi Anglicana Christ the Redeemer (continuing anglican), con sede a Baden Baden e comunità in Germania, Inghilterra, Malta e Macedonia, ha celebrato il rito di ordinazione al Diaconato del Rev. Luca Vona, dottorando in Sacra Liturgia al Pontificio Ateneo Sant'Anselmo, in cotutela con la Katholieke Universiteit Leuven (Belgio). 

Il rito si è svolto nella Cappella del Cimitero Acattolico di Roma e il Rev. Luca Vona è stato incaricato di prendersi cura di una Missione anglicana in Italia, intitolata a Carlo I Stuart, Re e martire della fede, morto sul patibolo per la difesa dell'anglicanesimo come Via Media (tra Cattolicesimo e Protestantesimo) contro il fanatismo del puritanesimo più intransigente.

La Diocesi Christ the Redeemer è indipendente dalla Comunione Anglicana, poiché rientra nel movimento delle cosiddette "chiese di continuazione", separatesi dalla Sede di Canterbury a partire dal 1977 (Affirmation of St Louis) perché non disposte ad accettare l'ordinazione delle donne al presbiterato e all'episcopato, la benedizione di unioni tra persone dello stesso sesso e le innovazioni liturgiche, considerati come espressione di una deriva teologica eterodossa, oltre che un elemento di rottura nelle relazioni ecumeniche con la Chiesa Cattolica Romana e le Chiese Ortodosse.

La Missione anglicana italiana Carlo I Stuart è dunque di orientamento tradizionalista e anglo-cattolico. Suoi punti di riferimento dottrinali, liturgici e pastorali sono il Libro della preghiera comune (Book of Common Prayer) del 1928, i 39 articoli di religione secondo l'interpretazione del Movimento di Oxford, e la tradizione indivisa della chiesa del primo millennio.

La Missione Carlo I Stuart propone un cattolicesimo riformato, di lingua italiana, nel seno dell'autentica tradizione anglicana. In particolare pone la propria affermazione di fede su 3 pilastri fondamentali:

La tradizione apostolica. Una Bibbia in due testamenti, tre formule di fede (Simbolo apostolico, Niceno-costantinopolitano e Atanasiano), quattro Concili generali (Nicea I, Costantinopoli I, Efeso, Calcedonia), la riflessione teologica dei Padri dei primi cinque secoli.

Una fede ragionevole. La ragione umana è considerata come un dono di Dio, utile per approfondire i contenuti della rivelazione cristiana, secondo l'affermazione del teologo Nathaniel Culverwel (1619-1651): "Lo Spirito Santo non è un uccello predatore mandato da Dio ad affliggere i nostri occhi".

Una spiritualità liturgica.  Il Culto Divino è celebrato secondo il rito anglicano tradizionale, come trasmesso dal Libro della preghiera comune (Book of Common Prayer) del 1928. La liturgia è considerata sorgente di tutta l'azione apostolica e autentico luogo di incontro con Dio. In accordo con la testimonianza evangelica il battesimo e l'eucaristia sono considerati i due sacramenti fondamentali della vita cristiana, sebbene vengano amministrati anche gli altri sacramenti trasmessi dalla tradizione della Chiesa (confermazione, matrimonio, Ordine Sacro, unzione degli infermi, rito delle esequie).

Il Rev. diacono Luca Vona - di cui è prevista l'ordinazione sacerdotale il 16 luglio 2017 - celebra la Liturgia della Parola ogni domenica nella città di Roma, solitamente presso il Tempio protestante Breccia di Roma, in via di Santa Eufemia 9, nei pressi di Piazza Venezia. Può celebrare battesimimatrimonifunerali e il rito dell'unzione degli infermi. E' inoltre a disposizione per colloqui individuali e visita alle famiglie.

Per contatti: vona.savoia@gmail.com - Telefono 3385970859

Decreto di fondazione della Missione 'Carlo I Stuart'

Certificato di Ordinazione diaconale del Rev. Luca Vona

Il Rev. Luca Vona









Il Rev. Luca Vona con il Consigliere nazionale dell'Unione Monarchica Italiana Paolo Albi

La Cappella del Cimitero Acattolico di Roma

Avvio della Missione Anglicana "Carlo I Stuart" a Roma

Cari amici, 


siamo lieti di invitarvi il giorno


domenica 12 febbraio, alle ore 10 00

presso la Chiesa del Cimitero Acattolico di Roma (via Caio Cestio 6)


per la celebrazione dell'ordinazione diaconale di Luca Vona 


e l'inaugurazione della Missione "Carlo I Stuart", per lo sviluppo di una comunità anglicana di orientamento "tradizionale" (continuing anglican) e di lingua italiana nella città di Roma.

Il rito di ordinazione sarà celebrato da Mons. Frederick Haas, Vescovo ordinario della Diocesi anglicana autonoma di Cristo Redentore con sede a Baden Baden (Germania) e Malta, Accademico onorario dell'Ordine Teutonico. 

Luca Vona, cui sarà affidata la cura della Missione italiana è dottorando presso il Pontificio Istituto Liturgico (Pontificio Ateneo Sant'Anselmo), in cotutela con la Katholieke Universiteit Leuven (Belgio) e l'Università "La Sapienza" di Roma.

Punti di riferimento dottrinale, liturgico e pastorale della Missione saranno: il Book of Common Prayer del 1928 (tradotto in lingua italiana), i 39 articoli di religione (interpretati secondo l'anglicanesimo "High-Church") e la Affirmation di St. Louis (1977), che ha confermato la volontà delle chiese appartenenti al "movimento di continuazione" di mantenersi radicate nella tradizione delle Sacre Scritture, della Tradizione indivisa della Chiesa del primo millennio e dell'anglicanesimo "classico".

L'occasione vi consentirà di visitare gli splendidi monumenti dello storico Cimitero ai piedi della Piramide Cestia, in cui riposano artisti come Keats e Shelley.

Vi aspettiamo!






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